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3 min

- di Federico Castiglioni

Considerazioni sparse post Fiorentina-Cremonese (3-2)


Una Viola molto altalenante strappa i tre punti allo scadere con una papera di Radu.


- La stagione viola inizia con le oramai tradizionali "provocazioni" di formazione di Vincenzo Italiano, pronto come al solito a far impazzire tutti: con Igor indisponibile, gli acciacchi di Gonzalez, Venuti e Duncan, e un Dodô in prevedibile ritardo di condizione, l'allenatore gigliato lancia titolari sulla catena di destra Kouamé e Benassi, con Maleh mezzala sinistra e Jovic al centro dell'attacco. Sottil, verso cui Italiano ha speso parole al miele nelle ultime uscite ai microfoni, parte dal primo minuto sulla corsia di sinistra. In casa Cremonese, Alvini senza Valeri e Castagnetti piazza un 3-4-1-2 molto verticale con l'idea di portare una forte pressione alta sui costruttori di gioco viola, al costo di rischiare con una difesa in campo aperto e tante situazioni di 1vs1 dei suoi terzini;

- L'approccio spigliato della Cremonese e le propensioni offensive della Fiorentina danno vita a un primo tempo divertente e dai ritmi alti, con i lombardi in sofferenza sugli esterni ma capaci far terra bruciata nelle zone centrali del campo, concedendosi spesso e volentieri delle ripartenze insidiose. Apre le danze l'eterno Jack Bonaventura, che apre il piatto battendo Radu dal limite dopo una bella assistenza di Kouamé. Risponde subito la Cremonese con Okereke, con uno splendido colpo di testa sul quale è troppo morbida l'opposizione di Martinez Quarta. I viola tornano poi in vantaggio con Jovic, ancora alquanto ingessato ma già animale di area di rigore. Vantaggio legittimato dalla Fiorentina, che nonostante una buona Cremonese riesce a trovare con grande facilità soluzione in ampiezza, e quando accelera è sempre pericolosa;

- La Cremonese rimane in 10 sul finale di tempo a causa dell'espulsione di Escalante, brutta entrata a metà campo e rosso diretto. Con i viola in vantaggio e in superiorità numerica, la ripresa sembrava indirizzata. E invece, contro ogni aspettative, i grigiorossi pur arretrando il raggio di azione non si sfaldano, mentre la Fiorentina si adagia sugli allori. Alvini scala Zanimacchia dalla trequarti a cc, senza rinunciare alla pressione sui costruttori di gioco viola e chiedendo sacrificio alle sue punte. Se il piano dell'ex allenatore del Perugia era di tenere il risultato e puntare sull'episodio, riesce in pieno: la Cremonese si salva in un paio di occasioni (ghiotta in particolare una di Jovic, tiro a botta sicura respinto), poi al 68' trova il gol rocambolesco su calcio d'angolo. Buonaiuto appena entrato calcia direttamente in porta, palla forse dentro forse no ma nel dubbio Bianchetti la ribadisce in porta. Sarà la Lega a decidere se si tratta di gol olimpico o meno, ma intanto il 2-2 è una doccia gelata per la Viola;

- Il finale di gara è un crescendo psicodrammatico per i toscani, con una Cremonese esausta ma che tira avanti spinta dall'adrenalina. Italiano butta dentro via via Dodô, Zurkowski, Mandragora, Saponara e Gonzalez, ma la Fiorentina ci mette parecchio per riprendersi dal colpo finendo nel finale negli assalti all'arma bianca (Milenkovic ha chiuso la gara da centravanti accanto a Jovic). Assalti che si realizzano al 96' in maniera sorprendente: quello che sembrava un cross innocuo di Mandragora viene letteralmente accompagnato in porta da Radu, che pochi minuti prima aveva negato la rete a Biraghi, levando dall'incrocio dei pali una punizione del capitano viola;

- Non sappiamo se quello della Cremonese sia un fuoco di paglia o meno (ottima organizzazione di gioco, ma poche individualità affidabili), di certo la squadra di Alvini avrebbe meritato di portarsi a casa un punto dal Franchi. Dall'altra parte, Italiano ha avuto ragione su alcuni rischi calcolati di formazione (giovedì c'è il Twente in Conference League), ma la sua squadra dopo un primo tempo brillante si è pericolosamente spenta. A livello individuale, Jovic seppur ancora in netto ritardo di condizione, sembra esser l'uomo giusto per coprire le mancanze al centro dell'attacco del post-Vlahovic. E accanto a lui Sottil e Kouamé hanno persino stupito per qualità e continuità di gioco, pur con un calo nel finale. Più che rivedibile la prova di Martinez Quarta, Gollini ingenuo sul gol del 2-2, mentre (ma questa è considerazione molto personale) qualche dubbio sull'efficacia di Amrabat come regista rimane, specialmente contro avversari che aggrediscono alto. Magari il rientro di Igor agevolerà il mediano ex-Verona, dando più soluzioni in fase di costruzione bassa oggi mancate.

(foto in copertina: Sky/ANSA)

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Scribacchino schierato sull'ala sinistra. Fiorentina o barbarie dal 1990. Evidenzio le complessità di un gioco molto semplice.

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