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2 min

- di Leonardo Salvato

Considerazioni sparse post Napoli-Monza (4-0)


La settimana da sogno del Napoli si chiude in maniera idilliaca: ora per Spalletti arriva il difficile compito di fare il pompiere in una piazza sempre più in fiamme.


- Difficile immaginarlo due settimane fa, quando l'atmosfera era pesantissima e la contestazione montava feroce contro la società. Poi però arriva l'inizio del campionato, i primi gol, una squadra che va completandosi sul mercato ed ecco che il Maradona ribolle della nota passione, riempendosi in maniera impronosticabile se pensiamo anche a quanto siano caldi i pomeriggi agostani alle pendici del Vesuvio. Pace fatta fra il Napoli e il suo popolo, il miglior acquisto possibile per il prosieguo del campionato;

- Dopo Verona, all'esordio casalingo arriva un Monza tutto da scoprire, forte anche dell'ex Petagna al centro dell'attacco. Al Napoli basta poco però per prendere il pieno controllo delle operazioni: i primi 15 minuti sono particolarmente arrembanti per gli azzurri, che attaccano all'arma bianca creando parecchi grattacapi per Di Gregorio;

- La gara la sblocca, con un gioiello di rara bellezza, Kvicha Kvaratskhelia: il georgiano si presenta davanti al suo nuovo pubblico appropriandosi della signature-move ('o tiraggir) del suo predecessore. Il nuovo gioiello azzurro non si nasconde, anzi fa di tutto per mettere in mostra tutto il suo enorme talento;

- C'è gloria anche per Kim, che chiude la contesa col gol del 4-0, e per il solito Osimhen, partito fortissimo in fase realizzativa. Sugli scudi anche Zielinski, che non ha segnato ma ha volteggiato sul campo del Maradona con la grazia di un ballerino del San Carlo;

- Due sconfitte su due per il Monza, che paga il fio di un mercato abbondante, ricco ma forse troppo poco attento agli equilibri: alla squadra di Stroppa, oggi autrice di una prova estremamente negativa in una partita davvero complicata, va dato il tempo per assimilare i nuovi ingressi, entrare nella sua nuova pelle, capire che squadra vuole essere e cosa può diventare.

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Nato per puro caso a Caserta nel novembre 1992, si sente napoletano verace e convinto tifoso azzurro. Studia Medicina e Chirurgia presso l'Università degli studi di Napoli "Federico II", inizialmente per trovare una "cura" alla "malattia" che lo affligge sin da bambino: il calcio. Non trovandola però, se ne fa una ragione e opta per una "terapia conservativa", decidendo di iniziare a scrivere di calcio e raccontarne le numerose storie. Crede fortemente nel divino, specie se ha il codino.

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