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- di Massimiliano Bogni

Il pagellone di Atalanta-Milan (1-1)


Il suggello a una prestazione memorabile di Bennacer riporta sui corretti binari dell'equilibrio una sfida stappata dall'assai discusso Malinovskyi.


Atalanta

Musso 6: incapace di trasmettere la minima tranquillità ai compagni di reparto in ogni situazione di cross o spioventi, para comunque il parabile;

Toloi 5,5: condizionato dall'immediato cartellino, l'impressione è che le primavere inizino a farsi sentire per uno irruento e aggressivo come lui. Il capitano, in ogni caso, è l'ultimo a mollare;

Demiral 6,5: all'esordio stagionale, il turco è il meno in affanno del reparto arretrato, mai realmente impensierito da Rebic o Giroud. Legge bene i movimenti della trequarti del Milan e sulle palle alte è una sicurezza;

Djimsiti 6: quando Leao accelera, anche l'albanese non può far altro che prendere la targa. Ci rimette il perone in una chiusura salvifica, sperando non lo tolga troppo tempo dai campi (37' st Okoli sv);

Hateboer 5: l'intervento killer su Leao e la cronica insufficienza tecnica di base sono il menù fisso dell'olandese. Finché sarà atleticamente presentabile, IgnorHans avrà un posto in Serie A, ma l'assenza di un Ilicic nelle sue zone è sempre più deleteria;

De Roon 6,5: classica partita insopportabile agli occhi del tifoso avversario ed estatica per i supporters nerazzurri. Leadership, morsi alle caviglie e cartellino giallo nel finale: partita omologata;

Koopmeiners 5: come giudicare altrimenti una partita intensissima in entrambe le fasi, dove non sfigura troppo di fronte a Bennacer, ma dove in occasione del gol lo avrebbe aspettato sino al giuramento della prossima maggioranza parlamentare? L'errata valutazione del rimbalzo consente quasi a Theo di rovesciare completamente la partita a favore del Milan;

Maehle 6: al Fantacalcio sarà anche un +1, ma l'assist per Ruslan è poco più di un appoggio. Atleticamente all'altezza, ma la sensazione è che sia mentalmente frenato. Tiene le briglie dei cavalli ben strette: lasciale andare, Joakim (44' st Zortea sv);

Pasalic 5,5: il 2vs1 appena prima del pareggio doveva essere sfruttato meglio, non con uno stop sciagurato come quello del croato. Uomo ovunque nella trequarti nerazzurra, non è ancora al meglio della condizione (28' st Scalvini 5,5: i tempi dell'uscita del pallone a centrocampo sono dimezzati rispetto a quelli del braccetto difensivo. La carta d'identità gli permetterà di evolvere sotto questo aspetto);

Zapata 7: ancora, rifugio, pietra angolare. Fisicamente e tatticamente, Gasperini dovrebbe ibernarlo in settimana per avere 38 partite di questo livello dal colombiano. Squassante (28' st Muriel sv(ogliato));

Malinovskyi 7: l'eroe che questa Atalanta merita, ma non quello di cui ha (primariamente) bisogno (28' st Lookman 6,5: per adesso lo schema è "puntare l'avversario whatever it takes", ma l'elettricità che emana fa ben sperare nel suo inserimento nello scacchiere della Dea).

All. Gasperini 6,5: antipatico come la sabbia nelle mutande, ma limitandosi al campo dimostra ancora di essere una delle menti più fini del panorama italiano. Vedere come le sue squadre coprano i 68 metri di ampiezza del Gewiss è un piacere per gli occhi.

Milan

Maignan 6: tradito dalla deviazione sul gol del 18 nerazzurro, sicuro sul colpo di testa di Pasalic, meno influente del solito palla al piede. Comunica consapevolezza nei propri mezzi a decine di metri di distanza;

Calabria 6: non eccessivamente sollecitato dalla catena di sinistra atalantina, non sollecita eccessivamente la catena di sinistra atalantina. Almeno contro l'Atalanta, il capitano del Milan è stato più carismatico che preciso (39' st Florenzi sv);

Kalulu 5,5: in costante apprensione, non sapendo se accorciare su Malinovskyi o coprire la profondità sui tagli dei centrocampisti avversari. Sicuro in fase di impostazione;

Tomori 5: quando Zapata riesce a ricevere, il centrale inglese non riesce mai a vincere un duello. Molto più a suo agio nel difendere dinamicamente, ma domenica 21 non è stata la sua notte più scintillante;

Theo 5,5: nervoso dal primo minuto, con le ali tarpate dal congestionamento delle sue progressioni orchestrato dal Gasp. Nonostante tutto, è un freak atletico tale da tenere col fiato sospeso l'intero stadio;

Tonali 5: lotta ma pecca di lucidità davanti a Musso. Fa rimpiangere Krunic, e questo la dice lunga sulle precarie condizioni fisiche dell’ex Brescia;

Bennacer 8: pressa coi tempi giusti, elude l'aggressione delle prime linee avversarie, 8 passaggi chiave e una rete bellissima. What else? Una forza nella parte bassa del corpo senza senso: paga centimetri e tonnellaggio con tutti, ma non c'è verso di spostarlo. Totale;

Messias 4,5: purtroppo per lui, essere di un altro livello rispetto al contesto che lo circonda non è necessariamente un complimento. Indiziato numero uno a perdere la titolarità da qui in avanti (21' st Saelemaekers 6: la sua capacità di garantire ampiezza, piazzato sulla linea laterale, poteva essere sfruttata più a lungo);

Diaz 5: Pioli tenta in tutti i modi di liberare il centro del campo, allontanandolo dalle zolle a lui più congeniali. Finisce per essere fagocitato da De Roon e Pasalic, ma ci saranno partite in cui la qualità dello spagnolo tornerà utilissima (13' st De Ketelaere 6,5: considerando che, causa preparazione singhiozzante, si è ancora lontani dalla piena efficienza fisica e tattica, la luccicanza che emana il belga è quella di pochi, pochissimi);

Leao 5,5: a settembre 2021, la stessa identica prestazione gli sarebbe valsa un 7,5. Ma abbiamo visto tutti quanto il portoghese possa essere letale, non accontentandosi di dribbling fini a se stessi. La versione vecchia del Rafael Leao privo di killer istinct (21' st Origi sv);

Rebic 5,5: non riesce a incidere, anche a causa della minima richiesta di tagli profondi. Contro difese così basse, Ante è chiaramente depotenziato (13' st Giroud 6: duello rusticano con Demiral, nel quale il francese non sfigura).

All. Pioli 6: cerca in tutti i modi di muovere la difesa atalantina con un vortice di movimenti e scambi posizionali che, purtroppo per lui, finisce per la maggior parte dei casi a confondere il Milan al momento del passaggio e del taglio decisivo. La materia prima, a livello di staff e di giocatori, è di primissimo livello. Lo chef non ha presentato la portata migliore, ma ha tutte le opportunità per essere da stella Michelin.

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Bergamasco dall'ultimo refolo del secolo scorso. Laureato in Lettere obtorto collo, lontano dall'essere inquadrato e istituzionalizzato. Attualmente anoressico e depresso, ma ci stiamo lavorando. Calcio, pallacanestro, tennis, ciclismo, chi più ne ha più ne metta: lo sport è evento, storia, emozione, comunicazione. Vita, in parole povere.

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