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2 min

- di Luca Barbara

Considerazioni sparse post GP d’Italia


Vince Verstappen, anche oggi troppo superiore rispetto alla concorrenza. Gara finita in regime di safety car sotto i fischi del pubblico.


- Lo avevamo detto, ormai non si diverte più. Partito settimo, anche oggi Max Verstappen conquista la vittoria. A Monza, come si usa dire da qualche anno a questa parte, a casa nostra. Già dalla prima curva, il campione del Mondo si trovava in quarta posizione e giro dopo giro è arrivato ad attaccare Leclerc. Dopo il primo pit stop del rivale ferrarista, la gara di Verstappen è diventata improvvisamente in discesa. ll carico della sua Red Bull ed il suo piede destro hanno fatto il resto, stampando giri in fotocopia che hanno allungato lo stint delle gomme rosse. Il resto è già storia, Max quest’anno è davvero troppo superiore;

- Voto basso per la federazione internazionale. Il Gran Premio di Monza non meritava di finire sotto Safety Car. Dopo lo stop della monoposto di Ricciardo, ad appena 5 giri dal termine, anzichè sospendere la gara e farla ripartire dalla griglia di partenza - senza addentrarci in ulteriori finezze regolamentari -, i direttori di gara hanno deciso di far entrare l’Aston Martin verde di sicurezza, accettando, di fatto, di non far ricominciare la gara. Non ci si è ancora ripresi dall’errore di Abu Dhabi e non ci sono evidenti segnali di risalita;

- Considerazioni rosse. Dopo la pole di ieri, Leclerc centra l’ennesima gara senza vittoria partendo dalla prima fila. Diciassettesima volta che il monegasco esegue il giro più veloce del sabato, numeri da campione. Purtroppo quasi mai accompagnate dalla vittoria alla domenica, anche per colpa di un pilota che, oggettivamente, in questi anni sta facendo qualcosa più degli altri. Prestazione mostruosa per Carlos Sainz, partito diciottesimo e finito quarto. I suoi sorpassi in sequenza hanno ripagato il costo del biglietto per gli spettatori di Monza, oggi non proprio un gara che definiresti entusiasmante;

- Nyck De Vries, l’altro olandese volante. Clamoroso piazzamento per l’ex campione di Formula 2, oggi pilota di Formula E, che ha sostituito Alexander Albon, colto da un attacco di appendicite. Il nono posto conquistato a Monza è frutto di una gara eccellente, figlia di un’ottima qualifica e di un passo gara costante. Buonissima anche la strenua difesa nell’ultima frazione di gara, che gli ha consentito di piazzarsi ben sei posizioni avanti al compagno di squadra titolare Latifi. Se dovessimo giudicare dal primo GP, potremmo dire di essere di fronte all’ennesima giovane promessa;

- Gli applausi del sabato a Max Verstappen ci avevano spiazzati, dobbiamo dire la verità. Questo slancio di sportività da parte dei tifosi nostrani proprio non ce lo aspettavamo. Questa bella figura anche nei confronti di quella marea di gente arancione (ultimamente tutt’altro che sportiva nei confronti degli altri piloti) era davvero inaspettata. E infatti ci eravamo sbagliati. I buu a Verstappen, campione vero e meritevole rispetto, sono deplorevoli. Non bisognerebbe fischiare mai un pilota, proprio per la natura del mestiere che fa. In particolare se si tratta di un campione del Mondo destinato a scrivere grandi pagine di questo sport.

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34 anni, pugliese di nascita, siciliano, ciociaro e ligure d'adozione. Ex pallanuotista, da sempre appassionato di sport in generale ma con una fissazione per il futbòl. Ho visto giocare Ronaldinho contro Romario al Maracanà di Rio de Janeiro nel 1999. Trasmissione sportiva preferita: Tutto il calcio minuto per minuto.

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