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- di Matteo Tencaioli

Considerazioni sparse post Empoli-Milan (1 -3)


Il Milan vince all'ultimo Ballo, ma Leao è sempre decisivo e allo scadere trova il sigillo personale.


- Da quando Allegri ha lanciato "l'anatema", parlando di Milan senza cinque titolari, per la squadra rossonera è stato uno stillicidio d'infortuni: da Theo a Maignan in nazionale, fino all'indisponibilità di Messias nel pomeriggio, le due sostituzioni nel primo tempo di Saelemaekers e Calabria e quella di Kjaer nella ripresa, che hanno costretto Pioli a ridisegnare totalmente il Milan in corso d'opera, bruciandosi due slot nella prima frazione e costringendolo a fare "all in" a un quarto d'ora dalla fine del match. Ciò nonostante, Pioli ha portato a casa la partita, mandando un bel messaggio al suo prossimo avversario;

- L'Empoli è ben messo in campo da Paolo Zanetti: uno di quegli allenatori che interpreta "alla lettera" il proprio ruolo e assegna un compito preciso ad ognuno dei suoi calciatori, chiedendo sacrificio anche agli attaccanti. Il risultato è ottimo, perché la sua squadra tiene bene contro un Milan tutt'altro che sottotono, ma grandi meriti vanno anche a Vicario: un portiere di cui si parla troppo poco, giunto alla maturazione, che chiude la porta in faccia agli avversari ogni volta che ha la possibilità di farlo. Non ce ne vogliano i tifosi toscani, ma la prossima estate c'è da aspettarsi che su di lui metteranno l'occhio molte squadre;

- Charles De Ketelaere parte bene e si spegne col passare dei minuti. Finché la squadra gira, fa il suo, ma quando è lui a doversi prendere l'onere di fare la differenza, perde la bussola e s'incaponisce in alcune giocate solitarie senza sbocchi, dopo le quali finisce per nascondersi definitivamente. Al contrario, Leao prova a timbrare il cartellino in ogni modo per tutta la partita, riuscendoci proprio all'ultimo istante, ma quando sceglie di servire un compagno, la sua fiducia viene quasi costantemente tradita;

- "Quasi", dicevamo, perché nel finale Pioli si gioca il tutto per tutto e lancia nella mischia, tra gli altri, Ante Rebic, al rientro dopo uno stop di un mese. Il croato fa ciò deve fare un attaccante: essere nel posto giusto al momento giusto, riuscendo nell'impresa che non era ancora riuscita ad alcuno dei suoi compagni, quella di mettere un semplice pallone alle spalle di Vicario. Da sottolineare, ad inizio azione, la "furbata" di Tonali, che batte una rimessa laterale lunghissima verso Leao, tutto solo ma non passibile di fuorigioco e pronto a scardinare la difesa avversaria per servire il proprio compagno a centro area;

- Il finale ai limiti della follia premia un Milan mai domo. I rossoneri, ripresi da una punizione di Bajrami con la complicità di Tatarusanu a inizio recupero, trovano il goal decisivo con il jolly più inaspettato: Fodé (senza "N") Ballo Touré. Il senegalese, autore in generale di una buona prova, nell'improbo compito di sostituire Theo Hernandez, segna la sua prima, importantissima, rete in rossonero quando tutto sembra compromesso e spiana la strada per i tre punti. L'Empoli è costretto a consolarsi con la buonissima prestazione contro i campioni d'Italia che, se ripetuta costantemente, non potrà che portare la salvezza.

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Matteo Tencaioli. Classe 1980, da sempre diviso tra la professione di programmatore e l'amore per il giornalismo. Ama parlare di sport, in particolare di calcio e tennis. Conteso tra lavoro e famiglia, suo più grande amore, fa a sportellate tutti i giorni con il sonno per trovare il tempo di coltivare anche le proprie passioni.

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