
Considerazioni sparse post Juventus-Sassuolo (3-0)
La Juventus si prende i primi 3 punti con cinismo ed autorità.
-Dopo un precampionato che aveva lasciato qualche dubbio sullo stato di forma dei bianconeri, la Juventus si impone con un netto 3-0 alla prima partita ufficiale, portandosi a casa tutte le risposte positive che può trarre da questa calda serata di Ferragosto. Se non potremo mai vedere un gioco rotondo e spigliato da parte degli uomini di Allegri, la migliore delle notizie in casa bianconera è il cinismo e l'autorità con cui la Juventus, nel modo più pragmatico di cui è capace, chiude la pratica Sassuolo e si prende i primi 3 punti stagionali. 3 gol fatti, 0 subiti, pochi fronzoli e tanta sostanza: è da questo che deve ripartire la Juventus;
-Allegri disegna i suoi col solito 4-4-2 "storto" e camaleontico nel diventare un 4-3-3 in fase offensiva e, come da spartito, la Juventus accetta con pazienza il palleggio di un Sassuolo che prova timidamente a fare le sue cose, senza per la verità riuscirci mai più di tanto. A metà del primo tempo il turning point: la Juve va in blackout per una decina di minuti, in cui un'eccessiva confusione in uscita confeziona un paio di occasioni da gol per il Sassuolo e spinge il livornese a riorganizzare i bianconeri con una specie di 4-5-1, che di fatto mette fine al caos e consegna definitivamente il controllo dei giochi ai padroni di casa;
-L'uomo più atteso è ovviamente Angel Di Maria, acclamato ad ogni tocco di palla da un pubblico che ha quasi un bisogno fisico di qualità, e il Fideo non si fa attendere. Prestazione di spessore per l'ex PSG, che regala sprazzi di luce in una partita anche generosa dal punto di vista dell'applicazione: pettina il pallone, inventa, segna, fa segnare e corre anche all'indietro con sorprendente disponibilità. Fiato sospeso però per il suo infortunio, che potrebbe già frenare l'entusiasmo. Bene anche l'altra new entry Bremer: ruvido al punto giusto negli anticipi, si fa rispettare da sceriffo nei pressi della sua area di rigore e prova anche a dare una mano in impostazione, dove però incontra ancora qualche piccolo imbarazzo;
-Il Sassuolo è ancora un po' indietro e, in un esordio impegnativo, conferma le tentennanti sensazioni già trapelate nella sconfitta in coppa con il Modena. I neroverdi impostano la partita con i soliti dettami, ma sembrano ancora distanti dalla loro miglior rappresentazione, quella, per intenderci, che aveva permesso agli uomini di Dionisi di espugnare lo Juventus Stadium e San Siro (due volte) nella scorsa stagione. Ci prova Mimmo Berardi, ma predica un po' nel deserto tra un Defrel frastornato da Bremer ed un Raspadori forse con la testa altrove, e alla lunga si spegne anche lui. Ancora oggetto misterioso il nuovo arrivo Thorstveldt, dal quale ci si aspetta molto, ma che forse deve ancora trovare la sua collocazione;
-Importantissimo per Max Allegri leggere già due volte il nome di Dusan Vlahovic nel tabellino del match. Sembra paradossale dirlo dopo una doppietta, ma il centravanti serbo è quello che, almeno in avvio, sembra più imballato, spesso anticipato o dimenticato in fuorigioco. Sapendo forse di dover ancora entrare nella sua forma ottimale, Vlahovic sfrutta con intelligenza le sue caratteristiche, conquistandosi il rigore che lui stesso trasforma, per poi sciogliersi in una incoraggiante prestazione in crescendo. Menzione finale poi per Alex Sandro, uno dei più contestati dopo le prove cadaveriche della passata stagione: stasera il brasiliano ripesca una prova vintage, direttamente dalle cantine del 2016, di buon auspicio vista la penuria che la Juventus ha nel suo ruolo.
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