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3 min

- di Marco Bellinazzo

Considerazioni sparse post Fiorentina-Juventus (1-1)


Perin salva la Juventus dal tracollo contro una bella Fiorentina.


- La Juventus esce dalla giostra del Franchi con un punticino sudatissimo, conquistato e conservato con una prova da provinciale, quasi mestamente auto convinta di non poter ottenere di più da una partita del genere. Dal pareggio di questo pomeriggio esce indubbiamente con più rimpianti una Fiorentina pimpante, che fa di tutto per vincere ma pecca di cattiveria e precisione negli ultimi metri e sbaglia anche un calcio di rigore con Jovic, che si fa ipnotizzare da Perin. Proprio Mattia Perin è probabilmente il migliore in campo dei bianconeri, e quando è il portiere a spiccare sugli altri è sempre un'indicazione piuttosto chiara sulla partita;

- Per la squadra di Allegri sembra ripetersi il solito spartito delle ultime gare, con la Juve che si ritrova in vantaggio dopo pochissimi minuti, stavolta grazie alla firma di Arek Milik (degno sostituto di Vlahovic anche per caratteristiche), e questo porta i bianconeri a tentare di impostare la solita gara di gestione oculata e ultra prudente per amministrare il vantaggio. Se con la Roma gli argini si erano rotti solo su un piazzato nella ripresa e con lo Spezia gli ospiti non avevano mai trovato le forze di calciare in porta, contro questa Fiorentina il piano salta troppo in fretta e la Juve (che soffre per quasi 90 minuti nella sua area) subisce paradossalmente il pareggio in contropiede, mettendo a nudo tutto l'imbarazzo di reimpostare un piano partita che sembra non esserci;

- Se nel primo tempo sembra ancora esserci la parvenza di una disputa, la ripresa, complice anche l'uscita all'intervallo di Di Maria (altro infortunio o solo scelta tattica?), disegna uno spartito ben delineato, dal quale non si esce fino al fischio finale. Sono i viola a spingere in cerca del vantaggio, dando la sensazione di averne nettamente di più, contro una Juventus che sembra quasi vittima di un destino inevitabile, rintanata nella sua area a difendere un punto che pare il massimo risultato raggiungibile. Lo otterrà, ma l'impressione netta è che ci siano ancora molte cose da sistemare per Allegri, ora che il mercato è chiuso e che la rosa è definita;

- È sugli esterni che la squadra di Italiano asfalta quella di Allegri, mettendo in luce tutta l'inefficacia degli interpreti bianconeri nel ruolo di quarto di difesa. Riccardo Sottil è forse il migliore in campo, e fa il bello e il cattivo tempo contro un Cuadrado bravo nel servire l'assist iniziale, ma pessimo nella gestione del resto della gara. Dall'altra parte segna e fa un figurone Kouamè, rispolverato da Italiano in questo avvio di stagione, e che un sempre più spaesato Alex Sandro contribuisce a far sembrare il Neymar del 2015. In mezzo brilla Amrabat, mentre alterna cose buone a cose meno buone un esordiente Paredes, ancora da inserire. Pessimo, a volergli fare un complimento, un McKennie tragicamente fuori forma, che potrebbe anche tornare utile tatticamente, ma è in uno stato fisico sideralmente distante da quello di un atleta professionista;

- Come regge allora la Juventus? Un po' grazie al già citato Perin, che oltre a parare il rigore di Jovic mette i guantoni su una bella conclusione di Amrabat, un po' grazie all'ottima e attenta prova dei centrali di difesa che, sotto una costante pressione, limitano al massimo i danni e strappano il punto con i denti. Su tutti va evidenziato il commovente impegno di Danilo, che gioca in quasi tutti i ruoli della difesa sempre con la stessa efficacia. In più, manca un po' Jovic alla Viola: il serbo ha sulla coscienza il rigore, ma anche il fatto di non riuscire a concretizzare il grande potenziale offensivo creato dagli esterni. Un punto a testa che dà risposte molto diverse: la Fiorentina è sulla strada giusta, la Juventus martedì affronta Messi, Mbappè e Neymar. Quanto visto oggi non può bastare.

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Nato a Biella il 30/07/93, laureato in Matematica per motivi che non riesco a ricordare. Juventino di nascita, vivo malissimo anche guardando le partite dell’Arsenal, di Roger Federer e di qualunque squadra io scelga a Football Manager (unico sport che ho realmente praticato). Fanciullescamente infatuato di Thierry Henry, sedotto in età consapevole da Massimiliano Allegri, sempiternamente devoto a Noel Gallagher.

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