
Considerazioni sparse post Ludogorets-Roma (2-1)
La Roma cade ancora dopo la debacle di Udine: non basta il gol di Shomurodov a salvare Mourinho.
- La Roma si tuffa nell’Europa League per mettersi alle spalle la disfatta di Udine e ripartire. Mourinho conferma di non amare particolarmente il turnover e, eccezion fatta per Svilar al posto di Rui Patricio, manda in campo la miglior formazione possibile. Dimostrazione di come il tecnico portoghese punti forte sull’Europa League fin da subito. L'obiettivo? Archiviare la pratica qualificazione quanto prima e provare a ricalcare le orme del percorso trionfale intrapreso nella passata stagione in Conference League;
- In un campo pressoché impraticabile va in scena una partita degna proprio della Conference League, piuttosto che della più blasonata Europa League. Ritmi blandissimi, soprattutto nel primo tempo, dove l’unico brivido degno di nota lo regala Mancini, che su corner scheggia il palo. Continuano a essere i calci piazzati l’arma più efficace della squadra di Mourinho, che di contro continua a fare una fatica immane a rendersi pericolosa attraverso una manovra fluida. Le uniche sortite palla al piede sono a carico di Pellegrini, che prova a scardinare la difesa avversaria tra le linee, dando però la sensazione di predicare nel deserto;
- Il Ludogorets si conferma una squadra modesta ma che, soprattutto tra le mura di casa, può essere insidiosa da affrontare. Gli uomini di Simundza sono bravi a serrare i ranghi e ripartire in ampiezza, allargando le maglie della difesa giallorossa. I bulgari si fanno pericolosi specialmente sul versante sinistro, dove la velocità e la tecnica dell'ex Cagliari Despodov mandano in affanno Celik e soprattutto Mancini. Le aquile aumentano l'intensità nella ripresa e a un quarto d'ora dal termine affondano il colpo con Cauly: un sinistro radente che buca Svilar. A chiudere il discorso ci pensa Nonato, che con un diagonale chirurgico gela i tifosi romanisti e regala ai suoi tre punti preziosi;
- Poche idee in casa Roma, in particolare a centrocampo dove la coppia formata da Cristante e Matic conferma i limiti mostrati in questo avvio di stagione. Dybala si accende a intermittenza, senza tuttavia mai trovare lo spunto giusto per indirizzare il match verso i lidi giallorossi. Ancora vistosamente in ritardo di condizione Belotti, che lotta e si danna come di consueto ma non riesce mai a rendersi pericoloso. Non basta neanche l'ingresso di Shomurodov a cambiare l'inerzia della partita, nonostante il gol del momentaneo 1-1. I capitolini escono dal campo con una sconfitta e con molte meno certezze rispetto a qualche settimana fa;
- Inizia nel peggiore dei modi, dunque, l'avventura europea dei giallorossi. La Roma inanella un'altra prestazione insufficiente dopo quella di Udine: il passivo è sicuramente meno pesante, ma la scarsa intensità proposta dai giallorossi è pari a quella mostrata al Friuli. Preoccupa la condizione fisica deficitaria della squadra e la poca verve di alcuni uomini chiave. Anche la fase difensiva, che aveva retto alla grande nei primi quattro match di Serie A, mostra le prime crepe e crolla sotto i colpi di un attacco avversario di certo non irresistibile. Il calendario fitto mette ora gli uomini di Mou di fronte a Empoli, HKJ e Atalanta: tre partite in una settimana in cui i giallorossi sono chiamati a invertire la rotta prima della sosta.
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