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, 10 Settembre 2022

Considerazioni sparse post Inter-Torino (1-0)


I problemi mentali - prima di tutto - e tecnici dell'Inter restano, ma con tre punti tutto sembra meno grave. Il Torino, organizzatissimo e coraggioso, è la squadra più brava al mondo nel produrre partite soporifere.


- Per i neroazzurri bene i 3 punti, ma i problemi restano: Inter-Torino certifica il momento che sta vivendo l'Inter attuale. Un momento in cui né la guida tecnica né i giocatori - soprattutto i presunti leader della squadra - sono tranquilli e lucidi. Il primo tempo in particolare si è sviluppato secondo un'assenza continua di idee e variazioni sullo spartito: l'Inter già ne ha poche a livello strutturale, poi in questo momento non riesce nemmeno a mettere in campo le uniche che ha;

- La reazione: i giocatori, i campioni che trascinano si vedono soprattutto nei momenti di difficoltà. Ed ecco che a fronte di un Lautaro che in questo periodo è forse il giocatore più vivo della squadra c'è un Barella in difficoltà, che dopo l'esclusione tecnica mette in scena altri 89' anonimi prima della bellissima palla per Brozovic. E allo stesso modo, per un Brozovic anche lui in difficoltà in queste partite, ma che oggi sembra aver reagito emotivamente, ci sono i vari Bastoni e Calhanoglu che ancora sembrano annebbiati;

- Una partita soporifera: il Torino per merito di Juric è una squadra ordinata e organizzatissima. E soprattutto è la squadra più brava al mondo nel seguire tutti e undici i giocatori avversari non permettendogli di fare nulla, soprattutto se anche questi ultimi ci mettono del loro. Il risultato: una partita a dir poco soporifera, animata per la maggiorparte del tempo dai trequartisti del Torino e solo nel finale da Lautaro e compagni. Un'ulteriore certificazione sul livello raggiunto dai granata;

- La non lucidità del momento si vede anche nelle scelte di Simone Inzaghi: dopo il primo round di cambi, Darmian trasloca da sinistra a destra con l'uscita di Dumfries. Dopo cinque minuti, dentro Bellanova e Darmian trasloca ancora a sinistra. Se a ciò ci aggiungiamo il fatto che venga dato più spazio a Bellanova - impresentabile al momento - che a Gosens, che invece meriterebbe quantomeno di mettere minuti nelle gambe, si capisce come anche Inzaghi sia in un momento difficile. Dove ci sarebbe forse bisogno di scelte più coraggiose, scelte che non è facile fare e che Inzaghi sta per ora rigettando;

- I tre punti, e basta: perchè poi si può e si deve fare anche tanta filosofia, ma alla fine quello che conta sono i tre punti. Con quelli si lavora meglio, si pensa meglio, si ha più fiducia. E se il Torino può continuare ad essere fiducioso pur uscendo da San Siro senza almeno un punto che avrebbe meritato, l'Inter esce con tre punti di vitale importanza. Prima per il morale e per la testa, e solo dopo anche per la classifica.

  • 26 anni a base di fùtbol, racchette e capitali del mondo. Contro gli anglicismi inutili.

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