
Considerazioni sparse post Udinese-Fiorentina (1-0)
L'Udinese si porta a spasso una stordita Fiorentina.
- Una quantità impressionante di palloni sbagliati in uscita, tanti duelli persi, quasi nessuna azione pericolosa a referto. Questa è la Fiorentina della prima mezz'ora, fino al primo (e praticamente unico) squillo di tromba di Martinez Quarta, con un colpo di testa da calcio d'angolo sul quale è bravo Silvestri. Ma è poca roba la squadra di Italiano in campo alla Dacia Arena, rivoluzionata dall'immancabile turnover dell'allenatore di Karlsruhe (nove cambi rispetto alla partita con il Napoli). La vittoria finale dell'Udinese, firmata da Beto al 17' rifinito da Deulofeu dopo un errore di Venuti, è naturale e meritata conseguenza;
- La rinuncia quasi totale al possesso palla da parte dell'Udinese non deve dar illusioni: è la squadra di Sottil senior ad avere pienamente in mano la partita, con un piano gara fatto di pressione alta e rapide verticalizzazioni. La Fiorentina è da subito costretta ad un possesso meramente conservativo, al quale da subito manca (in maniera un po' inspiegabile) una soluzione facile al centro. Molto negativa difatti la prestazione da regista di Mandragora, in teoria chiamato a contribuire all'impostazione del gioco, ma troppo spesso nascosto tra Beto e Deulofeu, in realtà chiamati più premere sui centrali che a tagliar fuori il mediano viola;
- La poca precisione e la lentezza generale della costruzione viola provocano a cascata varie storture: Barak (ancora titolare, ma inizialmente sul centrodestra) deve abbassarsi spesso per dare una soluzione di gioco, congestionando ulteriormente la zona centrale e isolando l'attacco. E Maleh, sempre timido nel proporsi, si preoccupa più di dar supporto a Terzic, volenteroso in entrambe le fasi ma molto impreciso. Squadra che fatica a prendere le misure e si sfilaccia, per niente compensata da un Saponara che spesso va ad accentrarsi senza palla, per occupare i tanti metri tra Cabral (preferito a Jovic) e i compagni. A completare il quadro, c'è un'Udinese che è sempre capace di stare corta e scalare con i tempi giusti, nonché di essere estremamente più reattiva su tutte le seconde palle. Tutti fattori che rendono agonico, e inutile, il possesso della Fiorentina;
- Impossibile non finire a parlare della questione turnover. L'Udinese, più fresca e con un calendario meno congestionato, vince con lo stesso undici che aveva vinto a Monza. Italiano, forse ancora intenzionato a non stabilire gerarchie in nessuno reparto, cambia praticamente tutta la squadra rispetto all'ultima gara, portiere compreso e rinunciando anche a Milenkovic (finora l'unico sempre in campo dei viola). Tuttavia, il dosaggio delle forze per la Fiorentina di ora è questione vitale in una stagione che sarà una maratona: E allora forse a dover preoccupare, più che certe carenze tecniche di alcune ipotetiche seconde linee o la gestione dei cambi (discutibile), ci sono l'approccio mentale completamente sbagliato alla gara, e soprattutto la costante difficoltà dei viola nel trovare soluzioni in avanti (ultimo gol è quello di Cabral, segnato al 15' di Fiorentina-Twente 2-1);
- Beto giganteggia contro Martinez Quarta per sessantacinque minuti, prova preziosa dell'attaccante ben oltre il gol semplice siglato. Silvestri, seppur poco sollecitato, piazza anche in questa gara una parata importante. Impeccabile il terzetto arretrato bianconero (compreso Nuytinck subentrato all'infortunato Masina), ottime le prove soprattutto di Pereyra e dell'immancabile Deulofeu. Difficile invece salvare qualcuno tra i toscani, forse solo Igor e Terracciano solo gli unici a cui c'è poco da contestare. Fotografia significativa di una partita persa 1-0.
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