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2 min

- di Matteo Orlandi

Considerazioni sparse post Juventus-Spezia (2-0)


Aria di mirettismo.


- La Juve vince una partita macchinosa, in grado di partecipare ad un contest sulla partita più brutta dell’anno con discrete possibilità di vittoria. Tra grigiume e pigrizia, brillano delle luci. La ferocia di Zlatan Vlahovic, la personalità di Gatti, la classe di Miretti, il bel debutto di Milik. Allegri adesso ha materiale per fare meglio;

- Spesso si scherza sull’allergia di Allegri verso i giovani, una categoria che secondo il suo vangelo copre una distanza imprecisata che va dai 18 ai 27 anni circa. È vero, spesso davanti ai microfoni Allegri recita un copione a tratti stantio, ma se vede un giocatore capace alla fine non si fa troppe domande. Infatti Fabio Miretti lo ha lanciato lui, ed è un merito non da poco. Non era affatto scontato pescarlo e lanciarlo con continuità nel grigio finale delo scorso anno. Il canterano domina ancora il centrocampo bianconero mostrando una qualità di gestione palla in crescita costante uscita dopo uscita. Difficile immaginarlo fuori da questa Juventus;

- Una squadra di Allegri in vantaggio dopo pochi minuti contro una squadra inferiore è solitamente garanzia di una partita da sonnifero. Stasera è stato il caso, con lunghissime e infinite manovre di possesso sterile tra i difensori che hanno ricordato la cupa trasferta di Marassi. La Juve gioca male, ancora. I progressi in termini di ritmo di Juve-Roma sembrano giá dimenticati. Se peró la partita è stata tanto poco digeribile da guardare, tante colpe sono anche di uno Spezia totalmente rinunciatario. Luca Gotti non ama il calcio spettacolo e bada al sodo. Il gol preso a secco rovina il suo copione e la partita è decollata presto verso la noia, con uno Spezia incapace di offrire pericoli. Tanta attenzione difensiva (bene Kiwior), poi il nulla assoluto. Una proposta molto mediocre per questo campionato, eppure per salvarsi potrebbe anche bastare. Gotti sa quando fare i punti;

- Detto di Miretti, la Juve puó godersi la potenza balcanica di Vlahovic, leader spirtituale del gruppo. La platealità del suo scontento verso il gioco bianconero esprime un senso di insoddisfazione e frustrazione che il serbo scarica bene in rabbia. Se la squadra non arriva in area, i gol se li deve inventare su punizione. Che giocatore. Intorno a sè, tanta fatica offensiva. Cuadrado ha finito la benzina, Kean largo si mostra impresentabile e anche Di Maria entra in campo con troppa sufficienza. Ci pensa Milik, imbeccato da una giocata stupenda di Miretti, a suonare la sveglia sul finale. Le punte ci sono, vanno messe nelle condizioni di fare gol;

- L’arrivo di Paredes rende la squadra completa, forse ad eccezione di un terzino sinistro per completare la batteria dei terzini. L’argentino è un acquisto importante, in grado di alzare la qualità del centrocampo e che consentirà finalmente a Locatelli di lasciare la regia, presidiata da un anno e mezzo con risultati insufficienti. La squadra non deve vincere lo Scudetto a tutti i costi, ma adesso ha l’obbligo di lottare e competere per il titolo. Una stagione sulla falsariga della scorsa, non sarebbe accettabile in alcun modo.

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È nato pochi giorni dopo l’ultima Champions League vinta dalla Juventus. Ama gli sportivi fragili, gli 1-0 e i trequartisti con i calzettini abbassati. Sembra sia laureato in Giurisprudenza.

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