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4 min

- di Lorenzo Tognacci

Dai 10 a 1: diamo i voti al GP d'Italia.


Torna il consueto pagellone di gara dopo 2 settimane di ferie post-pausa. Tanto non è cambiato niente, ma Monza ci mostra fieramente quanto al peggio non ci sia mai fine.


Voto 10: FEDERATION INTERNATIONAL DE M'ESTICAZZI

Ah, che piacere, che gusto, che soddisfazione vedere che per una volta il pagliaccio di turno NON È (solo) la Ferrari. Ho sempre pensato che Binotto prendesse tangenti da BIN SULAYEM per fornire materiale a Meme e giornali a tema F1. Forse questo weekend, visto che si corre a Monza, Binotto ha rifiutato l'offerta e la FIA si è trovata per le mani la scottante responsabilità di seminare paura e delirio in pista.

Il regolamento, che come sappiamo è scritto in Braille e letto da persone che non conoscono il Braille e quindi completamente incomprensibile per loro, è stato plasmato con la stessa arte che i mastri vetrai utilizzano per modellare il vetro. Il risultato è qualcosa di fortemente incomprensibile, dai colori sgargianti e luminosi, disegnato con pennellate cariche e poderose. All'arte, non c'è mai fine.

Voto 9: Scuderia Prugne Selvatiche Sotto Acidi

Partiamo dal considerare come tutti ci aspettassimo una livrea incredibile e poi ci siamo trovati con una manata di colore buttata a caso, delle gran tutine un po' vintage e vabbè dai un po' di novità. A parte che continuo a sostenere quello non sia Giallo Modena, mi sembra giallo fluo, ma magari sono daltonico io. ANCHE QUESTA VOLTA, NONOSTANTE TUTTO, SE LA PIRELLI DICE CHE BASTA 1 STOP, LA FERRARI NE DEVE FARE ALMENO 3, se non di più.

Non si capisce bene se provino piacere onanistico nel fare pit-stop o semplicemente nel far saltare la gara di Leclerc, ma ancora una volta Carletto corre con 30 secondi abbondanti in più sul groppone per un pit-stop completamente casuale e chiamato di fretta e furia. Non aggrappiamoci alla scusa della VSC finita durante il pit, accettiamo il fatto che quello stop era assolutamente inutile e che ha compromesso la gara del monegasco. Perché così, a titolo informativo, vorrei ricordare come il diretto avversario contro cui QUANTOMENO NEI SOGNI stiamo gareggiando è una macchina calcolatice che non sbaglia nemmeno se il compagno di squadra lo sfancula. Ma appunto, forse è solo la dimensione onirica a fregarmi. "We're thinking".

Voto 8: GOATIFI, 21 SU 20

Ovviamente di Latifi non me ne frega niente, ma di De Vries sì. L'altro arancione in griglia sale su una monoposto modalità scatola di sardine (l'on-board e il radio nel Parc Fermé in cui chiede aiuto per uscire dalla macchina perché "non riesco nemmeno ad alzare le braccia" è impressionante) ma, nonostante le difficoltà, spinge il carro e prende pure punti. Mentre Latifi, oh no guarda un po', va al pascolo. Complimenti a Nyck con la Y, complimenti a Goatifi, complimenti alla Williams che a 'sto punto vuol dire che la macchina corre anche ma corre a trazione singola.

Voto 7: The Spanish Inquisition

Meriterebbe assolutamente un voto in più ma dai, dovevo giocarmi il 9 e il 10 per i re della commedia. Carlos parte dall'Oltretomba e ME COJONI CHE MATADOR: staccate da manuale, velocità da propulsore, cattiveria sotto curva da cacciatore di vampiri. Gara di spessore e risultato che, se non fosse stato per le pagliacciate generali, avrebbe probabilmente portato al podio. GG CARLOS, WP.

Voto 6: Max Verstappen

Max Verstappen sale in macchina preme l'acceleratore aspetta che Leclerc venga fatto fuori e vince.

Vince sempre lui.

Voto 5: Sancho Perez

Mmm… La Red Bull vola sì, Max è fortissimo per meriti suoi e in più c'è anche una macchina che vola, ma Perez sembra avere un po' perso il manico della vettura. Già in qualifica scalda i radio per la mancata scia a Max, in gara pare un po' intangibile e sembra non riuscire a spremere il suo BURRO fino in fondo. O la Red Bull è sì solida ma viene trasformata in missile terra aria da Max (possibile), o semplicemente Checo è rimasto troppo indietro.

Voto 4: Haas… Just being Haas

La scuderia del nostro ormai carissimo e amichevole Guenther di quartiere è semplicemente tornata quella che ricordavamo. Dopo un'inizio di stagione sugli scudi, grande gioia e gaudio condiviso, ormai sembra giunta al termine l'involuzione della macchinetta Italo-americana. Magnussen non è più così sexy, Mick non è più così romantico. Ci auguriamo di vederli ritornare in pista.

Voto 3: Aston Martin

007, in un weekend abbastanza particolare per le bandiere inglesi, non perde occasione per sfigurare. All'orizzonte si staglia un futuro molto, molto oscuro per la carovana capitanata da Big Money Stroll.

Voto 2: Charles Leclerc

Sprecare il tuo talento in una banda di scappati di casa è peccato capitale. Tv1kdb ma inizio a sentire più male nel vederti castrato ogni weekend piuttosto che vedere la Ferrari fare pagliacciate. Sei ancora in tempo per salvarti, "FUGGITE, SCIOCCHI"!

Voto 1: x.

Senza stare a scendere in troppi particolari, facciamola breve: se stai leggendo queste righe e ieri, tra le 16.00 e le 17.00 eri all'interno dell'Autodromo Nazionale di Monza, più precisamente nell'area SOTTOSTANTE il podio, e nei momenti in cui l'attenzione si spostava su Verstappen il tuo istinto parassitario non è riuscito a trattenersi dall'emettere sonorità gutturali, fischi acuti e selvatici a manifestare pubblicamente la tua atarassica e incontrastabile atrofia cerebrale né questo sito, né questo sport, fanno per te. Vai a fare la scimmia da un'altra parte.

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Rimini, 23/09/1994. Laureato in Comunicazione Pubblicitaria allo IED di Milano, freelance e multiforme. All’anagrafe porta il nome di Ayrton e la Formula 1 è appuntamento immancabile del weekend, a cui associa un passato da tennista sgangherato e anni di stadio a Cesena. Incallito e vorticoso consumatore di vinili e di cinema.

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