Logo sportellate
, 30 Agosto 2022

Considerazioni sparse post Inter-Cremonese (3-1)


La forma di Lautaro, l'importanza di Calhanoglu e quella che può avere Correa, le incertezze difensive. E una Cremonese coraggiosa che prende tre gol su tre ripartenze.


- La nota dolente in casa Inter: le incertezze difensive. Partiamo da qui: soprattutto nei primi 20' del secondo tempo l'Inter ha palesato uno dei vari trademark di questo primo scorcio di stagione, vale a dire i troppi spazi concessi agli avversari nelle transizioni difensive. Un problema che forse è dettato anche dalla condizione atletica non perfetta e che si palesa fin dalle amichevoli, eccezion fatta per la scorsa partita casalinga con lo Spezia. È giusto evidenziare questo campanello d'allarme perché alcune distanze all'interno del terzetto difensivo, e tra il terzetto e i centrocampisti, sono preoccupanti, a maggior ragione in vista di due squadre così dinamiche e fluide come Milan e Bayern. Lì c'è da migliorare molto.

- Il paradosso Cremonese: in realtà non è un paradosso ma una nota in merito il coraggio e la propositività con cui la Cremonese ha interpretato i 90' a San Siro. Coraggio, personalità, spesso il baricentro alto e diverse occasioni create grazie a un uomo alle spalle del centrocampo nerazzurro che ha mandato in confusione l'assetto difensivo: il gol segnato è il giusto premio (consolatorio) alla prestazione. Tutto questo ha però evidenziato uno dei tanti pregi dell'Inter: l'abilità nelle ripartenze, da dove non a caso sono nate tutte e tre le azioni da gol. E mancava pure Lukaku, uno che negli spazi ci va a nozze;

- La qualità di Calhanoglu (cc: Simone Inzaghi): essenziale per la manovra e le trame di una squadra che fa del gioco e delle rotazioni continue una delle sue forze principali, come hanno dimostrato gli 80' di Roma e i 90' - parzialmente più comodi - di oggi. La palla per il gol di Barella è splendida, come lo è d'altronde il gol con cui Barella finalmente mette fine a una sequela di decine di tiri da fuori finiti fuori dallo specchio della porta. Calhanoglu è un volto irrinunciabile per le dinamiche offensive della squadra, sia in termini di qualità che di quantità;

- Da un'importanza certificata, quella di Calhanoglu, a una potenziale, quella di Correa. Anche senza l'infortunio di Lukaku sarebbe stato importante poter contare su un terzo attaccante affidabile, continuo e in grado di garantire prestazioni di livello: tutti elementi che non aveva garantito la scorsa annata di Correa, a dir poco intermittente. Ecco, ora a maggior ragione con l'infortunio di Lukaku è il momento di dimostrare di poter dare un impatto decisivo: l'occasione è il derby, nell'ultimo dei quali (il ritorno di Coppa Italia) Correa aveva giocato forse la sua miglior partita in nerazzurro pur senza segnare, dimostrando la sua fantasia, mobilità e capacità associativa in coppia con Lautaro. Speriamo non deluda le aspettative;

- E una menzione se la merita pure Lautaro, il miglior uomo nerazzurro di questo inizio di stagione. Tre gol, mai una prestazione sbagliata, tante giocate di qualità e un feeling con la porta che prosegue dall'ultima decina di partite della scorsa stagione: da nove (senza Lukaku) o da nove e mezzo (con Lukaku), Lautaro è uno dei volti che si sta caricando sulle spalle una squadra alle prese con un inizio di stagione non perfetto e con qualche titubanza. Rendimento da top player, quale è.

  • 26 anni a base di fùtbol, racchette e capitali del mondo. Contro gli anglicismi inutili.

pencilcrossmenu