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3 min

- di Pierluigi Ninni

Considerazioni sparse post Francia-Italia (93-85 d.t.s.)


L'Italbasket va a 2 liberi da un'altra grande e meritata impresa.


- Partiamo dalla fine. I due liberi sbagliati da Fontecchio a 16 secondi dal termine del match sono la chiave che cambia una partita che gli azzurri avrebbero meritato di portare a casa per applicazione difensiva e scelte offensive. La Francia passa per la seconda volta, dopo gli ottavi contro la Turchia, grazie a degli errori avversari dalla lunetta nel finale: fattore F decisivo per una delle nazionali favorite al titolo continentale, ora ancora più pericolosa nel cammino verso la finale di Berlino;

- I primi due quarti raccontano un copione diverso da quello con cui l'Italbasket ci aveva lasciato contro la Serbia. I ragazzi di Pozzecco tirano con percentuali bassissime (29% dal campo) ma rimangono in partita grazie ad una difesa encomiabile su Gobert e Pourier, limitando anche un Fournier in serata dopo gli 8 punti segnati nei primi 3 minuti. Si va all'intervallo lungo sul 38-31 per i transalpini. Nonostante le scarse percentuali dal campo e dall'arco, l'Italia costruisce ottimi possessi offensivi creando tiri puliti e ad alte percentuali. Un super capitan Datome (7 pt) e la certezza Fontecchio (11 pt) tengono a galla gli azzurri nell'altra metà campo, mentre la Francia inizia la partita con un irreale 8/10 da tre. Una cosa è certa: l'Italbasket non è mai uscita dalla partita nei tempi regolamentari, neanche per un singolo momento;

- Il terzo quarto si apre come probabilmente tutto lo staff tecnico azzurro aveva sperato e pronosticato, a dimostrazione della bontà qualitativa di coach Pozzecco e dei vice Casaleone/Fois. L'Italia porta fuori Gobert e i centri francesi tirandoli dentro nei picknroll e sfruttando tutti i mismatch favorevoli. Risultato: parziale di 30-11 nel terzo quarto e Francia oltre quota 15 turnover a questo punto della gara. Gli azzurri nella loro metà campo sono dappertutto: deflections, raddoppi e scelte intelligenti, costringono la Francia a tirare spesso e volentieri negli ultimi secondi dell'attacco. In attacco, ecco Marco Spissu ritornare a mettere triple decisive e Nick Melli che manda completamente fuori giri Gobert in transizione. A fine quarto, un parziale di 7-2 propiziato da Mannion e Melli ci porta per la prima volta avanti sul 62-56;

- Sembra di rivivere la magia di domenica contro Jokic e compagnia perché l'Italbasket costringe la Francia a forzare e a non segnare per circa 6 minuti a cavallo del terzo e del quarto quarto. Pippo Ricci ci dà il massimo vantaggio con il +8 ad inizio quarto, mentre i galletti rimangono in gara grazie all'esperienza di Thomas Heurtel, autore di 14 punti tra ultimo quarto e overtime. Gli stepback di Fontecchio ci fanno sognare e la Francia sembra uscire dalla partita, ma negli ultimi minuti sono i ragazzi di Pozzecco a non costruire più vantaggio in attacco garantendo un rientro a due possessi di svantaggio della Francia. Ritorniamo, purtroppo, al turning point con cui abbiamo aperto: 16 secondi al termine, Fontecchio in lunetta per dare il possibile +4 all'Italia, ma è 0/2. Nel possesso successivo Heurtel batte sul primo passo Spissu ed appoggia il layup del pareggio a quota 77;

- Nell'OT non c'è storia: gli azzurri vanno fuori giri offensivamente e il leader tecnico nel clutch-time è emotivamente out of the game. Come a Lille nel 2015 contro la Lituania, l'OT ci è fatale: due partite completamente diverse, perché oggi a Berlino gli azzurri meritavano il passaggio del turno molto più di 7 anni fa. Nonostante il finale amaro, bisogna complimentarsi con questi ragazzi e con Gianmarco Pozzecco che hanno dimostrato come l'Italia possa giocarsela alla pari contro l'elite del basket europeo e mondiale nonostante i soli 3 mesi di lavoro sulle spalle. Il gruppo c'è, i giocatori anche ed una nuova generazione di talenti sta per subentrare e rafforzare un roster in netta parabola ascendente. Tokyo lo ha affermato, questo Eurobasket lo ha confermato. Per quanto faccia male, non possiamo esimerci dal guardare con ottimismo ai prossimi appuntamenti internazionali per tornare a lottare per una medaglia a livello internazionale che manca da tanto, troppo tempo.

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Nato ufficialmente nel 1996 ma sportivamente nel 2002 grazie alle cassette di Gol Parade, sono cresciuto a pane e calcio, con il ciclismo a fare da contorno di lusso. Poi, nel 2009, YouTube e le repliche su Sportitalia mi aprono le porte di un affascinante mondo: quello del basket e, soprattutto, della NBA. Studio Marketing a Bari, ma ormai da qualche anno risiedo su WordPress. Affascinato dalle statistiche, sogno un mondo in cui i programmi radio siano un podcast di Bill Simmons.

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