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2 min

- di Matteo Tencaioli

Considerazioni sparse post Milan-Bologna (2-0)


I rossoneri tornano alla vittoria grazie ad un Leao molto concreto e alle magie di CDK e Giroud.


- Le grandi esigenze di sponsor del calcio moderno le conosciamo tutti, in particolar modo in un campionato come il nostro che fatica a finanziarsi, ma le scelte cromatiche della maglia indossata questa sera dal Milan sono a dir poco discutibili. Anche sorvolando sul verde stile "passato di verdure della nonna", bollente anche in estate, è incredibile che sia stato scelto di utilizzare il nero per i numeri di maglia, anziché il giallo di tutte le altre scritte: una cosa che rende illeggibili le cifre e poco riconoscibili i calciatori per i tifosi allo stadio, quantomeno per chi non è abituato a distinguerli da altri dettagli;

- Charles De Ketelaere fa cose che, dalle parti della sponda rossonera di San Siro, non si vedevano da parecchio tempo. Alla prima da titolare, si fa conoscere al suo pubblico nel giro di 25 minuti, con un assist al bacio per la rete del vantaggio di Leao e poi con una super-giocata con cui libera Kalulu, che purtroppo per lui non è stato in grado di trasformarla in rete. Esce dopo un'ora tra gli applausi di San Siro, dando l'idea di aver margini di crescita importantissimi, ma guai a cominciare coi paragoni;

- Di fronte alle prodezze del neo-acquisto, c'è qualcuno della vecchia guardia scudettata che non ha voluto sfigurare. Parliamo di Giroud, che gioca una prima parte del match a corrente alternata e poi si sveglia di colpo mettendo in porta il pallone del raddoppio con una sforbiciata, quasi alla cieca, che fa esplodere San Siro. Da sottolineare, nell'occasione, anche la giocata di Leao, che zitto zitto anche questa sera è riuscito a mettere a tabellino una rete e un assist;

- Nelle file del Bologna c'è poco da salvare: la squadra di Mihajlovic non riesce a mostrare molto più di tanto impegno e quantità, spaventando Maignan soltanto una volta, nella ripresa, con uno schema su punizione. Per il resto, Arnautovic predica nel deserto, sgomitando alla ricerca di palloni buoni da mandare in porta e cercando a più riprese la soluzione personale, ma senza riuscire a cavare un ragno dal buco;

- Come si può capire da quanto scritto finora, il risultato finale è indiscutibile e certifica la differenza vista in campo tra due squadre di caratura differente. Se il Milan gioca sempre più a memoria, lo stesso non si può dire del Bologna, che di quanto insegnato dal suo allenatore riesce a mettere in campo soltanto il carattere e sembra faticare, almeno per ora, a compensare l'assenza di alcuni giocatori importanti ceduti nella sessione di mercato estivo. Nessun allarme, per ora, ma un punto in tre partite è poco.

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Matteo Tencaioli. Classe 1980, da sempre diviso tra la professione di programmatore e l'amore per il giornalismo. Ama parlare di sport, in particolare di calcio e tennis. Conteso tra lavoro e famiglia, suo più grande amore, fa a sportellate tutti i giorni con il sonno per trovare il tempo di coltivare anche le proprie passioni.

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