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2 min

- di Andrea Codega

Considerazioni sparse post Lazio-Inter (3-1)


In Lazio-Inter da qualche anno succede sempre di tutto: questa volta è il turno delle scelte più che discutibili di Inzaghi e degli esterni che non hanno mai saputo come muoversi in fase difensiva. Di contro, una Lazio lucida e premiata da un giocatore sontuoso: Luis Alberto.


- Difesa vs attacco: un mismatch non sfruttato. Lukaku e Lautaro contro la coppia difensiva della Lazio avrebbe potuto e dovuto essere un mismatch fisico e tecnico da sfruttare da parte dell'Inter. Invece la Lazio è stata brava ad aiutare i due centrali o con un terzino o con Cataldi in ogni transizione difensiva; in più, aggiungiamoci una prestazione veramente poco lucida di Lukaku, che ha di fatto sbagliato la maggiorparte dei palloni toccati, con i centrocampisti e gli esterni che non l'hanno mai servito adeguatamente e il gioco è fatto;

- Quelle di Simone Inzaghi sono scelte discutibili. I 75' di Gagliardini gridano vendetta: è quasi un decennio che Milinkovic-Savic gioca in Serie A e raramente ha pagato l'inserimento di un centrocampista fisico al suo cospetto, andando a sacrificare una grossa porzione delle trame di gioco con la palla. Gagliardini non è l'unica spiegazione del risultato finale, perchè ci si aggiunge la prestazione gravemente insufficiente dello stesso Brozovic e una difesa ballerina, incapace di capire come andare a "prendere" i due esterni laziali, ma Inzaghi ci ha messo del suo. Le stesse sostituzioni di Dumfries e Lukaku sono quantomeno discutibili. Ma il mancato coinvolgimento di Calhanoglu al posto di Gagliardini resta un errore da matita blu;

- La chiave della partita: gli esterni laziali. Felipe Anderson, Zaccagni e il subentrato Pedro hanno avuto l'abilità di farsi trovare sempre nelle posizioni di mezzo tra i "braccetti" nerazzurri e i quinti. Merito anche di una fase di possesso ragionata, lucida ed efficace, ma molto si deve anche agli errori di posizionamento da parte della difesa interista: le transizioni hanno spesso trovato i quinti troppo alti, mentre nelle fasi di difesa bassa sia Dumfries che soprattutto Dimarco non hanno saputo che pesci pigliare. La dormita di Dimarco sul gol di Felipe Anderson è una cosa a parte, è un mancata lettura di gioco basilare e poco accettabile;

- La pigna di Luis Alberto è stata uno spettacolo. Perchè le partite di alto livello è anche giusto le decidano i giocatori sontuosi con giocate sontuose. Quella di Luis Alberto lo è e ci va a ricordare quanto ancora valga il ragazzo. Sarebbe ottimo per la Lazio ritrovarlo su certi livelli;

- L'Inter era partita bene nei primi 20', gestendo la partita ma non concretizzando mai poi la propria supremazia. Da quando poi la Lazio ha preso il pallino del gioco non l'ha più mollato, tolti quei dieci minuti che hanno seguito l'1-1 di Lautaro: per entrambe le squadre il pallino del gioco è la chiave con cui possono incidere e determinare le partite, seppur entrambe abbiano giocatori anche abili in ripartenza. Stasera la Lazio è stata nettamente più lucida sia con la palla che senza, a differenza di un'Inter disattenta, che ha perso troppi palloni nella metà campo avversaria e si è fatta cogliere troppo impreparata in fase difensiva.

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25 anni a base di fùtbol e racchette. Sapevo tutte le capitali del mondo, poi è arrivato Timor Est. Contro gli anglicismi inutili.

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