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- di Redazione Sportellate

I 10 giocatori da non acquistare all'asta del Fantacalcio


Torna un nostro grande classico. Scritto appositamente per coloro in procinto di fare l’asta del fantacalcio e per coloro che amano rinfacciare i pronostici sbagliati.


Sia chiaro: come ogni anno la lista non contiene i vari De Sciglio, Patric, Gyomber e via discorrendo verso il peggio del peggio della Serie A. Sono quasi tutti nomi azzardati, nomi che nelle vostre aste con alta probabilità andranno via a cifre considerevoli. 

Il nostro consiglio è quello di evitare i trappoloni, o magari il fatidico “flop dell’anno”, spauracchio demoniaco del fantallenatore. Quindi se ci volete bene evitate questi nomi. Se invece ci volete davvero tanto bene, prendeteli solo per lo sfizio di dimostrarci di avere avuto torto.

Bando alle ciance, iniziamo.

1. Nicolò Zaniolo (di Massimiliano Bogni)

Disclaimer: il sottoscritto farà di tutto per accaparrarselo perché ha dato fiducia al ragazzo anche nelle annate da infortunato. Non siate tutti inguaribili romantici come lui: lo storico della cartella clinica parla chiaro. Come calciatore si potrà amarlo alla follia o non sopportare minimamente le sue escandescenze, ma il Fantacalcio è una cosa seria.

Una predisposizione al cartellino che neanche Mourinho sembra aver acquietato, l’arrivo nelle sue zolle predilette di un certo Paulo Dybala e delle ginocchia di cristallo, sono variabili che non garantiscono la tenuta e la costanza del prodotto del vivaio interista nell’arco di un intero campionato. In aggiunta, un’Europa League con ambizioni di protagonismo e un calendario ancor più fitto causa Mondiale qatariota. Nonostante le tristissime ferie di dicembre, il telaio di Zaniolo pare ancora troppo esile.

Se nella vostra asta il prezzo non dovesse lievitare, il gioco potrebbe valere la candela, ma nel caso sarebbe consigliabile cambiare compagnia di amici. Qualora ve lo foste dimenticati, l’anno scorso Zaniolo ha collezionato la miseria di 2 gol e 1 assist in 27 presenze. Purtroppo per Nicolò, non si affronta l’Atalanta una domenica sì e l’altra pure. Media voto 6, fantamedia di pochissimo superiore: numeri da mediano, non da W/T (consiglio spassionato: passate in modalità Mantra, prima che sia troppo tardi…).

Vero: il cuore ha le sue ragioni che la ragione non conosce. Ma l’universo fantacalcistico è un’altra storia. Altre leggi, altrettanto spietate e crudeli, ignare dell’affetto e dell’empatia che potrebbe suscitare un ventiduenne dal talento cristallino. Nicolò Zaniolo: sì nella vita, no al Fantacalcio 2022/2023. Sperando, egoisticamente, di essere smentito.

2. Luka Jovic (di Leonardo Salvato)

La Fiorentina, dopo la positiva stagione appena passata, sogna in grande per la prossima e, per rinforzare la squadra nel ruolo chiave del centravanti (dove la viola nonostante la mole di gioco prodotta, ha sempre sofferto fatta eccezione di un fuoriclasse come Dusan Vlahovic) ha puntato sull'ex attaccante del Real Madrid Luka Jovic.

O almeno questo è ciò che si legge sul passaporto esposto ai controlli in aeroporto: ciò che nessun controllo può appurare è però quale Jovic sia sbarcato in Toscana. Nel solco della celebre opera di R. L. Stevenson, anche per il centravanti serbo esiste un doppleganger che a volte prende il suo posto: quello di Firenze sarà il dr. Jekyll da 27 gol in 48 partite del 2018-2019, o il mister Hyde che ne ha messi a segno solo 7 nelle ultime tre stagioni? 

Scommessa per cuori fortissimi, ma il fantacalcio è fatto anche di certezze, specialmente al centro dell'attacco: insomma, che siano i vostri rivali a scottarsi col fuoco serbo. Voi lasciate perdere.

3. Ciro Immobile (di Andrea Lancini)

Come si fa a consigliare di non acquistare il capocannoniere della scorsa stagione e uno dei giocatori più continui e decisivi al fantacalcio?

Innanzitutto per una questione puramente statistica: nella storia recente della Serie A, soltanto una volta un giocatore ha vinto per due anni consecutivi la classifica marcatori. Nel 2009/10 e 2010/11 Totò Di Natale con la sua Udinese incantava l’Italia intera.

In secondo luogo anche per Immobile gli anni passano: a 32 anni non è più un giovincello e già lo scorso anno qualche problemino fisico lo aveva fermato più di una volta. Il fittissimo calendario che aspetta la Lazio potrebbe costringere Maurizio Sarri (che già dallo scorso campionato chiede a gran voce un vice Ciro) a dover far riposare il cannoniere di Torre Annunziata.

Infine una questione prettamente fantacalcistica e di gestione Budget in fase d’asta. Per vedere il numero 17 biancoceleste nelle fila della propria fanta squadra si stima di dover spendere circa il 35% del proprio budget se non qualche credito in più. Vale la pena spendere un così corposo capitale per un singolo giocatore e non dividerlo per l’acquisto di più giocatori che possano portare più bonus totali?

Non si tratta di sconsigliarlo per antipatia nei suoi confronti o sottovalutare la sua capacità di influenzare il fantacalcio ma sostanzialmente un'analisi oggettiva della situazione di Ciro Immobile.

4. Angèl Di Maria (di Alberto Fabbri)

Nome che contemporaneamente genera ebrezza, curiosità ed estasi nello spirito dei tifosi e di tutti gli appassionati sportivi. Un connubio di sensazioni che racchiude Di Marià nel prototipo di giocatore cui la Juventus riparte dopo una stagione conclusasi ottenendo il minimo sindacale. Indipendentemente dalle sue note doti balistiche e dall’appeal che il suo curriculum racchiude, l’impatto che il neo acquisto argentino potrà offrire non è oggettivamente percettibile, gettando nell’incertezza l’apporto numerico che sarà in grado fantacalcisticamente di fornire.

L’eredità in termini di patriottismo ne vede prendere la maglia del connazionale Dybala. Della “Joya” conosciamo l’apporto che al suo apice è riuscito ad offrire alla Juventus, ma anche delle difficoltà di collocamento negli ingranaggi tattici che con il susseguirsi di allenatori negli ultimi anni sempre maggiormente ha avuto. Le perplessità legate all’impiego tattico del “Fideo” ci lasciano nell’oscurità, offuscandoci la memoria con alcune impercettibili apparizioni juventine del neo acquisto romanista.

La soft skill motivazionale può rivelarsi una zavorra nel lungo periodo letale per le prestazioni del “Fideo”. Il mondiale qatariota in programma quest’anno è sicuramente un obiettivo dell’esterno argentino, che con la selecciòn proverà a viverlo da protagonista. L’esito della competizione “potrebbe” lasciarne strascichi sul giocatore al rientro, riconsegnandolo appagato alla Juventus; ciò, vi farà rimpiangere il capitale inizialmente investito.

L’Angel Di Maria visto negli ultimi anni a Parigi non sembra più essere quel giocatore visto conquistare la “dècima” con Il Real Madrid. Il ridotto minutaggio avuto unitosi all’appannaggio mediatico condiviso con le ex stelle di spogliatoio, non ci permettono di affermare con certezza che sia il leader adatto per la rivalsa bianconera. All’udito riecheggia “El Fideo”, ma le prestazioni in campo saranno in grado di mantenere con continuità cotanto clamore?

5. Rafael Leão (di Matteo Petrera)

Devastante. Non c’è aggettivo migliore per descrivere l’attaccante portoghese durante la scorsa stagione. Leao ha segnato 11 reti e confezionato 10 assist, siglando una doppia-doppia che gli è valsa il premio di MVP della Serie A. Mettendo un attimo da parte i numeri, il giocatore rossonero è stato il punto cardine dell’attacco del Milan: ogni azione passava dai suoi piedi, da una corsa sulla fascia o da una giocata imprevedibile, possibile solo a chi possiede un talento senza fine.

Le parole-chiave che qualificano la stagione di Leao coincidono con quelle che rappresentano la straordinaria stagione del Milan: maturità e sorpresa. Nessuno infatti ai blocchi di partenza avrebbe scommesso sulla vittoria finale dei rossoneri, e lo stesso discorso vale per il campionato dell’esterno offensivo. Secondo i dati forniti da Fantaculo.it, il prezzo di Leao prima dell’inizio della stagione si aggirava in un range di 5-25 fantamilioni. Tradotto: poca fiducia per il portoghese.

Ora è tutto diverso. Le aspettative su Leao e sul Milan sono cresciute a dismisura. Le quotazioni dell’attaccante portoghese (31) sono di poco inferiori a quelle dei grandi attaccanti delle big, come Lautaro (34), Abraham (33) e Zapata (32). Leao continuerà ad essere un giocatore fondamentale per il Milan, ma non è certamente il bomber da 20 gol da pagare come un primo slot d’attacco. I rossoneri inoltre si sono impegnati a rinforzare il reparto offensivo con gli acquisti di Adli, Origi e De Ketelaere, ed è logico pensare ad una maggiore distribuzione dei gol tra tutti gli attaccanti nel corso della stagione.

Un altro fattore da considerare è il ritorno di Ante Rebic. Il croato ai blocchi di partenza è la riserva di Leao, ma la stagione è fitta di impegni e avrà sicuramente un buon minutaggio, soprattutto per far rifiatare il portoghese.

Fate attenzione a Leao. Pagatelo per ciò che è realmente: un gioiello del nostro calcio che gioca un ruolo fondamentale nella squadra campione d’Italia, ma allo stesso tempo un giocatore da 10 gol in stagione, un secondo slot d’attacco. Niente follie per Leao, lo diciamo per il vostro bene.

Devastante. Punto.

6. Paulo Dybala (di Fausto Nardone)

Nella babilonia di nomi folli che avete trovato (e troverete) in questo articolo non può non figurare il principe dei discontinui, colui che quotidianamente ci mostra quanto possa essere ampia la forbice tra talento e costanza: Paulo Bruno Exequiel Dybala.

Fresco fresco di approdo nella capitale, dopo essere stato proposto a mezza Europa dal suo discutibile procuratore Antun, la Joya è chiamata a far ricredere i suoi (fanta-)detrattori a suon di gol e assist: quale miglior palcoscenico rispetto alla Roma per l rilanciarsi? Da Mourinho al record di abbonati, passando per
una proprietà che finalmente sembra voler fare le cose in grande, quest’anno è impossibile non esaltarsi se si indossa la maglia della Maggica. Inoltre, in ottica puramente fantacalcistica, che è poi il motivo per il quale siamo qui, il classe ‘93 non solo sarà titolare inamovibile nell’undici giallorosso, ma si incaricherà verosimilmente di calciare angoli, punizioni e rigori (non ce ne vogliano gli ottimi Pellegrini e Abraham).

Tutto stupendo, se non esistesse il più classico dei “rovesci della medaglia”. Considerando le ultime due stagioni con la maglia della Juventus, Dybala ha patito la bellezza di 8 infortuni, che gli hanno consentito di registrare soltanto il 63,5% di presenze (66 su 104 partite); il dato diventa addirittura più preoccupante se analizziamo invece minutaggio e rendimento: l’argentino è sceso in campo soltanto il 42,5% dei minuti disponibili (3978 su 9360 minuti), mettendo a referto 20 gol e 9 assist. Un bottino che potremmo generosamente definire magro per un giocatore della sua caratura e sicuramente deludente per i fantallenatori che hanno fatto follie per lui in passato.

Proprio qui, per l’appunto, casca l’asino: Paulo Dybala è sempre stato considerato e pagato come un top da fantacalcio, ma in 9 anni di serie A solo quattro volte ha superato quota 20 bonus (gol+assist) e solo una volta ha segnato almeno 20 gol. Il consiglio quindi è quello di non acquistarlo a cifre folli ma ragionevoli (scenario difficile) e sicuramente quello di non costruire un’intera squadra intorno a lui.

7. Lautaro Martinez (di Antonio Mazzolli)

25 gol, di cui 21 in campionato nel 2021-2022. Pur non giocando quasi mai tutte le partite per intero. Quindi perché dovremmo suggerire un non acquisto del centravanti argentino?

Prendiamo come riferimento la scorsa stagione: Lautaro ha sicuramente messo a segno 21 gol in campionato, un bottino di tutto rispetto. Ci sono stati però dei blackout enormi durante la sua stagione. Dalla Salernitana alla Salernitana, passano 8 partite in cui non vede mai la porta, che per un attaccante prolifico sono tante. Ritorna a segnare una tripletta alla Salernitana, poi altri tre match senza segnare. Il timore è che questi momenti bui possano ripetersi. C'è poi il fattore Inzaghi: difficilmente il mister nerazzurro lo vede in campo per 90 minuti, con le sue sostituzioni del tandem d'attacco a volte inspiegabili. Diverse volte Lautaro non ha preso bene le rotazioni del tecnico, con una sorta di nervosismo che potrebbe tornare a bussare alla porta.

E poi ancora: il ritorno del fratello Lukaku, chi ha detto che possa essere un bene? Qualcuno dei due dovrà prendersi la scena, a chi toccherà? I social continuano a farci vedere una bromance commovente per i tifosi nerazzurri. Resta solo da capire se nei momenti più ardui della stagione, quando la mancanza di forma fisica o di risultati incomberà (tipico il calo delle squadre di Inzaghi in primavera), i due riusciranno a convivere in campo. Visto che le alternative, per adesso, ci sono.

E se doveste rinunciare a uno dei due, rinuncereste mai a Lukaku?

8. Khvicha Kvaratskhelia (di Gigi Repola)

Il paragrafo che andrete a leggere è un'operazione di autoconvincimento personale affinché io non spenda buona parte dei crediti dell'asta del fantacalcio e anche denaro personale per acquistare quello che è probabilmente l'innesto più interessante di questa serie A.

Non il più forte, ma quello che desta più curiosità. Nelle prime amichevoli estive, quelle dai ritmi compassati e contro avversari non certo imbattibili, Kvaratskhelia ha dimostrato una evidente abilità nel saltare l'uomo palla al piede e terminare l'azione provando ad offrire il passaggio decisivo. Ma dal 13 agosto, cioè da quando i match inizieranno a valere qualcosa, le capacità dimostrate dal georgiano avranno lo stesso impatto sulla Serie A?

KK77 è un giocatore di talento. Su questo non c'è dubbio. Le perplessità possono esserci, casomai, sull'impatto che un calciatore poco più che ventenne può avere sul campionato italiano, forse la lega che mette più in difficoltà i giocatori fantasiosi e tendenzialmente dribblomani. La possibilità che possa essere incisivo in Serie A come lo è stato in Russia e in Georgia c'è, ma non è scontata. E dare per certo che il 21enne giochi sempre al massimo livello e con costanza tutte le partite, non avendo un reale sostituto, pare complesso.

Veniamo al tasto dolente del calciatore, quello che più può avere un'influenza decisiva sull'andamento del Fantacalcio. Kvaratskhelia segna poco, molto poco. Almeno questo ci dicono le statistiche. Nonostante riesca a centrare la porta senza molte difficoltà sia col destro, sia col sinistro, KK77 palesa un certo disinteresse nel concludere l'azione, preferendo il ruolo di regista offensivo, parafrasato chiaramente attraverso le sue caratteristiche di giocatore estremamente rapido ed elettrico. Ma il fantacalcio è roba di numeri, freddi e insensibili numeri.

E allora il georgiano potrebbe anche rivelarsi una spesa onerosa, infruttuosa ai fini del gioco. A salvarlo da un rischio serio di flop costoso, è stata la scelta di Fantagazzetta di listarlo come centrocampista. Una decisione discutibile (perché Insigne era attaccante, allora?) che però non allontana la possibilità che su Kvara possa partire un'asta al rialzo inevitabile per un giocatore che, dopo le prime uscite estive, ha sulle sue spalle un hype pazzesco.

Quanto gasa però...

9. Gleison Bremer (di Andrea Ravasi)

Perché non comprare Bremer al fantacalcio? Ci sono diversi motivi che ti permetteranno di effettuare scelte migliori ai fini di costruire una rosa competitiva. Per prima cosa se giochi al classic, con il budget di Bremer - che sicuramente è un top difensivo a inizio campionato - potrai prendere giocatori come Dumfries o Theo che ti garantiscono lo stesso potenziale di voti, ma un apporto più alto di bonus o virare su due giocatori di seconda fascia come possono essere Demiral, Milenkovic o Kalulu che ti permetteranno di avere più “titolari” difensivi in Rosa e risparmiare sul budget dei difensori con la stessa spesa di Bremer + 1.

Se invece giochi al Mantra sicuramente hai a bisogno di almeno due DC di primo livello, ma se deciderai di usare la difesa a 4, il budget alto lo dovrai stanziare sui terzini (ancora vedi Theo e Dumfries) e accontentarti di DC di livello inferiore come Romagnoli o Scalvini.

Bremer è sicuramente una buona presa al fantacalcio, ma ragionando ad una rosa complessiva di primo piano è meglio salvare qualcosa del budget in difesa comprando giocatori di fascia più bassa ma con potenziale vicino a quello si Bremer o fare l’investimento su terzini di spinta alla Theo o esterni del 3/5/2 come Dumfries per assicurarsi un potenziale più alto di bonus soprattutto se giocate al Mantra con difesa a 4. 

10. Divock Origi (di Fabrizio Meco)

27 anni, 302 gare e 67 goal da professionista con le maglie di club. Ad occhi chiusi quale ruolo dareste ad un giocatore con queste statistiche? Potremmo parlare di un esterno d’attacco, di un trequartista dal buon fiuto per la porta oppure di un rigorista incallito. Se così fosse vi trovereste, senza meno, nell’articolo sbagliato perché saremmo in presenza di uno di quei giocatori da prendere al volo! Ma così non è cari amici fantacalcisti perché i dati di cui sopra fotografano la carriera di Divock Origi tra Francia, Germania e Inghilterra. Il nuovo “bomber” al servizio di Pioli non si presenta di certo con il pedigree del nove che può vincere la competizione con Ibra e Giroud a suon di goal.

Se a questo aggiungiamo una preseason a curarsi dagli infortuni e l’attitude da sesto uomo di certo non sarà difficile spiegarvi perché Origi non deve essere il vostro colpo alla prossima asta.

Ma andiamo più nel dettaglio perché “al Liverpool ha fatto goal pesanti. E giocava pure poco!!”. Al commento medio di chi ha in mente il goal in Liverpool vs Barcellona del 18/19 possiamo dare parzialmente ragione. I numeri inglesi di Origi sono quelli di un buon bomber di scorta: 1 goal ogni 159 partite nei 6 anni ad Anfield dove, appunto, il belga ha collezionato più panchine che partenze da titolare. Per rincarare la dose si pensi al fatto che nelle ultime due stagioni in PL, complice la concorrenza dello stellare attacco reds, Divock non è andato oltre i 310 minuti giocati con 3 goal all’attivo. Tornando indietro nel tempo, anche nelle annate precedenti (compresa l’esperienza in Bundesliga al Wolfsburg) il belga non è mai andato oltre le quattordici presenze da titolare in campionato con una media goal decrescente al crescere delle presenze.

A voi amici fantallenatori l’ardua sentenza: ha senso puntare su Origi, magari come secondo slot, sperando negli acciacchi dei due longevi compagni d’attacco? Non sarebbe meglio puntare altrove, considerando che non tutti i dodicesimi uomini sono dei Luis Muriel che possono svoltarti l’annata? Speriamo che il nostro monito salvi i vostri nervi da quei 5/6 goal all’anno che Divock vi darà, in partenza dalla panchina, e che voi sicuramente non riuscirete a sfruttare!

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