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6 min

- di Lorenzo Tognacci

Da 10 a 1: diamo i voti al GP d'Ungheria


Nonostante la Francia, prima dell'Ungheria ero proprio triste che arrivasse la pausa. Adesso no. Buona pausa estiva a tutti. Ringraziamo i meme.


Voto 10: "Through strength, I gain power" - Lord Wolff

Dall'arrivo di Dark Toto è proprio divertente ironizzare sul dualismo Sith/Mercedes, con Toto nei panni di un signore dei Sith in dolcevita, Hamilton un caduto rigenerato alla Darth Vader e Russell nei panni di un giovane Kylo Ren (perfetto visto che è difficile attribuirgli connotazioni negative). Continua il percorso alla ricerca della forza del team di Brackley: Kylo mette a segno una pole, Darth Vader si ricorda di pigiare i bottoncini per fare la voce grossa, i Jedi (come sempre) si zappano i piedi da soli. The perfect weekend. Unico consiglio: occhio a vestirsi sempre di nero ad agosto.

Voto 9: l'ombrellone stagionale di Chris Horner.

Intorno a marzo Chris Horner è stato chiamato dal suo bagnino di fiducia per capire se volesse prendere l'ombrellone per la ventura stagione marittima. Christian ha alzato il telefono, composto il numero di Binotto, e chiesto con estrema cortesia: "che piani avete quest'anno?". Binotto gli ha risposto con un discorso di 15 minuti sull'umiltà e la programmazione e i giovani e una marea di cazzate. Quindi Christian ha detto SÌ, CERTO CHE LO PRENDO L'OMBRELLONE IN SPIAGGIA, tanto in pista non c'è niente da fare.

Quindi Horner manda un cartonato al muretto, mette un call center a rispondere ai radio di Max, e a fine gara aggiorna la classifica per vedere quanti punti ha perso la Ferrari. È già pronto per sfoggiare un'abbronzatura degna del miglior body builder.

Voto 8: "Quanto sono belli gli scivoli di Aquafan, guarda mamma sbinno anche".

Se Horner è in spiaggia con Daiquiri in coppa e gabbiani ribelli, Max è uno che in spiaggia si annoia e quindi dall'Austria gli hanno regalato l'abbonamento ad Aquafan. Che ci siano 190 gradi all'ombra o temperature più nordiche e qualche nuvola niente può fermare il divertimento dei giochi acquatici per Max.

Fa talmente tante volte lo stesso scivolo che a un certo punto fa pure un 360 davanti alle macchine fotografiche, così, per aggiungere un po' di BRIO all'emozione della vetroresina colorata. Aveva pure trovato fila all'inizio, ma Max è il classico olandese in vacanza in Italia che non spiaccica una parola d'italiano e supera tutti gli altri bambini in fila dicendo che regalano panini al bar dall'altra parte del parco. Finché non si stanca questo non smette.

Voto 7: Le due palle di fieno nel deserto.

Norris e Alonso pascolano e arrivano alla fine. Alonso mette pure in riga Ocon che stava iniziando ad alzare un po' troppo la cresta, Norris boh... è tornato tutto come prima, come prevedibile. Intanto portano punti e quando c'è da mettere la gamba la mettono sempre, Alonso sembra aver invertito l'orologio biologico tanto che tra una decina d'anni potremmo vederlo vincere un mondiale, Lando invece sembra averlo fermato da quanto sembra si annoi in pista. Comunque 7 per la tenacia.

Voto 6: Ai fuxia di Latifi in FP3.

Giuro che ho riso di gusto, e mi sembra anche tutto internet l'abbia fatto vista l'ondata di meme a riguardo. Grazie, almeno la butti sul ridere.

Voto 5: Mattia Binotto

Bando alle ciance. Ho difeso Binotto, ho attaccato Binotto, riconosco come Binotto sia il team principal ma che in quanto tale non possa essere la causa scatenante di tutti i problemi, perché comunque se ci sono falle nel team vanno chiuse quelle, non aperte delle nuove.

Davanti alla reiterazione forse però è ora di farsi qualche domanda. Binotto è lentamente involuto in un essere incapace di interfacciarsi con i media e con il pubblico, che mostra una totale mancanza di controllo delle dinamiche di scuderia e che lentamente vede scivolarsi via dalle mani praticamente tutto. Riguardo alla comunicazione forse dovremmo nominare anche quella Silvia Hoffer che tanto avevo criticato qualche anno fa? A dire il vero sarebbe da mettere su una pira tutto il team a questo punto, perché non assumersi le proprie responsabilità, dopo tutto quello che è successo, è la chiara descrizione dello stato di salute di un'azienda, ma abbiamo un altro paio di nomi da fare.

Voto 4: Laurent Mekies

Questo è arrivato come il Messia in patria, il cervellone che nei piani doveva rimpiazzare Binotto e prendere in mano la Scuderia per riportarla a vertici altissimi, c'era chi lo eleggeva come il nuovo Todt (perché è francese, e basta). E la realtà dei fatti, carissima Maranello, ancora una volta, a oggi, qual è? Un chiaro ed evidente fallimento che, non si sa bene come, vede tutto quello che gravita attorno alla macchina e ai piloti come una valle di muffa e virus e parassiti veramente brutti.

Che se non ci fosse la macchina, un po' potremmo anche consolarci, come è stato gli ultimi anni. Invece hai la macchina lì, che viaggia ed è pure rampante come dovrebbe essere, i piloti sono in palla come non si vedeva da tanti anni e però tutto il contorno è a un grado di putrefazione che il Sottosopra di Stranger Things in confronto sembra le Maldive.

Voto 3: Iñaki Rueda

Questo poi, purtroppo per lui (o per noi?), ha raggiunto e spesso superato tutti i limiti dell'umana comprensione. Mentre la NASA osserva l'origine dell'universo con il suo nuovissimo James Webb, Rueda sente il peso e la responsabilità dei grandi uomini di spingersi più in là, sempre più in là, e scrivere nuove pagine di storia. Uno sport in cui anche la temperatura dei miei CO***ONI è controllata da 15 sensori diversi, in cui ogni singolo soggetto che anche solo respira lungo il paddock restituisce dati e statistiche analizzabili, tutto volto a fornire un quadro più leggibile e matematicamente interpretabile del futuro, Rueda no, Rueda non ci sta, Rueda è un artista, Rueda prende quella pila di numeri e suggerimenti tanto chiari e lampanti e ci versa sopra un bel barattolo di vernice bianca, dove la logica suggerisce di attendere Rueda di "NO!!!!", sente l'irrefrenabile desiderio istintivo di agire, di rientrare, di anticipare perché SÌ e nessun'altra spiegazione plausibile o anche solo lontanamente comprensibile.

Che si tratti di urlare in radio "BOX BOX BOX", che si tratti di parlare con Pirelli e sentirsi dire "Raga, scusate ma le gomme bianche fanno veramente cagare sto fine settimana", lui sente che c'è qualcosa di nascosto, che non ce la raccontano giusta, che c'è un segreto per beffare tutti e vincere coperto da uno scroscio di applausi. Rueda no, Rueda non ci sta, Rueda è superiore.

Voto 2: Mattia Binotto, Laurent Mekies e Iñaki Rueda

Team Principal, Racing Director, Sporting Director. Mattia Binotto, Laurent Mekies, Iñaki Rueda. Una lontanissima leggenda Maya dice che se ripeti questi nomi per più di 15 volte di fila senza mai sbagliare È ABBASTANZA PROBABILE che ti ritrovi al muretto Ferrari con un paio di cuffie in testa a chiamare qualcuno ai box.

Come ho già detto prima, se ci sono lacune nel team vanno risolte e colmate, non aperte di nuove. Benissimo qui ci troviamo davanti al più semplice e facile dei problemi: l'ammuffimento totale. Come quando apri il frigorifero e trovi la pesca che avevi comprato un paio di settimane fa che non è nemmeno più rossa, è bianca di spore e funghi e tutte quelle cose di cui non voglio nemmeno conoscere l'esistenza, cosa fai? La prendi e la butti nel bidone dell'organico oppure la mangi, la addenti con fervore e grande euforia, mastichi e deglutisci un turbinio di sapori non ancora conosciuti al palato umano e poi, con gli occhi gonfi e rossi, dici ai microfoni: "la pesca era buona, purtroppo l'orologio è andato troppo forte"?

Binotto che fulmina i microfoni descrivendo la macchina come poco performante, cosa assolutamente NON vera, che per L'ENNESIMA VOLTA non si assume nemmeno la più lontana responsabilità di quello che è successo è il più profondo, sconfinato, buio e irraggiungibile fondo che questo sport potesse raggiungere.

Voto 1: Iñaki Rueda, Laurent Mekies e Mattia Binotto

Il potere della trinità è inarrestabile e questi 3 ci hanno fatto capire che non abbiamo ancora toccato il fondo, nel senso che quando subentra il tocco dell'artista non esistono limiti all'immaginazione del cervello umano. E quindi il messaggio è chiaro: preparatevi, perché vogliamo continuare per la nostra strada, vogliamo riscrivere le pagine dell'umanità.

Derisi da tutto il paddock, derisi pure in post gara da Hamilton, Binotto se ne è uscito con "Altre squadre commettono errori, per dieci anni sono gli stessi, mantengono la stessa organizzazione e poi vincono un Mondiale. Non capisco perché si debba cambiare dopo ogni singolo errore" racchiude tutto il genio e la sregolatezza del trio comico. Purtroppo con queste parole Mattia ci ha fatto capire molto chiaramente come non abbia la minima idea di quello che succede attorno a lui e che anzi, è fermamente convinto del suo operato. Se Federico Fellini fosse ancora vivo avrebbe già una sceneggiatura perfetta per questi 3 artisti di caratura internazionale. Se Lars Von Trier fosse appassionato di Formula 1 avrebbe già pronto il contratto per girare Idioti 2. Basta, non ce la faccio più.

Voto 0: il video di addio di Vettel

Che cringe. Pure sotto alla Ferrari, che cringe.

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Rimini, 23/09/1994. Laureato in Comunicazione Pubblicitaria allo IED di Milano, freelance e multiforme. All’anagrafe porta il nome di Ayrton e la Formula 1 è appuntamento immancabile del weekend, a cui associa un passato da tennista sgangherato e anni di stadio a Cesena. Incallito e vorticoso consumatore di vinili e di cinema.

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