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2 min

- di Matteo Tencaioli

Considerazioni sparse post Atalanta-Milan (1-1)


Un pareggio giusto tra due squadre alla ricerca dell'assetto migliore.


- Gasperini chiama, Malinovskyi risponde. L'ucraino, già considerato in uscita verso Marsiglia e quasi scaricato dallo stesso allenatore in conferenza stampa, viene schierato a sorpresa dal primo minuto e gioca come se fosse la finale di Champions League. Apre le danze con una rete ed è sempre il più pericoloso in un attacco dove Zapata non brilla ed esce a venti minuti dallo scadere tra gli applausi dei suoi tifosi, che con un coro lo invitano a non lasciare Bergamo;

- Nel centrocampo rossonero, se Bennacer palesa già un ottimo stato di forma, non si può dire lo stesso di Tonali, al rientro da un infortunio e ben lontano dai suoi standard. Un problema per il Milan, soprattutto perché Diaz e Leao sono lontani parenti di quelli visti una settimana fa e Messias è sempre sé stesso. Oltre all'algerino, autore della rete del pareggio e migliore degli uomini di Pioli, dietro si fa notare Theo Hernandez, che tappa falle dove può e cerca di rendersi pericoloso con le sue classiche discese;

- Nella prima ora di gioco, al Milan è mancata la qualità per capitalizzare quanto costruito e non è un caso che il pareggio sia arrivato dopo i cambi effettuati da Pioli, che hanno dato maggiore vivacità e permesso di alzare il baricentro quanto bastava per mettere sotto pressione la retroguardia avversaria. Dopo avere riagguantato il risultato, però, la squadra ospite è parsa quasi accontentarsi, dando l'impressione di averne poche dal punto di vista fisico e affidandosi spesso a sterili lanci lunghi;

- Al contrario, l'Atalanta è stata molto brava a stare sul pezzo per tutta la durata di un match che si è prolungato per un totale di quasi cento minuti, durante i quali Musso è capitolato soltanto di fronte alla prodezza di un singolo. C'è chi parla di smantellamento dei bergamaschi, ma la verità è che, senza le coppe europee, i nerazzurri potranno effettuare senza troppe ansie il passaggio ad una nuova fase della propria storia e siamo certi che non sarà una passeggiata per nessuno portare punti a casa dal Gewiss;

- Per quanto si è visto sul campo, il risultato finale è lo specchio di una partita dove nessuna delle due squadre è riuscita a prevalere in maniera decisa, col Milan incapace di capitalizzare una buona partenza e i padroni di casa di trovare il goal della sicurezza nel proprio momento migliore. L'impressione è che tutti e due gli allenatori stiano cercando ancora la quadra in due compagini che hanno grandi margini di miglioramento da ogni punto di vista.

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Matteo Tencaioli. Classe 1980, da sempre diviso tra la professione di programmatore e l'amore per il giornalismo. Ama parlare di sport, in particolare di calcio e tennis. Conteso tra lavoro e famiglia, suo più grande amore, fa a sportellate tutti i giorni con il sonno per trovare il tempo di coltivare anche le proprie passioni.

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