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2 min

- di Jacopo Landi

Considerazioni sparse post Inter-Bayern Monaco (0-2)


Un’Inter vergognosa regala una scampagnata a un Bayern divertito.


- A San Siro ci si giocano i primi tre punti del girone di ferro della Champions di quest'anno. Da una parte i nerazzurri in crisi d’identità di Simone Inzaghi, mentre dall'altra c'è un Bayern che negli ultimi diciotto anni ha sempre vinto la prima partita della fase a gironi. Il verdetto sembra annunciato e tale rimane, complice un'Inter in evidente imbarazzo fisico e psicologico. Prova sconcertante dei nerazzurri che non esibiscono gioco e si limitano a morire dissanguati davanti a un avversario che non s'impegna neanche seriamente. Che brutta figura;

- Gli unici a salvarsi e a esibire una qualche pallida caratura europea sono Skriniar (in ripresa) e unico a tenere in piedi una difesa dove Bastoni e D'Ambrosio ne combinano di ogni. Brozovic corre per tutti ma non è ancora in grado di lanciarsi e andare a prendere il pallone. Dzeko ha una tecnica superiore ma ha anche 37 anni e purtroppo il solo tiro loffio di piatto. Lautaro ha garra e classe, ma stasera non becca un stop neanche per sbaglio. Onana lievemente meglio di citofono Handanovic anche se il suo intervento migliore è una cit. di Pagliuca ad Usa '94;

- Il Bayern è superiore in ogni singolo aspetto: psicologico, fisico, tecnico. I tedeschi mettono in mostra il 40% del loro potenziale rendendosi conto di come sia ampiamente sufficiente e questo nonostante almeno tre errori grossolani dei propri difensori. Tecnica a una velocità fotonica e ritmo di gioco fantascientifico per l'Italia;

- Che l'Inter non sia e non debba essere al livello del Bayern è fuori di dubbio. Che avesse l'obbligo morale di provare a giocare a calcio anche. Vengono messi in mostra 90 minuti di ansie, bruttezze e mancanze tecniche (Dumfries non salta neanche la sua ombra e offre due soluzioni di gioco: corsa veloce che fallisce miseramente contro Davies o ritorno a casa con passaggio di metri 40 indietro a uno zio in secondo blu). Inzaghi dovrebbe spiegare l'intollerabile involuzione tecnica, psicologica e fisica della sua squadra. I giocatori sembrano non seguirlo neppure;

- L'Inter inizia come peggio non potrebbe un girone di ferro. Male come tecnica, male come temperamento. Imbarazzante a livello fisico. Ansia da prestazione senza qualità al seguito. Incredibile il depauperamento di una squadra comunque talentuosa in così poco tempo. In due anni uno scudetto buttato e un avvio di stagione che ricorda le Inter morattiane pre calciopoli.

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Nato il 6 aprile del 1988 a Milano figlio orgoglioso di una città che ama con odio. Nelle vene sangue misto che ne fanno un figlio del mondo senza fissa dimora. Tra un gin tonic e un whiskey ben concepito ha consacrato la propria esistenza all’arte della buona musica con De Andrè, Shane McGowan e Chat Baker a strapparsi pezzetti di anima. Il cinema come confessione condivisa. L’amore per la beat generation e per quel mostro di James Dean. Interista con aplomb anglosassone per il gioco più bello del mondo. Crede che verranno tanti giocatori meravigliosi ma più nessuno con la corsa di Nicolino Berti.

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