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- di Antonio Mazzolli

Il pagellone di PSG-Juventus (2-1)


Un imprendibile Mbappé e un Verratti mostruoso, con Donnarumma croce e delizia. Luci e ombre nella Juventus, in cui si salvano Paredes e il subentrante McKennie. Da rivedere Vlahovic.


Psg

Donnarumma 6: la valutazione del portiere azzurro è la più complicata questa sera: si decide per la sufficienza facendo la media tra gli interventi buoni (uno per tempo) che compie e la defaillance nel gol del 2-1 della Juventus che è evidente e chiara.

Sergio Ramos 6,5: è vero, non sarà mai più quello di Madrid. Ma il suo peso europeo è importante sia in campo sia quando c’è da litigare con gli avversari. Regge bene pur giocando da braccetto, non dà respiro al tandem offensivo bianconero;

Marquinhos 6: sempre vigile e pronto anche lontano sulla sua area in marcatura. Una prova senza sbavature;

Kimpembé 6: in ritardo anche lui sul gol bianconero. Non sempre preciso nell’accompagnare l’azione, ma roccioso nelle spallate finali;

Hakimi 6,5: un fattore in entrambe le fasi. Impensabile riuscire a limitarlo quando parte sulla sua fascia di competenza. Fondamentale nel raddoppio della sua squadra, quando prende parte a un’azione da PlayStation. (Dal 78’ Mukiele sv);

Verratti 7: incredibile come riesca a sopperire a mezzi fisici che Madre Natura non gli ha dato, con una cattiveria asfissiante. Che poi non dovrebbe essere neppure la sua caratteristica preponderante, vista la qualità con la quale gestisce la totalità dei palloni che gli capitano sotto tiro. (Dal 87’ Renato Sanches sv);

Vitinha 6,5: sembra essere compagno perfetto nella composizione nella mediana Paris. Grande fosforo a fianco del metronomo Verratti, tanti chilometri ed equilibrio a sostegno dei tre davanti. (Dal 78’ Danilo Pereira sv);

Nuno Mendes 6,5: davvero un bel giocatore. Le sue caratteristiche da terzino moderno mettono in difficoltà sempre la fascia destra bianconera. Sì, anche i terzini possono essere un baluardo nella costruzione della pericolosità offensiva. Mezzo voto in meno per la disattenzione sul gol bianconero;

Messi 6,5: Lionel è sempre Lionel, sempre un pericolo pubblico. Continua a non sembrare felice, forse perché sente di non essere più primo violino. Ma è sempre un bel vedere quanto si accende. (Dall’84’ Soler sv);

Mbappé 7,5: la facilità con cui segna la sua doppietta stasera è impressionante. Così come è impensabile riuscire a prenderlo se non lo fermi nei primi tre passi. Futuro Pallone d’Oro se riuscisse a far vincere la tanto agognata Champions all’ombra della Torre Eiffel, compito che anche quest’anno sembra arduo;  

Neymar 7: Se mettesse lo stesso impegno che ci mette nel lamentarsi a terra, nell’effettuare le giocate, probabilmente in carriera avrebbe già vinto più di un Pallone d’Oro. In realtà, la classe non si discute, e la palla che serve per Mbappé nell’1-0 parigino è da calcio bailado da Copacabana.

All.Galtier 6: sembra aver trovato un equilibrio alla sua squadra, trovando spazio in campo per tutti i big. Il suo vero compito sarà riuscire a gestire i momenti caldi.

Juventus

Perin 6: sfiora sul vantaggio parigino, non può nulla sulla seconda rete. Nel finale è provvidenziale sul colpo a botta sicura di Neymar. All’altezza;

Bremer 5: il debutto contro l’attacco più forte d’Europa lo spazza via nei primi 45 minuti. Prova a metterla sulla rudezza, ma sia Neymar che Mbappé lo fanno sembrare costantemente in ritardo. Si fa bucare nella prima rete;

Bonucci 5: al rientro ma davvero in difficoltà contro l’agilità dell’attacco parigino. Pare indietro di condizione e ormai inadatto a difendere con molti metri di spazio alle spalle;

Danilo 6: non perde mai la bussola anche quando la barca sembra essere in tempesta. E’ un capitano in campo, attento nelle letture difensive e bravo a proporsi davanti. Nel primo tempo è però in difficoltà anche lui, contro le sgroppate di Hakimi;

Cuadrado 5: il colombiano è uno dei giocatori bianconeri più in difficoltà in questo inizio stagione. La gamba di Nuno Mendes, avversario scomodissimo stasera, gira bene. Al contrario, lui sembra essere ancora imballato, spesso anche nelle scelte tecniche. Il passaggio sconsiderato nella propria metà campo nel primo tempo è l’immagine della sua serata. (Dal 74’ De Sciglio sv);

Rabiot 6: uno dei pochi a salvarsi, provando a metterci sempre fisicità nello strapotere casalingo iniziale. Cala nella ripresa. (Dall’87’ Kean sv);

Paredes 6,5: prende in mano la situazione nella ripresa, gestendo il pallone anche se non sempre con velocità. Un giocatore che serve a questa Juventus per dare equilibrio e gestire i ritmi;

Miretti 5,5: paga l’esordio in Champions nel ciclone parigino nel primo tempo. Positiva la sua volontà di verticalizzare e di trovare uno spazio nella trequarti avversaria (Dal 46’ McKennie 6,5: ha il merito di far tornare in partita la Juventus. Riesce a dare muscoli e peso anche in pressing. Un cambio di passo rispetto alle deludenti prestazioni di inizio stagione);

Kostic 6: i chilometri che percorre in questa serata sono veramente tanti, dato da non sottovalutare. Prova a mettere in difficoltà Hakimi e il trio difensivo con alcuni palloni in area. Non sempre è lucido ma in sicuramente in crescita;

Vlahovic 5,5: partita complicata per il serbo, quasi sempre costretto a giocare spalle alla porta. Nonostante ciò, ha lui la palla più importante per trovare il 2-2. Tenuto a bada, dal trio difensivo, sembra però beneficiare di un compagno di reparto di peso;

Milik 6: sua la più grande opportunità nel primo tempo, ben salvata da Donnarumma. In generale gioca bene con la squadra, venendo incontro. Sostituito perché stanco, avrebbe però forse meritato di rimanere dentro per l’assalto finale. (Dal 68’ Locatelli 5,5: entra per affiancare Paredes provando a tenere un saldo possesso palla. La verità è che quando si trova davanti Donnarumma, avrebbe dovuto essere più cattivo);

All.Allegri 5,5: smentisce le voci della vigilia che volevano una goleada francese al Parco dei Principi. Se la gioca con un falso 3-5-2, schierando contemporaneamente due attaccanti di peso. La scelta sembra non pagare all’inizio, poi nella ripresa la squadra comincia a correre in avanti e a tratti meriterebbe il pari. Azzecca il cambio McKennie facendo tornare alla mente certe intuizioni che nella sua carriera spesso ha trovato, non azzecca la sostituzione di Milik-Locatelli in un momento in cui la squadra stava spingendo per il pareggio.

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Nato nel 1997 nella provincia toscana e laureato in Scienze della Comunicazione a Siena. Innamorato del calcio grazie alla partita del Torneo di Viareggio che si giocava una volta all'anno nel mio paese e alle VHS con le sfide della Juventus per intero. Tifoso dei bianconeri, dell'Hockey Follonica (squadra della mia città) e della vecchia Montepaschi Siena. Mi emoziona qualsiasi tipo di impresa sportiva e cerco di scoprire prima il lato umano e poi agonistico dei protagonisti nel mondo dello sport. In attesa di ricominciare a studiare, osservo, memorizzo e prendo appunti.

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