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5 min

- di Stefano De Caro

Considerazioni sparse post 4ª giornata di Premier League


Vincono tutte le “big six” in un week end che ci regala anche la conferma della bontà del progetto Brighton e che ci prepara ad una settimana caldissima, tra la chiusura del mercato e i match del turno infrasettimanale. In coda, male Leicester e Bournemouth.


- Lo United trova a fatica la seconda vittoria consecutiva sul campo del Southampton, mostrando però a tratti una difficoltà di proposta offensiva seconda solo alla Juve del primo tempo di Marassi. Ten Hag conferma la formazione che ha battuto il Liverpool, con Maguire e Ronaldo in panchina seduti al fianco del nuovo arrivato Casemiro. I Red Devils fanno una fatica immensa ad arrivare nella trequarti avversaria e anzi, subiscono per tutto il primo tempo la voglia, il ritmo e le idee della squadre di Hasenhüttl che sfiora il vantaggio a più riprese. Il progetto tecnico dell'allenatore olandese stenta a decollare, ma il destino gli manda ancora un messaggio d'amore: se Sancho e Rashford, due dei giocatori più criticati da stampa e tifosi, erano un po' a sorpresa risultati decisivi la settimana scorsa andando entrambi a segno nel match contro la squadra di Klopp, questa volta tocca a Bruno Fernandes, anche lui (giustamente) nel mirino della critica da tempo, decidere il match contro i Saints grazie ad un bel tiro al volo su assist dell'ex Milan Dalot. Fermare l'involuzione di alcune sue stelle e ridare fiducia e prestazioni a tutto il reparto offensivo è una delle missioni impossibili richieste al nuovo corso tecnico. I gol delle ultime due partite sono ossigeno puro per tutto l'ambiente, adesso mancano solo una partita senza sbavature di Maguire o un sorriso di Ronaldo per un gol di un compagno per proseguire nel miracolo. Ma la strada è lunga;

- In testa alla classifica a punteggio pieno c'è sempre l'Arsenal, che liquida con un po' di fatica il Fulham in un derby molto intenso e incerto fino alla fine. Arteta per la prima volta ha dovuto toccare il su undici iniziale. Gli infortuni di Zinchenko e Tomas lo hanno infatti costretto a schierare Tierney e Elneny rispettivamente nei ruoli di terzino sinistro e centrocampista centrale. Nonostante le assenze, nel primo tempo si è visto però un Arsenal molto simile a quello delle prime giornate, una squadra cioè dalla manovra veloce e qualitativa, con idee di calcio precise, linea difensiva alta e ritmo elevato. Forse, se vogliamo farle un appunto, solo un po' leziosa. Il pasticcio di Gabriel a metà ripresa ha regalato il vantaggio al solito Mitrovic (4º gol in 4 partite), ma i Gunners hanno dimostrato poi una voglia di vincere da grande squadra, cosa non certo scontata quando si pensa all'Arsenal delle ultime stagioni e quando si va a leggere l'età e l'esperienza ad alti livelli della rosa di Arteta. Odegaard e lo stesso Gabriel sono stati gli artefici della rimonta, grazie anche al prezioso contributo del subentrante Nketiah e alle giocate di Gabriel Jesus. Il calendario fin qui è stato sicuramente uno dei migliori alleati della cavalcata Gunners. Tra due giorni all'Emirates arriverà l'Aston Villa, altra squadra in grande difficoltà, poi però sarà il tempo del primo vero test stagionale, con la trasferta ad Old Trafford che ci aiuterà a capire meglio quali potranno essere le reali ambizioni dei londinesi in questa stagione;

- A due punti dall'Arsenal c'è un terzetto formato da Tottenham, City e Brighton. La squadra di Conte ricalca la prestazione di una settimana fa e sbanca Nottingham grazie alla doppietta di Kane, al 252º gol in maglia Spurs. Baricentro basso, grande solidità difensiva e ripartenze letali, la ricetta di Conte per ora funziona, anche in un periodo in cui Son non sembra al massimo della forma. Tra le note più positive dell'inizio di stagione Spurs c'è sicuramente Hojbjerg, leader del centrocampo della squadra e che, se possibile, capace di alzare ancora di più il livello delle sue prestazioni rispetto a quanto fatto lo scorso anno. Poi Richarlison che comincia a integrarsi, la difesa che non subisce gol da due partite consecutive e la fiducia ritrovata di Kulusevski: insomma, tanti buoni motivi per Conte per guardare con fiducia ai prossimi impegni. Il Manchester City sembra invece aver trovato gusto a complicarsi la vita. Dopo essere andata sotto di due gol la scorsa settimana a Newcastle, la squadra di Guardiola ci ricasca anche stavolta e all'intervallo è sotto 0-2 contro il Crystal Palace, che si è addirittura presentato ad Etihad senza la su stella Zaha. Questa volta il City riesce però a portare a casa i tre punti grazie ad un secondo tempo magnifico, trascinata dalle reti di Haaland e dalla classe di Bernardo, in un pomeriggio che ha visto sorprendentemente un De Bruyne solamente normale. Guardiola adesso ha l'urgenza di recuperare i suoi infortunati, o almeno alcuni. Akè, Grealish, Laporte, Philips, tutti in infermeria e tutti assolutamente indispensabili per affrontare il terribile periodo che vedrà il City giocare ogni tre giorni per le prossime tre settimane;

- Il Brighton non smette di stupire e dopo l'ottima stagione appena conclusa continua a produrre risultati e bel gioco. Le partenze di Cucurella e Bissouma ci avevano fatto pensare in realtà ad un'annata un po' più complicata. La squadra di Potter, in questo inizio di stagione, ha invece lasciato punti solo contro il Newcastle, complice anche una grande giornata del numero uno dei Magpies Nick Pope. Tre nomi su tutti per spiegare il brillante inizio di stagione delle Seagulls: Leandro Trossard, esterno sinistro belga di grande qualità e che di certo nella prossima stagione vedremo in altri contesti, Moises Caicedo, centrocampista classe 2001 con la personalità di un veterano e Pascal Gross, delizioso in alcune sue giocate (l'assist per il gol di Trossard contro il West Ham, ad esempio) e anche tremendamente efficace. Il Chelsea, in inferiorità numerica per tre quarti di partita a causa dell'espulsione di Gallagher, supera 2-1 un disastrato Leicester, grazie alla doppietta di Sterling. Un po' di ossigeno per la squadra di Tuchel, che nella stessa giornata ritrova la vittoria e i gol di uno de suoi attaccanti, anche se l'esperimento Kai Havertz prima punta sembra ormai inadeguato e anzi, quasi dannoso sia per la squadra sia per il giocatore. Il mercato è aperto ancora per poco, l'obiettivo è quello di rinforzare ogni reparto, non solo quello offensivo. L'arrivo di Fofana ha sistemato la difesa, ma per centrocampo e attacco urgono soluzioni e il tempo sta scadendo. Il Chelsea con De Jong, ad esempio, e una prima punta vera, sarebbe una squadra che può puntare a tutti gli obiettivi possibili, nazionali ed europei. Il Chelsea di oggi invece ancora no.

- Il Leicester che esce da Stanford Bridge è una squadra piena di problemi e con un'evidente mancanza di fiducia. Le foxes sono l'unica squadra dei top 5 campionati europei a non aver ancora completato un acquisto. Rodgers deve gestire una situazione difficilissima, con in più alcuni giocatori, come Maddison e Tielemans, che potrebbero lasciare il club nei prossimi giorni. In campo la squadra è la brutta copia di quella ammirata nelle ultime due stagioni. Se dal mercato non arriveranno aiuti, l'allenatore inglese avrà davanti a sé una stagione complicatissima, in cui l'obiettivo primario sarà quello di mantenere la categoria. Chi sta peggio del Leicester forse in questo momento è solo il Bournemouth, che dopo le goleade subite da City e Arsenal ne prende altri 9 ad Anfield, da un Liverpool finalmente ritrovato. Male per le Cherries, che adesso però troveranno calendario più abbordabile, bene per i Reds, che escono da un momento complicato trascinati da Diaz e Firmino. La squadra di Klopp ha l'infermeria ancora piena ma manda un segnale forte a tutta la Premier: quest'anno per vincere la Premier bisognerà ancora fare i conti con loro.

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Milano. Iscritto all’albo dei Match Analyst LongoMatch. Diplomato al Liceo Scientifico, nonostante l’orale della maturità sostenuto il giorno dopo la finale di Berlino. Laureato in Scienze Politiche. Malato di calcio. Al primo appuntamento ho portato la mia ragazza a vedere il derby della Mole, quello dell’eurogol di Bruno Peres. Stiamo ancora insieme.

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