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2 min

- di Matteo Tencaioli

Considerazioni sparse post Salisburgo-Milan (1-1)


Un buon pareggio esterno per un Milan sbiadito contro un ottimo Salisburgo.


- L'avvio dei rossoneri è timido, ai limiti del timore reverenziale, ma non c'è nulla di cui stupirsi: il Salisburgo, infatti, proprio come il Milan fa del ritmo e della velocità le sue armi principali e c'era da aspettarsi una partenza forte degli austriaci. Non è un caso se, dopo metà frazione passata a rintuzzare i tentativi dei padroni di casa, la squadra di Pioli sia capitolata proprio quando stava cercando di mettere la testa fuori dall'acqua, complice un grave errore di Bennacer al limite dell'area e gli interventi non proprio perfetti, prima di Kalulu e poi di Maignan, da cui ci si aspetta sempre di più rispetto a un portiere "normale";

- In qualche modo, l'algerino si fa perdonare partecipando all'azione del goal del pareggio, ma il grosso del merito va a Leao, che con uno dei suoi strappi crea superiorità e serve al centro Saelemaekers, che va a prendersi la prima soddisfazione personale in Champions League. Per non smentirsi, nel recupero del primo tempo, il portoghese passa dalle stelle alle stalle, incaponendosi in una giocata personale invece di servire CDK libero in buona posizione. Genio e sregolatezza, prendere o lasciare: è ancora lui, nel finale, ad andare vicinissimo al goal che avrebbe portato al Milan tre punti che avrebbero avuto del miracoloso;

- Nella terra di Mozart, l'orchestra migliore pare quella diretta da Jaissle (curiosamente anagramma di Jalisse), che tra le mura amiche suona a memoria uno spartito perfetto, che valorizza le qualità di tutto l'undici e trova gli acuti negli uomini di maggiore classe. Se Fernando si spegne progressivamente, dopo essere partito vivacissimo musicando l'azione del goal di Okafor, lo stesso non si può dire di quest'ultimo, che ha danzato sul campo per tutta la partita, costringendo agli straordinari tutto il Milan dalla cintola in giù e guadagnando l'ovazione del proprio pubblico. Da sottolineare anche la buona prova di Kameri, che per più di un'ora ha fatto da collante tra i due con le sue giocate;

- Molto più difficile trovare qualcuno che sia riuscito a distinguersi nel Milan, a parte i già citati Leao e Saelemaekers (più che altro per essere stato al posto giusto nel momento giusto). Molto male i due esterni bassi titolari, Theo e Calabria, meglio il debuttante in rossonero Dest che, rispetto al capitano a cui è subentrato, pare avere doti tecniche decisamente superiori. Tra i giocatori entrati a partita i corso, bene anche Pobega, chiamato a rinforzare un centrocampo in chiara difficoltà e un po' meno bene Origi, entrato molto male in partita, ma cresciuto col passare dei minuti;

- Nonostante il palo finale di Leao, il pareggio è un risultato che va benissimo al Milan, soprattutto alla luce dell'inaspettata sconfitta del Chelsea e sta stretto al Salisburgo, a riprova che ormai è impossibile parlare di "girone facile" in Champions League, soprattutto per le squadre nostrane. Pioli aveva richiesto una prova di maturità e questa si è vista soltanto nella capacità di non mollare il colpo e tenere in piedi la baracca, ma sono venuti a galla tutti i limiti dei rossoneri nel momento in cui non riescono ad avere il dominio fisico e "ritmico", per rimanere in tema musicale, della partita.

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Matteo Tencaioli. Classe 1980, da sempre diviso tra la professione di programmatore e l'amore per il giornalismo. Ama parlare di sport, in particolare di calcio e tennis. Conteso tra lavoro e famiglia, suo più grande amore, fa a sportellate tutti i giorni con il sonno per trovare il tempo di coltivare anche le proprie passioni.

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