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, 13 Settembre 2022

Considerazioni sparse post Viktoria Plzen-Inter (0-2)


L’Inter fa il suo dovere.


- L'Inter è chiamata a dare seguito all'importante vittoria contro il Torino e, al contempo, a invertire la rotta dopo la mediocre prestazione offerta con campioni di Germania. Ai padroni di casa è chiesto solo di non passare come vittime sacrificali e dare il massimo. Esce una partita abbastanza noiosa con il Viktoria tutto, costantemente sotto palla e l'Inter che comanda il gioco ma, non avendo ancora una condizione ottimale, predilige il possesso orizzontale limitando al minimo necessario le sortite offensive. Tre punti preziosi e segnali incoraggianti da parte di alcuni giocatori;

- In netta crescita Skriniar, Bastoni e Brozovic. Barella è ancora estremamente lontano dai suoi livelli. Correa è Correa e continua a essere molto bello ed estremamente leggero e poco cattivo. Dzeko ha il cuore di un trequartista, ma non sa tirare di collo, però quanto è prezioso. Che qualcuno faccia fare un po' di muretto a Dumfries e poi diventerà un fattore anche in ambito europeo. Gosens è irriconoscibile. Molto buono l'esordio di Francesco Acerbi;

- Padroni di casa che fanno quasi tenerezza per l'abnegazione tattica che mettono in campo. Corrono come forsennati ma ci sono ben più di un paio di categorie tra loro e l'Inter, cosa che li fa arrivare sempre in ritardo sulla palla. Provano qualche rara sortita offensiva più per il cuore e per ringraziare i tifosi che per ottenere qualcosa di concreto. Lasciano sul campo fino all'ultima goccia di sudore e più di così non potevano fare;

- Tutto sommato buona prestazione per i ragazzi di Inzaghi che comunque sono lontani parenti della squadra geometrica e lineare che ha deliziato i tifosi per buona parte dell'anno scorso. In mancanza di una condizione decente è intelligente l'idea di controllare i ritmi di gara e restare compatti, a maggior ragione data la scarsa levatura dell'avversario. Bisogna capire se ai risultati seguirà anche un'evoluzione nella condizione fisica;

- L'Inter ha fatto quello che doveva fare e l'impressione è che piano piano la condizione di alcuni suoi uomini (soprattutto Brozovic e Skriniar) stia tornando su livelli accettabili. Abbastanza gratuita la sostituzione di Bastoni che aveva fatto fino a quel momento una partita degnissima. Questa squadra gira al ritmo e al respiro di Nicolò Barella, c'è da capire quando il sardo tornerà lo tsunami che ci ha abituati essere.

  • Nato il 6 aprile del 1988 a Milano figlio orgoglioso di una città che ama con odio. Nelle vene sangue misto che ne fanno un figlio del mondo senza fissa dimora. Tra un gin tonic e un whiskey ben concepito ha consacrato la propria esistenza all’arte della buona musica con De Andrè, Shane McGowan e Chat Baker a strapparsi pezzetti di anima. Il cinema come confessione condivisa. L’amore per la beat generation e per quel mostro di James Dean. Interista con aplomb anglosassone per il gioco più bello del mondo. Crede che verranno tanti giocatori meravigliosi ma più nessuno con la corsa di Nicolino Berti.

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