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, 11 Settembre 2022

Considerazioni sparse post Juventus-Salernitana (2-2)


Una Juve schizofrenica resta intrappolata in una partita schizofrenica.


- Partiamo da una cosa chiara, per non rischiare di sminuire il concetto: la Salernitana nello scorso campionato ha guardato negli occhi la retrocessione, evitandola quasi miracolosamente grazie al grande lavoro di Davide Nicola e della società. In questo campionato i granata, ripartiti da una base molto più solida, non sono più quell'entità transitoria che sembravano durante la scorsa stagione, ma una squadra solida e ben costruita che ha tutte le carte in regola per salvarsi in tutta tranquillità, lasciandosi dietro diverse altre squadre che, almeno in questa fase, sembrano decisamente meno attrezzate. La partita di questa sera, per la squadra di Nicola, segna il culmine di un grande percorso di crescita di una società che sembra avere le idee chiarissime;

- Come si valuta la Juventus? Qui viene il difficile, e onestamente chi scrive fa fatica a farsi un'idea dopo una partita del genere, con un finale del genere. Il primo tempo dei bianconeri (che per l'occasione sfoggiano una divisa quantomeno discutibile) è profondamente insufficiente: la Juve è una squadra triste e senza idee, appesa a giocatori che godono di una fama che forse non meritano più e persa in una terra di mezzo che non si sa dove porti e neanche tanto bene da dove arrivi. La Salernitana le passa sopra con una facilità disarmante per tutta la prima frazione, portando a casa un vantaggio di due reti che è francamente inaccettabile, a maggior ragione a Torino;

- La Juventus del secondo tempo è però una squadra diversa, colpita da uno schiaffo morale così intimo da scuoterla nel profondo. L'ingresso di Milik dà la svolta più che tatticamente proprio sotto il piano della mentalità, e la squadra mette in scena una reazione confusa, caotica, in cui si intravede qualche fragilità, ma tutto sommato efficace. Il gol di Bremer in avvio di ripresa restituisce quel po' di fiducia che forse serve a convincersi di poterla comandare una partita del genere, come in realtà dovrebbe essere in effetti sin dall'inizio. E la Juve la ribalterebbe anche, con barlumi di carattere disordinato. Il motivo per cui il risultato finale non lo dimostri non rientra tra le cose di cui scriveremo;

- Se la Juventus è una squadra malata, in questo momento i guai sono un po' dappertutto: è evidente che la guida tecnica abbia le sue responsabilità, oggi soprattutto per un approccio alla gara sconcertante, ma chi chiede a gran voce la testa dell'allenatore bianconero come panacea di tutti i mali forse ha una visione un po' miope della situazione. L'ordine della Salernitana fa saltare all'occhio un problema evidente: nella Juve di stasera non ci sono quasi più giocatori in grado di saltare l'uomo: tra questi è sempre più difficile contare Cuadrado, un giocatore che, se ha ormai dei problemi da esterno alto, da quarto basso è in costante difficoltà. Il tempo passa per tutti;

- Chi si salva anche nei momenti di maggiore difficoltà è Dusan Vlahovic, giocatore che in tanti dettagli dimostra continuamente di avere le stigmate del campione. Il serbo si batte come un leone e anche nel momento di maggiore aridità offensiva è una boccata di ossigeno per la manovra bianconera, nonché l'unico sempre in grado di creare pericoli. Nella Salernitana su tutti brilla Dia, che impressiona per dinamismo e qualità di gioco in una prova non semplice, e fa il solco sulla fascia Pasquale Mazzocchi, piacevole sorpresa di questo inizio di stagione granata, che a sinistra è una spina nel fianco per la difesa bianconera.

  • Nato a Biella il 30/07/93, laureato in Matematica per motivi che non riesco a ricordare. Juventino di nascita, vivo malissimo anche guardando le partite dell’Arsenal, di Roger Federer e di qualunque squadra io scelga a Football Manager (unico sport che ho realmente praticato). Fanciullescamente infatuato di Thierry Henry, sedotto in età consapevole da Massimiliano Allegri, sempiternamente devoto a Noel Gallagher.

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