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3 min

- di Federico Castiglioni

Considerazioni sparse post Twente-Fiorentina (0-0)


Una partita dove accade di tutto tranne il gol. Una partita che per i viola vale l'accesso alla fase a gironi di Conference League.


- Che sarebbe stata una gara a rischio tonnara lo si era capito da tante dichiarazioni calde del pregara, nonché da alcuni tafferugli tra le tifoserie, che erano valsi l'allontanamento coatto dal centro cittadino di Enschede dei supporter viola (27 i fermi con relativo riaccompagnamento a Firenze prima della partita), poi entrati allo stadio accompagnati dalle forze dell'ordine e senza striscioni. Il clima sarà via via sempre più caldo anche in campo, con interruzioni causate da alcune intemperanze sugli spalti e una gestione arbitrale apparsa titubante e poco capace di tenere in pugno la gara. Ma non siamo qui per parlare dell'arbitro;

- La partita vede un Twente prevedibilmente pimpante, che pressa aggressivo e tiene i ritmi alti, a fronte di una Fiorentina che ci mette un po' a prendere le misure. Le occasioni non fioccano, ma quando arrivano sono ghiotte: nel primo tempo Cabral salva sulla linea una conclusione di Vlap a Terracciano battuto, poi sempre il brasiliano manca la deviazione a porta scoperta sulla sgasata di Ikoné. Unnerstal fa il miracolo su una punizione di Sottil deviata e poi mura una serpentina dello stesso, ma anche Terracciano (preferito a Gollini) deve lavorare su Zerrouki e Sadilek, nonché sul continuo esser chiamato alla giocata con i piedi, vista una certa difficoltà dei viola in uscita (Maleh malissimo, scusate il gioco di parole). A proposito di Terracciano: forse è proprio lui alla fine l'uomo-partita, sia per le parate sul talentuoso Tzolis (classe 2002, occhio), sia soprattutto per la respinta all'ultimo secondo sulla capocciata di Brenet. Chi l'avrebbe mai detto;

- In un climax con tracce di quelle rievocazioni dantesche così tanto annunciate alla vigilia da parte olandese, la partita sfugge progressivamente a ogni senso e logica, diventando in primis una guerra di nervi, nella quale i siparietti in panchina tra Italiano e l'allenatore del Twente Jans sono solo la linea comica. Anche perché non è sul piano tattico che i due allenatori possono trovare soluzioni: le due squadre si fronteggiano apertamente ma si annullano a vicenda, anche se il Twente ai punti è leggermente avanti, almeno per quanto riguarda il cercare di imporre il proprio piano gara;

- La Fiorentina ha ballato e a tratti la barca ha avuto rollii pericolosi, ma ha tenuto sui nervi. Questa è sempre una risorsa importante per i Viola, ma sarebbe auspicabile usarla con moderazione, che di energie ne fa bruciare parecchie. E sarebbe quindi necessario capitalizzare quanto ben crea. Le prove positive di Ikoné e Cabral, e anche quella così così di un Sottil che sì ci prova, ma rispetto all'andata si trova contro un sistematico raddoppio, restano strozzate dalla mancanza di reti (anche se la respinta sulla linea di Cabral è valsa a conti fatti la qualificazione). Il raggio più grande lo traccia il francese, ben più efficace nelle sue accelerazioni rispetto a Empoli, capace di creare con continuità superiorità numerica, eppure drammaticamente dilettantesco davanti al portiere, colpito in pieno due volte a porta spalancata. Quando si dice del famoso "palo del deserto";

- Tra bicchieri tirati, fumogeni, interruzioni, espulsioni per perdite di tempo (Igor in pieno recupero, ndr) e altre cose bellissime, due parole su Jovic entrato al 71' per Cabral. Gli spazi lasciati dal Twente in ripartenza lo hanno forse favorito più del brasiliano, ma le tre nitide occasioni che costruisce in venti minuti giocati (tra cui una clamorosa rovesciata di Mandragora, finita sul palo) danno un'idea delle qualità del giocatore, e sono una rassicurazione per chi come il sottoscritto temeva la sua poca propensione al gioco lontano dall'area. Comunque anche per lui vale il discorso di cui sopra: si apprezza la generosità di provare a servire Nico Gonzalez su quel contropiede nel recupero, ma quella parta va calciata in porta.

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Scribacchino schierato sull'ala sinistra. Fiorentina o barbarie dal 1990. Evidenzio le complessità di un gioco molto semplice.

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