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- di Fabrizio Meco

Il pagellone di Sampdoria Juventus (0-0)


Tra una Juventus ingolfata e una Sampdoria attenta, ne esce un pari a reti bianche noioso ma giusto.


Sampdoria

Audero 6.5: Sollecitato in poche occasioni risponde sempre presente. Mezzo voto in più per la parata decisiva sulla fiondata (centrale) di Cuadrado nel primo tempo.

Augello 5.5: Partita applicata nei primi 45 minuti dove funge da sfogo della manovra blucerchiata, si spegne nel secondo tempo. Graziato, in occasione del “buco” che lancia Cuadrado, dall’egoismo del colombiano e dalla reattività di Audero. (Murru 27’ s.t. SV)

Colley 7: Probabilmente l’MVP di giornata. Fisico, sicuro, attento. E’ lui il leader della difesa doriana e lo fa sentire dimostrando che, quando la testa è concentrata, dalla sua parte nessuno ha vita facile (benchè meno un solitario Vlahovic).

Ferrari 6.5: Vlahovic trova la porta chiusa sul lato di Colley e si sposta su di lui che, comunque, lo contiene senza affanni. Un po’ più in difficoltà del collega di reparto a far partire l’azione.

Bereszynski 6: Il capitano della Samp senza infamia e senza lode. Ordinato e raramente in sofferenza sulle sortite di Kostic, meno spinta e più accortezza dalla sua parte rispetto alla corsia di Augello.

Vieira 6.5: Di lotta e di governo, forse meno fosforo ed estro del centrocampista che vorrebbe Giampaolo in quella posizione ma sicuramente utile nell’equilibrare la squadra e nel fare da filtro. (Depaoli 33’ s.t. SV)

Rincon 6: Corre e pressa per tutti, impreciso nel ribaltare l’azione ma non è propriamente il suo mestiere. Graziato dall’offside di Vlahovic sull’unico vero errore difensivo della partita. (Verre 21' s.t. SV)

Djuricic 6: Condizione che deve cresce ma qualità e abnegazione non mancano. Non soffre eccessivamente il centrocampo Juve e duetta bene con Sabiri. Manca solo l’assolo vicino alla porta. (Villar 27' s.t. 6: Entra con la serenità di chi ha in mano perfettamente lo spartito quando in realtà suona con la squadra da solo una settimana. Gestione della palla di livello.)

Sabiri 6.5: Primo tempo in cui dimostra di essere il più dotato in campo, secondo in cui cala fisicamente ma copre magistralmente la posizione per chiudere le linee alla stanca manovra bianconera. Negli ultimi minuti la squadra lo cerca per sfruttare la sua qualità: palla in banca e punto portato a casa. Impreciso solo da fermo, stranamente.

Leris 6: Media tra il 7 che meriterebbe per l’impegno e il 5 per il goal divorato che dimostra una tecnica talvolta lacunosa. Utile nel preciso castello della Samp per dare equilibrio e sostanza.

Caputo 5.5: Con la serata no di Bremer e la presenza dell’incerto Rugani sarebbe stato lecito aspettarsi di più. Non trova palla e guizzo giusto ma l’apporto non manca mai, il goal sì. (Quagliarella, 33’ st 6: In quindici minuti dimostra perché sia ancora lì alla sua età. Movimenti da attacante di razza che quyasi gli regalano il goal da 3 punti)

All. Giampaolo 6,5: La sua Samp, che ancora non può avere quella pulizia di gioco che spera di trovare con l’innesto di Villar, dimostra di essere in grado di sporcare i match e di poter rimanere in partita per novanta minuti contro un avversario sulla carta più quotato. Certamente facilitato dall’abulicità juventina, il tecnico abruzzese trova comunque il modo giusto per chiudersi con Rincon e Vieira per sfruttare le qualità dei suoi esterni. Mancano solo i goal

Juventus

Perin 6.5: Il migliore degli undici schierati titolari da Max Allegri nel primo tempo e ci siamo già detti tutto! Anche lui come il collega doriano viene sollecitato di rado ma conferisce sicurezza. Bravo e fortunato nella parata salva risultato su Leris. Conferma di essere un vice Sceszny di lusso.

Alex Sandro 5.5: Dopo la buona prestazione con il Sassuolo si ripresenta in campo l’abulico e triste calciatore visto negli ultimi anni. Spento nei contrasti, appare sempre in fatica. Lascia il campo dopo 45 minuti in cui l’unico merito che ha è quello di aver fatto meno danni di altri. (De Sciglio 1' s.t. 6: Pulito e attento dietro, trova due buone tracce appena entrato. Alla distanza si assesta sul blando ritmo dei compagni senza incidere)

Bremer 5: Serata sciagurata salvata dalla fortuna e dall’imprecisione altrui. Buca clamorosamente due volte in venti minuti dando la chiara impressione di essere a disagio nella posizione di centrale a sinistra. Con l’assenza di Bonucci spetterebbe a lui essere il leader del pacchetto arretrato e invece finisce per essere quello più in sofferenza. Male anche in fase di costruzione.

Rugani 5.5: Meno peggio di Bremer ma sempre tanta insicurezza sui tempi e sui modi del pressing, dell’uscita e dell’intervento. Un po’ più sfrontato nell'impostazione ma con risultati rivedibili.

Danilo 6: L’unico della linea difensiva Juve a dare l’idea di serenità e confidenza con il ruolo. Due sovrapposizioni interessanti nel primo tempo, due diagonali di sostanza nel secondo. Sempre affidabile anche se a certi ritmi fatica a incidere in fase di impostazione dal basso.

Cuadrado 5.5: Mezzo voto sotto la sufficienza per quell’assist mancato a Vlahovic che poteva dare un senso diverso alla trasferta di Genova. Anche lui sottotono come tutti i bianconeri, non trova mai lo spunto per fare la differenza e alla lunga si spegne. (Kean 31' s.t. 5.5: Entra e pascola per quindici minuti, si accende poi al 90’ con quella che poteva essere la giocata del match. Si riaddormenta al 95’ quando cancella un potenziale colpo di testa di Bremer dall’interno dell’area piccola.)

Mckennie 4.5: Semplicemente inadeguato. L’americano, quando in forma, colma le lacune tecniche con la grinta e l’attitude offensiva. Oggi, complice il ruolo e la condizione, sfoggia una partita al limite del tragico tra stop, passaggi e movimenti sbagliati. Bocciato su tutta la linea. (Miretti 15' s.t. 6.5: Ingresso sempre di personalità per il classe 2003 che dimostra quanto sia semplice giocare palloni di qualità quando ci si sa muovere sulla trequarti. La sensazione è che il vero errore di Allegri sia stato quello di non inserirlo da subito.)

Locatelli 5.5: In crescendo quando la Juve alza il baricentro e può sfruttare le sue doti di aggressività, a disagio nel ritmo lento e nell’impostare da sotto i difensori. Urge liberarlo dasi compiti di play. (Rovella 40' s.t. SV)

Rabiot 5.5: Sornione e poco nel vivo del gioco ha però il merito di essere l’unico centrocampista ad accompagnare l’azione con due puntate all’interno dell’area di rigore doriana. Il goal annullato è però la perfetta immagine dell’incompiutezza del triste francese che dà sempre l’impressione di non girare al 100%.

Kostic 6.5: Il più attivo dei suoi. Gioca semplice dando alla Juve dribbling, linea di fondo e cross che altri non si prendono. Cala vistosamente nella ripresa dove ha comunque il merito di provarci ogni volta che ne ha la possibilità. Peccato per quel tiro strozzato al 90’ che poteva regalargli una prima da sogno.

Vlahovic 5.5: Ispira un senso misto tra tenerezza e rabbia vederlo per 45’ correre, tagliare e andare a pressare sempre e da solo, toccando si e no due palloni. Soffre la fisicità di Colley che lo limita bene spalle alla porta. Carattere e voglia non mancano, Di Maria si!

Allegri 5: Una delle partite più brutte della sua gestione bis. Manovra al limite dello stucchevole e idee azzerate da una Samp ordinata. Stecca clamorosamente la scelta di un Mckennie fuori forma e ruolo, crede troppo tardi in Miretti e Rovella che danno la sensazione di averne di più. La scelta di tenere Gatti e Fagioli in panchina per 90 minuti dopo un ottimo precampionato lascia perplessi. Urge una scossa.


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Rimini 10/11/1996. Laureando magistrale in Gestione d'Impresa in LUISS, l'unica cosa gestita fino ad ora è il budget da allocare tra i vari Sky, Dazn, Eleven Sport, stadi, scarpe da running, skipass, campi da tennis e calcetto per soddisfare una fame ancestrale ed insaziabile di Sport. Ex arbitro, sogna un calcio dove il direttore di gara non sia l'oggetto di sfogo di una società frustrata.

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