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, 15 Settembre 2022

Considerazioni sparse post Midtjylland-Lazio (5-1)


Poteva andare peggio. Poteva piovere.


- Danimarca terra di drammi. William Shakespeare lo ha magistralmente messo nero su bianco già nel seicento. In questo caso, in due atti, è andata in scena una tragedia. Cinque gol presi senza una reazione vera e propria. Un corpo inerme quello biancoceleste. Salvo sparuti singoli acuti. Prevedibile. Perchè? Essendo stata invocata da più parti la continuità di risultati, ogni buon laziale immaginava sarebbe arrivata la brusca frenata. Si direbbe, meglio, un'inchiodata sull'orlo del baratro bodoglimtiano;

- Atto I: il duello, o del ferimento. Nei primi venticinque minuti, il nostro protagonista pareva quasi aver beffa dell'avversario danese. Sottovalutato. Pensato fin troppo remissivo. Superbia e narcisismo. A tratti indolenza. Peccati capitali che sono costati due affondi, per lo più casuali va detto, inferti. Stordimento. Disorientamento. Eppure ancora tutto pareva dover essere deciso;

- Atto II: la tempesta, o dell'arresa. Ingenuità e supponenza portano i danesi a ricevere una prima massima punizione. Seppur a terra, pareva intravedersi una minima reazione. Un lampo serbo indicava la via verso il sollevamento del capo. Si può fare, parrebbe si sia sussurrato. Era, invece, il preludio di tempesta. Senza un'idea la Lazio ha vagato prendendo due ulteriori colpi che l'hanno definitivamente tolta dal terreno di gioco. Sporadiche manovre. Spunti personali. Nulla più. Fazzoletto bianco sventolato che segna la resa nel duello;

- Poco da dire sui singoli. Gila, Romagnoli, Immobile, Luis Alberto, Pedro. Non si può in alcun modo trovare un meno peggio. Un sano bagno d'umiltà e una strigliata di stile papadopuliano aiuteranno ad affrontare nel migliore dei modi la trasferta cremonese. Occorrerà ridurlo immediatamente a possibile incidente di percorso. Ci sta. Ci può stare. Il fallire è nell'umana natura;

- Lato danese. Giocano molto bene. Ringalluzziti dagli episodi che hanno portato i primi due gol giocano senza timori reverenziali. Palla a terra. Fraseggi. Triangoli. Hanno giocato da Lazio. O meglio, come avrebbe dovuto. Al di là della fama europea e del nome complesso da scrivere, sarà un degno avversario per chiunque nel girone se mantengono la forma.

  • Impuro, bordellatore insaziabile, beffeggiatore, crapulone, lesto de lengua e di spada, facile al gozzoviglio. Fuggo la verità e inseguo il vizio. Ma anche difensore centrale.

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