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2 min

- di Matteo Orlandi

Considerazioni sparse post Sampdoria-Juventus (0-0)


La Juve non ne ha.


- La Juve sbadiglia dentro un bellissimo Ferraris, organizza qualcosa di decente negli ultimi venti minuti ma nel complesso fa davvero troppo poco per meritare i tre punti contro una Sampdoria che inizia a mostrare qualche germoglio di giampaolismo;

- Il primo tempo della Juventus è incommentabile. Allegri non sembra aver imparato le lezioni dello scorso anno e continua a preparare le partite con la convinzione di avere Barzagli in difesa, Khedira a centrocampo e Tevez in attacco. La Juve gioca sessanta minuti desertici, con la solita prevedibile mascherata non proposta di gioco, il marchio di fabbrica allegriano, in attesa del crollo finale dell’avversario. Il piano in fondo funzionerebbe anche, se poi ci fosse la qualità per fare gol. In campo ce ne era poca. È forse proprio questa l’incomprensione di questo Allegri II. La Juve continua a sentirsi la più forte e pretende solo la vittoria, rigettando l’idea di costruire qualcosa di diverso. Ma la Juve non è la più forte e qualcosa bisogna cambiare, costruire. La rosa oggi a Genova, tra campo e panchina puó ambire massimo al terzo posto;

- Vengono quasi i brividi a pensare che una squadra con tanta pochezza offensiva (Vlahovic nel primo tempo ha toccato tre volte la palla) è peró riuscita a realizzare tre gol la settimana scorsa. La sensazione è  che la Juve sia passata a dipendere da un ventinovenne argentino in scadenza a dipendere da un trentacinquenne argentino in scadenza. In attesa di capire che Pogba arriverà, Di Maria sembra l’unico giocatore in grado di alzare il livello tecnico di una squadra, nel complesso, semplicemente molto mediocre, a partire dai terzini.;

- Anche i clamorosi buchi in mezzo al campo del primo tempo devono far riflettere. Nessuno a centrocampo ha la qualità di chiedere la palla e di gestirla con personalità. La Juve sembra a tratti una squadra non allenata, in autogestione, capace di creare gioco solo tramite ripartenze codificate o duelli individuali (da questo punto di vista l’acquisto di un giocatore pur monotematico Kostic è stato quasi necessario), spesso passando direttamente dai difensori agli attaccanti, sorvolando l’anemico reparto di mezzo. Qualche piccola luce l’ha accesa nel finale il subentrato Miretti, al posto di un McKennie inguardabile e in evidente sovrappeso. Il canterano sembra almeno in grado di fare qualcosa che gli altri centrocampisti bianconeri in rosa non riescono proprio a fare. Passare la palla in avanti;

- Oltre alla pochezza bianconera, il pareggio è anche figlio di un’ottima Samp. A marzo la Juve venne a banchettere al Ferraris, vincendo comodamente per 1-3. Se da allora i bianconeri sono più o meno rimasti dove erano, la Sampdoria ha fatto evidenti passi avanti. Giampaolo, da mister di mare quale è, sembra anche più riposato in volto, dopo l’inquetudine di Torino e lo psicodramma a Milanello. La squadra ha personalità, gioca la palla senza paura, è piena di giocatori tecnici. Ci sono le basi per qualcosa di interessante. Il materiale non è di primissima qualitá, ma Giampaolo sta lavorando bene.

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È nato pochi giorni dopo l’ultima Champions League vinta dalla Juventus. Ama gli sportivi fragili, gli 1-0 e i trequartisti con i calzettini abbassati. Sembra sia laureato in Giurisprudenza.

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