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3 min

- di Matteo Petrera

Considerazioni sparse sull'arrivo di Casadei al Chelsea


Nessuna partita in serie A e 15 milioni (più 5 di bonus) nelle casse dell'Inter che hanno generato più di qualche perplessità. Il 19enne di Ravenna è il calciatore del futuro per il Chelsea di Tuchel.


- Inter e Chelsea hanno da poco ufficializzato il trasferimento di Cesare Casadei, centrocampista classe '03 che si aggregherà all'U21 dei Blues. Il club nerazzurro incassa 15 milioni più altri 5 di bonus, valorizzando al meglio, economicamente parlando, uno dei gioielli più brillanti del proprio settore giovanile. I tifosi londinesi sono entusiasti del giovane innesto e qualcuno lo ha già paragonato ad una vera e propria leggenda del club, Frank Lampard. Un accostamento un po' azzardato, che come ha dichiarato il tecnico Thomas Tuchel, di certo non fa bene alla crescita del ragazzo. Nonostante la pochissima esperienza su palcoscenici importanti, le premesse sembrano essere più che positive;

- Ma che giocatore è Cesare Casadei? L'Inter lo ha prelevato giovanissimo dal Cesena e il ragazzo ha dato sin da subito risposte importanti, brillando tra i suoi coetanei e nelle categorie superiori. Dotato di una massiccia struttura fisica, Casadei incarna perfettamente il prototipo del moderno centrocampista tuttofare. Possiede una buona qualità palla al piede, svaria per tutte le posizioni del rettangolo di gioco e vede molto bene la porta. Con i suoi tempestivi inserimenti in zona offensiva ha messo a segno ben 15 gol nel campionato primavera. Insomma, un centrocampista totale dal potenziale straordinario, perfettamente in stile Premier League;

- Il Chelsea si conferma nuovamente una squadra molto attenta all'interno del panorama giovanile. Quello su Casadei è senza dubbio un investimento importante, ma il mercato estero è più "conveniente" di quello locale, e i Blues hanno un potenziale economico tale da poter scommettere sulla crescita di un ragazzo con questo talento. Non bisogna dimenticare che in Inghilterra il settore giovanile costituisce una risorsa fondamentale anche per le squadre più blasonate, che hanno la volontà e l'intraprendenza di concedere spazio ai prodotti del proprio vivaio, come raramente accade nelle big della Serie A;

- Dall'altra sponda del tavolo c'è l'Inter, da anni alle prese con le difficoltà nel far quadrare i conti. Casadei è stato fin da subito considerato dalla dirigenza nerazzurra come un'importante risorsa economica, visto l'arrivo del giovane Kristjan Asllani, che per questioni tattiche e anagrafiche, toglie di fatto il posto al classe '03 nel ruolo di "giovane da lanciare". Il club milanese non poteva concedere lo spazio che Casadei si meritava e lo ha inizialmente inserito nella trattativa con il Torino per Bremer, terminata con un nulla di fatto. Poi è arrivata l'offerta del Chelsea, irrinunciabile, soprattutto considerata la delicata situazione economica. L'addio di Casadei evita ai nerazzurri la cessione di un big. Peccato per l'assenza di una clausola sulla ricompra, ma non si può avere tutto;

- Lo stupore e le perplessità che orbitano intorno a questa operazione sono indice di scarsa abitudine nel vedere questo tipo di investimenti. L'impressione è che le squadre italiane arrivino sempre con un pizzico di ritardo quando si parla di giovani. Trasferimenti come quello di Casadei sono ormai molto frequenti negli altri campionati europei. Per quanto riguarda la Serie A, possiamo menzionare i casi di Bastoni, Rovella e lo stesso Asllani, troppo poco rispetto agli altri paesi. Il potenziale economico fa certamente la differenza, ma allora perché non sfruttare i ragazzi del settore giovanile? La tendenza generale in Italia è quella di abbassare il più possibile il livello di rischio, optando per giocatori più esperti. Sono poche le squadre italiane che scommettono sui ragazzi, che danno uno sguardo al futuro. Però a pensarci bene, l’Atalanta che nel lancio giovani è la regina, negli ultimi anni non è andata poi così male.

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Classe 2003. Nasce lo stesso giorno di Luciano Spalletti. È sin da piccolo appassionato di sport, con il sogno nel cassetto di diventare telecronista. Inizia a giocare a tennis a sei anni, dopo aver visto il dodicenne Alexei Popyrin trionfare in un torneo giovanile. Con il tennis ha smesso e ora studia Scienze Politiche.

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