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8 min

- di Stefano De Caro

È uno di quei week end in Premier League


Il campionato inglese torna dopo la sosta e ci regala un fine settimana da fuochi d'artificio.


Se anche a voi queste due settimane senza calcio inglese stanno cominciando a produrre effetti paranormali, sappiate che il prossimo week end le vostre sofferenze saranno finalmente alleviate e anzi, la Premier League tornerà più splendente che mai. La 9ª giornata è infatti da tempo cerchiata in rosso nel calendario di tutti gli appassionati di calcio d'oltremanica: il turno comincerà sabato alle 13.30 a Londra, dove nel North London Derby Arsenal e Tottenham saranno chiamate ad uno degli appuntamenti storicamente più importanti della loro stagione, che quest'anno sarà ancora più carico di fascino e di tensione visto che a sfidarsi saranno le prime due della classifica; domenica invece sarà Manchester il centro del mondo calcistico inglese, con City e United che all'Etihad Stadium daranno vita a quello che sulla carta dovrebbe essere il derby più incerto della storia recente. Se a tutto questo aggiungiamo una sfida che può portare all'inferno - calcistico - una tra Leicester e Nottingham Forest, bè ecco che la Premier League è pronta a regalarci un fine settimana che potrebbe essere uno degli spartiacque dell'intera stagione. Di seguito quindi un breve reminder per ricordare dove eravamo rimasti, e cosa ci dobbiamo aspettare da questi tre big match.

Gunners e Spurs, a voi

Come dicevamo, all'Emirates andrà in scena un derby che vale tantissimo. L'Arsenal, che dopo 7 giornate guida la classifica inglese con 18 punti, è pronto a vendicare la sciagurata sconfitta contro gli Spurs dello scorso 12 maggio, che permise agli uomini di Conte di agguantare in extremis il 4º posto proprio ai danni dell'Arsenal di Arteta. L'ambiente è elettrico, come non lo si percepiva da tempo. Tutto sembra funzionare al meglio, con una squadra che gioca un gran calcio e un tecnico che si sta dimostrando un vero valore aggiunto anche a questi livelli. La sosta sta però provando a rovinare il momento perfetto dei Gunners: se è vero che Odegaard ha ritrovato minuti con la sua Norvegia e sarà quindi a disposizione sabato dopo aver saltato la trasferta di Brentford, sono arrivate invece notizie preoccupanti dai ritiri di Scozia e Ghana, dai quali Kieran Tierney e Thomas Partey sono tornati a Londra in anticipo rispetto alla data prevista per curare piccoli problemi fisici. Nel caso le due possibili assenze dovessero diventare realtà, Arteta dovrà affrontare non pochi problemi di formazione, data anche la condizione non proprio al top di Zinchenko e le assenze quasi certe di Elneny e Smith-Rowe. A centrocampo, in particolare, l'Arsenal si è scoperto corto, con Partey che è spesso alle prese con guai fisici e con forse il rimpianto di non aver affondato il colpo in estate per Douglas Luiz, per il quale la richiesta dell'Aston Villa è stata giudicata troppo alta per poter essere presa in seria considerazione. La soluzione tappabuchi, e cioè rinnovare Elneny, si è alla fine rivelata migliore delle più rosee aspettative, con l'egiziano che quando è stato chiamato in causa si è dimostrato una risorsa importante per Arteta. Ma forse, per ambire a qualcosa di davvero importante, nella Premier di quest'anno in particolare, ci sarebbe stato bisogno di un aiuto in più.

Di contro, in casa Spurs l'umore non potrebbe essere più alto. Son e Richarlison torneranno dai loro impegni d'oltreoceano probabilmente un po' più stanchi rispetto ai coleghi europei, è vero, ma con il morale al top dopo prestazioni e gol decisivi. Il brasiliano in particolare sembra un giocatore in missione. Se potevamo avere dei dubbi sulla sua capacità di mantenere un livello mentale adeguato anche ai livelli più alti, i primi due mesi di questa stagione sembrano averceli fugati quasi definitivamente. 3 gol in 2 partite con la sua nazionale nell'ultimo week end, doppietta decisiva al debutto in Champions, e in generale tanta voglia di dimostrare che questo può essere veramente l'anno della sua completa affermazione. Anche altri giocatori Spurs hanno incamerato energia positiva da questa sosta. Kane ha celebrato la 50ª partita da capitano della Nazionale inglese, traguardo incredibile e prestigioso, andando a segno a Wembley nella sfida contro la Germania. Hojbjerg sembra non voler smettere di stupire, e dopo un inizio di stagione da urlo è stato come sempre uno dei migliori nella vittoria della sua Danimarca contro i campioni del mondo francesi. Perisic, infine, ha guidato la Croazia al primo posto nel girone e alla qualificazione alle Final Four di Nations League. Insomma, come se non fosse stato sufficiente un inizio di campionato da record - il Tottenham non partiva così bene dalla stagione 2016-2017, quando poi contese fino alla fine il titolo al Chelsea di Conte - ecco che anche in queste due settimane di stop gli Spurs hanno trovato il modo di aumentare la loro autostima e di prepararsi al meglio per un mese di Ottobre che si preannuncia decisivo per le sorti del loro percorso.

Paradossalmente, nonostante l'Arsenal si presenti al derby da leader solitario della Premier, e forte del - ritrovato - sostegno di uno stadio pieno e del pubblico amico, saranno proprio i Gunners ad avere qualcosa in più da perdere nella sfida dell'Emirates. Una sconfitta contro i rivali cittadini, infatti, significherebbe non solo essere scavalcati in classifica, ma causerebbe un contraccolpo psicologico importante che i giovani campioni di Arteta potrebbero non essere in grado di gestire, a maggior ragione dopo aver fallito nell’altro e finora unico scontro diretto della stagione, ad Old Trafford. Dopo il derby l'Arsenal ospiterà il Liverpool, non proprio l'avversario giusto se e quando la fiducia dovesse avere un colpo al ribasso.

Lo United e il piano per riprendersi Manchester

Tira aria di derby for the ages anche ad Etihad, dove domenica alle 15.00 ora italiana andra in scena la sfida tra i padroni di casa e il lanciatissimo United di Erik ten Hag. Il City, che ha in tasca le chiavi della città da quasi un decennio, troverà probabilmente di fronte i Red Devils più competitivi degli ultimi anni, anche se per battere la squadra di Guardiola ai rossi servirà comunque un'impresa straordinaria. I citizens stanno viaggiando a livelli ancora più alti di quelle che potevano essere le premesse di inizio stagione. I nuovi si stanno integrando alla grande, portando anzi qualche interessante e nuova soluzione tattica nel già rodatissimo sistema del tecnico catalano. Le vittorie poi arrivano anche piuttosto facilmente e le prestazioni - se escludiamo gli ultimi minuti al Villa Park e qualche momento di panico nella trasferta a Newcastle - ricalcano quelle che abbiamo ammirato e commentato nella scorsa stagione. Haaland, che non ha bisogno di ulteriori celebrazioni, si è messo in testa di riscrivere la storia del gioco e di aggiornarne i record, segnando contro qualunque avversario e in qualsiasi modo, a difesa schierata o in campo aperto, di destro o di sinistro, di potenza o di furbizia. Alvarez ha avuto un impatto ancora migliore delle aspettative, e i tifosi stanno cominciando a reclamarne un utilizzo più costante proprio in coppia con il norvegese, magari sul quel lato destro dell'attacco dove Mahrez sembra aver iniziato la stagione nella sua versione più svogliata e apatica. Akanji, acquisto last minute arrivato a Manchester per sopperire ai tanti problemi fisici del reparto difensivo, si sta dimostrando un giocatore che può stare tranquillamente a questo livello: lo svizzero è andato anche a segno con la sua nazionale nell'ultimo turno di Nations League, ed è risultato uno dei migliori nell'ultima trasferta del City a Wolverhampton. Se poi a tutto questo aggiungiamo la ritrovata verve di giocatori come Grealish e Stones, la qualità incredibile che anche quest'anno Cancelo sta mettendo a disposizione della squadra, e tutto il fantastico contorno che conosciamo cos' bene, ecco che la stagione dei blues sembra destinata a traguardi altissimi.

Ma, come dicevamo, lo United di quest'anno è una squadra che sembra finalmente avere le idee chiare. I Red Devils arrivano a questo match avendo vinto le ultime 4 partite disputate, compresa la netta affermazione di Old Trafford contro la capolista Arsenal. Il lavoro di ten Hag si sta dimostrando efficace, e in particolar modo sembra che il suo metodo stia aiutando alcuni giocatori ha ritrovare quella fiducia che solo un mese e mezzo fa, dopo la disastrosa trasferta di Brentford, sembravano aver perso definitivamente. Rashford, giocatore al quale comunque si vuole e si vorrà sempre un gran bene per tutto quello che fa fuori dal terreno di gioco, nelle ultime partite ha ritrovato quelle corse senza palla e quell'incisività che non si vedevano dal primo anno della gestione Solskjaer. Bruno Fernandes è tornato sui fantastici livelli di due anni fa, quando a tutti gli effetti era uno dei migliori trequartisti del mondo. Il portoghese, con il filtrante da capogiro con cui ha mandato in rete proprio Rashford nella sfida contro l'Arsenal, è diventato il giocatore con più assist, 23, in situazioni di open-play in Premier League, dal giorno del suo debutto. E in un campionato in cui gioca anche De Bruyne, questo non è un dato da sottovalutare. In generale poi, è lo spirito che la squadra sta mettendo in campo ad essere diverso dal passato. Lo United, ad esempio, è la squadra che ha commesso più falli in questo inizio di stagione, ben 75. Tanti di questi sono stati fischiati ad un giocatore che ha il merito - o la colpa - di continuare a "panchinare" Casemiro, rimandando di settimana in settimana il pieno inserimento in squadra dell'acquisto da quasi 70 milioni di euro dell'ultima sessione di mercato. Stiamo parlando di Scott McTominay, ad oggi indispensabile negli equilibri tattici dei Red Devils e capace con il suo lavoro poco appariscente ma di fondamentale sostanza di garantire quella libertà a giocatori come Eriksen o appunto Bruno Fernandes, che hanno poi nei piedi le giocate che possono cambiare le partite. Lo scozzese, che ha anche riposato in nazionale nell'ultima sfida contro l'Ucraina causa squalifica, sarà con tutta probabilità al suo posto in mezzo al campo anche nel derby di domenica. Il suo lavoro sarà ancora più importante del solito, correre dietro alle mezze ali del City non sarà roba da poco. Le scintille, siamo sicuri, non mancheranno.

Vietato sbagliare al King Power Stadium

Leicester e Nottingham Forest chiuderanno la giornata in un incontro che potrà dirci molto sul futuro prossimo dei due club. La squadra di Rodgers ha chiuso il primo blocco del campionato con 1 solo punto, conquistato al debutto nel match casalingo contro il Brentford. Poi solo sconfitte, ben 6 consecutive, e 22 gol subiti, che significano peggior difesa della Premier per distacco e che li pongono in solitario all’ultimo posto in classifica. È proprio la fase difensiva l'aspetto più preoccupante dell'inizio di stagione delle foxes: il Leicester infatti è una squadra che in alcuni momenti gioca anche molto bene a calcio - il primo tempo a casa Spurs è li a dimostrarcelo - e che ha buone individualità, ma che, per citare i due aspetti più evidenti, vanta uno score disastroso sulle palle inattive a sfavore e ha una linea difensiva terrificante quando si parla di letture. La posizione di Rodgers è sotto osservazione da alcune settimane. In pole per la sua eventuale sostituzione sembra esserci l'attuale tecnico del Brentford Thomas Frank. La società non è comunque esente da colpe, dopo un mercato estivo quantomeno singolare: venduto Fofana per una barca di sterline al Chelsea, si è deciso di non reinvestire il tesoretto per rinforzare la rosa, con la proprietà che in una lettera aperta ai tifosi ha ammesso le proprie difficoltà economiche e ha chiesto pazienza e supporto incondizionato. La sfida contro il Forest sa di ultima spiaggia, almeno per il tecnico irlandese. In caso non arrivasse il risultato pieno o se la prestazione certificasse i problemi delle prime partite, la sensazione è che sarà difficile rivedere Rodgers sulla panchina delle foxes per il proseguo della stagione.

Anche Steve Cooper sta vivendo il momento più complicato della sua avventura a Nottingham. Il tecnico gallese, artefice la passata stagione del miracolo che ha riportato il Forest in Premier dopo 30 anni, arriva alla sfida di domenica con una striscia non certo invidiabile di 4 sconfitte consecutive, e in generale sembra non aver trovato ancora il modo giusto per far funzionare una squadra che conta ben 22 volti nuovi rispetto all'anno scorso. La sua posizione non sembra tuttavia a rischio, anche perché il credito per l'impresa compiuta in questo anno e mezzo al City Ground non può essere già esaurito. Ma con Evangelos Marinakis, eccentrico proprietario greco del club che può vantare un passato da mangiallenatori più che dignitoso, nulla può darsi per scontato. La sfida del King Power Stadium sarà elettrica, e il Forest avrà bisogno di un risultato positivo contro una diretta rivale, per interrompere il trend e per riportare nell'ambiente l'entusiasmo visto ad inizio stagione. Cooper, ne siamo certi, è l'uomo giusto per garantire al club almeno un altro anno di permanenza in Premier League, per quella che sarebbe l'ennesima impresa della sua carriera. Speriamo lo pensi anche il suo capo.

P.s. Settimana prossima torna Give The Ball To Bobby! Riascolta le puntate precedenti qui:qhttps://wwws.sportellate.it/argomenti/rubriche/radio-sportellate/give-the-ball-to-bobby/

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Milano. Iscritto all’albo dei Match Analyst LongoMatch. Diplomato al Liceo Scientifico, nonostante l’orale della maturità sostenuto il giorno dopo la finale di Berlino. Laureato in Scienze Politiche. Malato di calcio. Al primo appuntamento ho portato la mia ragazza a vedere il derby della Mole, quello dell’eurogol di Bruno Peres. Stiamo ancora insieme.

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