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3 min

- di Luca Barbara

Considerazioni sparse post Spezia-Sampdoria (2-1)


Golden points per lo Spezia, la decide Nzola dopo una battaglia durissima. Notte fonda per la Sampdoria.


- Alla fine l’hanno spuntata Luca Gotti ed i suoi soldati. La maggiore motivazione ha avuto oggi la meglio sui valori tecnici assoluti e, più in generale, pensiamo che l’organizzazione talvolta poss avere la meglio sulla fantasia, specialmente quando l’obiettivo annunciato è la salvezza. Spezia-Sampdoria è stata tutta qui. Una squadra, lo Spezia, con uomini contati ma ottimamente messi in campo da Gotti, anche oggi fantastico nel posizionare lo scacchiere, l’altra, la Sampdoria, ricca di buonissime individualità (Sabiri su tutti) ma che Giampaolo non sta riuscendo far rendere come dovrebbe. Il 4-1-4-1 ormai è un sistema di gioco incomprensibile, si fa fatica a capire come l’ex allenatore di Torino e Milan, tra le altre, non si stia imponendo con il suo “tradizionale” 4-3-1-2, con Gabbiadini in appoggio ad un desolante Caputo;

- I giocatori bianconeri sembra siano stati plasmati dal loro allenatore. Il 3-5-2 schierato oggi è solido, pragmatico e concreto, proprio come Gotti, che sta prendendo da questa squadra il massimo possibile. L’aver impostato la partita sulle discese di Holm (bravissimo oggi) si è rivelata una scelta vincente, visto che il solo Augello non è stato praticamente mai in grado di fermarne l’iniziativa. Il modo in cui poi nel secondo tempo cambia modulo, affidandosi ad un 4-2-3-1 per sfruttare meglio le caratteristiche dei subentrati, è coraggioso e spavaldo, fatto per provare comunque a mantenere il baricentro dei suoi alto. Successo meritatissimo per lo Spezia, che conquista una vittoria che vale già molto più dei canonici 3 punti;

- Sabiri, un po’ Pernambucano, un po’ Cristiano. Il gol con cui oggi il calciatore marocchino sblocca la partita è un’autentica perla. Già nel precampionato, addirittura da qualche metro più indietro, aveva fatto innamorare i suoi tifosi e tutti gli appassionati con un gran gol all’incrocio, che aveva ingolosito anche moltissimi fantallenatori italiani. Poi sei uscite a vuoto, qualche critica, fino a questa prestazione da giocatore di altra categoria. Siamo comunque certi che il gol dell’1-0 di questo soleggiato sabato pomeriggio spezzino lo continueremo a vedere a lungo durante questa stagione;

- La sensazione è che la Sampdoria stia viaggiando ad idle, mentre lo Spezia stia già esprimendo il suo massimo potenziale. Come detto qualche riga sopra, noi riteniamo che i 2 punti conquistati fino ad oggi dalla Sampdoria siano davvero troppo pochi rispetto al potenziale che i blucerchiati potrebbero esprimere ogni domenica. Sarà il modulo, sarà l’attitude, ma quando dalla panchina si alza gente come Gabbiadini e Quagliarella significa che la profondità della rosa è sufficientemente adatta ad una permanenza in serie A senza particolari patemi. Al contrario, lo Spezia sta già dando tutto. Avendo fuori Daniele Verde, giocatore più talentuoso dell’intera rosa, Gotti è stato immediatamente costretto ad affidarsi al coraggio, schierando subito lo svedese Holm (che si sta rivelando un ottimo prospetto), spostando Gyasi accanto a Nzola (che in settimana sarebbe meglio che rimanesse dentro una teca in titanio, vista l’esiguo numero di attaccanti che sono a disposizione). In buona sostanza, il lavoro dei due allenatori, ad oggi, sta facendo tutta la differenza del mondo;

- Italiane, comprate Kiwior! Acquistato da difensore centrale, fatto esordire l’anno scorso da Motta come schermo davanti alla difesa per l’indisponibilità di Bourabia, oggi il polacco ha prima tenuto a bada Caputo, senza per la verità soffrirlo particolarmente, per poi reinventarsi anche terzino sinistro, riuscendo a dare anche una discreta spinta. Il West Ham si era già avvicinato a lui la scorsa estate ma lo Spezia ha avuto la forza di rimandare al mittente la proposta di 12 milioni di euro. La prossima estate il centralone verrà quasi sicuramente ceduto e crediamo che possa senz’altro far comodo alla quasi totalità dei club italiani.

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34 anni, pugliese di nascita, siciliano, ciociaro e ligure d'adozione. Ex pallanuotista, da sempre appassionato di sport in generale ma con una fissazione per il futbòl. Ho visto giocare Ronaldinho contro Romario al Maracanà di Rio de Janeiro nel 1999. Trasmissione sportiva preferita: Tutto il calcio minuto per minuto.

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