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, 8 Settembre 2022

Considerazioni sparse post Fiorentina-RFS (1-1)


L'esordio dei Viola nel girone di Conference è infestato dai fantasmi.


- La musichetta europea (e quella della Conference, checché se ne dica, è esaltante) torna a risuonare al Franchi per l'esordio della Fiorentina nella fase a gironi. E Italiano si presenta con una serie di rotazioni "moderate" rispetto al solito: al netto della coppia centrale obbligata Quarta-Ranieri, ci sono dal primo minuto Biraghi, Dodò, ancora Barak alla quarta di fila titolare, Bonaventura recuperato dagli acciacchi e Amrabat in regia. In avanti rifiata Sottil, e ai lati di Cabral agiscono Kouamé e Ikoné, curiosamente schierati sul piede forte;

- A risultare evidente fin dai primi minuti, è il dislivello tecnico tra le due squadre, e i viola dopo pochi minuti iniziano a mangiare terreno agli avversari. Il Riga, squadra campione in carica di Lettonia e nel pieno della stagione (là siamo alla 27esima di campionato), parte con un atteggiamento tattico estremamente prudente, di fatto un 5-4-1 in realtà tutt'altro che blindato. Per quanto i ritmi non decollino, ogni strappo della Fiorentina crea qualcosa, ma i fantasmi passati e presenti dei gigliati appaiono regolarmente a ogni conclusione: pali (Barak), la sfida nella sfida tra Cabral e Steinbors, che vede l'estremo difensore lettone ipnotizzare a ripetizione il centravanti brasiliano, imprecisioni talvolta tragicomiche in fase di ultimo passaggio o scelta di tiro (Ikoné, Kouamé, Bonaventura, solo per parlare del primo tempo, Jovic si aggiungerà nella ripresa). Questo aspetto sta diventando un problema cronico per la Fiorentina, indipendentemente dalla qualità dell'avversario;

- Spingi e spingi il gol alla fine arriva, e arriva dopo una prima correzione in corsa di Italiano. L'ingresso all'intervallo di Sottil per Kouamé e il ritorno delle ali a piede invertito libera a sinistra spazio per Biraghi, ed è proprio la catena di sinistra che confeziona il gol di Barak, il primo in viola per l'ex Verona. Sembrava rotto il blocco mentale dei gigliati, ma la superficialità sembra farla da padrona in campo. Proprio Barak sbaglia un pallone facile in costruzione, e Ilic imbuca con una facilità disarmante Quarta e Ranieri, colpevolmente larghi e non reattivi. Il RFS coglie il pari quando i viola sembravano finalmente pronti togliersi le ciabatte e chiudere la partita, alla seconda grande occasione della gara dopo che Gollini era stato decisivo nel fermare proprio Ilic nel finale di primo tempo, lanciato in campo aperto da un pasticcio Amrabat-Bonaventura;

- Leggere la partita sul piano tattico è quasi inutile, perché al netto di vari accorgimenti è il solito, vecchio spartito: la Fiorentina domina territorialmente ma nello stretto trova poche soluzioni in avanti, le sue catene laterali vanno a corrente alternata e viene regolarmente punita quando si svaga nell'impostazione del gioco. La chiave forse va cercata altrove, nei meandri della mente umana: l'intero gruppo squadra sembra ondeggiare tra superficialità e paura, nonché privo di una leadership tecnica in campo affidabile. Chi se la prende la responsabilità della giocata giusta? A chi si affida il pallone in sicurezza? Risposte ancora da trovare;

- Il RFS fa una mezza impresa, e la fa vincendo nettamente il confronto psicologico con i toscani, senza disunirsi nonostante una gara passata tutta in apnea. Per questo, nonostante tutto, sembra difficile appellarsi a certi presunti limiti tecnici della Fiorentina: su quel piano, come detto, il divario è apparso netto. E tuttavia, per quanto ancora a inizio di stagione, fin troppi giocatori viola rimediano l'ennesima bocciatura a livello di prestazione individuale. Che si siano toppate clamorosamente alcune valutazioni? O forse ad ora c'è una voragine ancora da colmare tra l'idea di calcio dell'allenatore e le caratteristiche dei giocatori? Ce lo dirà il resto della stagione.

  • Scribacchino di calcio maschile e femminile. Fiorentina o barbarie dal 1990. Evidenzio le complessità di un gioco molto semplice.

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