
Considerazioni sparse post Empoli-Fiorentina (0-0)
Al Castellani, se non vince la noia forse è solo grazie all'infortunio dell'arbitro Marchetti. L'Empoli strappa un punto prezioso nel derby, pur chiudendo la gara in nove.
- Italiano si conferma spauracchio di ogni fantallenatore (e questo è un pregio, NdA) e contro l'Empoli si presenta con l'ennesima, immancabile rivoluzione nella formazione di partenza. Nove cambi rispetto alla gara contro il Twente, con l'aneddoto simpatico della panchina per Amrabat nel giorno del suo compleanno, nonché la ben più sostanziale rotazione sulle catene laterali: Dodo-Ikoné a destra, Terzic-Saponara a sinistra. Cambi che ripagheranno pochissimo, a fronte degli azzurri che, sotto la guida tecnica di Zanetti, lavorano in continuità rispetto al passato, con buoni automatismi (specie in uscita dalla difesa) e trovando alcune prove individuali notevoli, sia sul piano tecnico che su quello mentale;
- Parlando di Empoli, ridotto prima in dieci per l'espulsione di Luperto e poi in nove nel finale per l'infortunio a cambi esauriti di Cambiaghi, spiccano per l'appunto le prove dei terzini Stojanovic e Parisi, bravi nel portare pressione e spinta in avanti ma soprattutto nel disinnesco delle catene laterali viola. A titolo d'esempio, Parisi al minuto 50 contava già sette recuperi a referto, principalmente ai danni di un dormiente Ikoné. Andando oltre il quadro statistico, se c'è una buona dose di demeriti viola nella poca produzione offensiva sugli esterni (tante scelte e decisioni sbagliate, mezzali comprese con la solita eccezione dell'eterno Bonaventura), la poca pericolosità offensiva della Fiorentina è dipesa molto anche dall'ottima prestazione difensiva dell'Empoli e in particolare dei suoi terzini, vincitori di tanti duelli e bravi tra le altre a non farsi mai sorprendere nemmeno in situazioni di 2vs1;
- Nonostante un evidente predominio nel possesso, infatti, sono state solo due le conclusioni nello specchio della Fiorentina, ovvero un'occasione di Ikoné confezionata da Terzic nel primo tempo e il tiro di Mandragora circa un'ora dopo (10 i minuti di recupero, tra interventi del VAR e l'infortunio dell'arbitro). Le stesse dell'Empoli, che ha forse avuto poco prima dell'intervallo l'occasione più ghiotta, con Destro che di testa ha mandato fuori di poco da ottima posizione. Secondo Understat, il computo degli xG è 0.76 a 0.8 per i Viola, e questo può dare un'idea della fatica che ha fatto la Fiorentina nell'ultimo passaggio;
- Diciamolo subito, mettere Italiano sul banco degli imputati per questo pari con l'accusa di eccessivo turnover, non ha granché senso. Perché in primis l'Empoli ha avuto i suoi meriti, perché in secundis ad oggi, con una condizione fisica ancora precaria e l'impegno di coppa a cavallo della settimana, non si può rischiare di spremere troppo certi giocatori. Certo, forse alcuni cambi avrebbero avuto bisogno di tempistiche diverse, ma ad esempio Sottil (tra i migliori nelle prime due gare) entrato all'intervallo ha sbattuto su a ripetizione su Stojanovic, tanto quanto il fin troppo compassato Saponara;
- Nel complesso la Fiorentina, in attesa di Barak in arrivo dal Verona, appare ancora in fase di rodaggio nell'incastrare vari tasselli nuovi e meno nuovi, e certo la gara di oggi non ha dato grandi risposte. Ad esempio, evidente tra gli altri il (prevedibile) ritardo di condizione di Dodo, rispetto al quale le prove di Benassi schierato terzino contro la Cremonese e di Venuti con il Twente sono state di ben altra lucidità. All'opposto l'Empoli (assai più sciagurato in quanto a valore complessivo della rosa) conferma i buoni segnali dati nella sconfitta anche sfortunata contro lo Spezia, in attesa che Destro smetta di avere le polveri bagnate.
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