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3 min

- di Luca Barbara

Considerazioni sparse post GP d’Ungheria


Tifare Ferrari nuoce gravemente alla salute.


- Parti decimo, vinci la gara. Ci sarebbe poco altro da aggiungere se solo non avessimo assistito ad un vero e proprio suicidio da parte della Scuderia Ferrari. Ma approfondiremo dopo. Concentrandoci sulla gara di Max non possiamo far altro che tirare giù il cappello, visto che già dal primo giro aveva recuperato due posizioni nonostante una partenza sicuramente non perfetta. Dopo qualche tornata eccolo lì, già misteriosamente alle spalle di Sainz, a pochi secondi dal leader Leclerc. Panico, terrore per tutti. Oggi si è concesso anche il lusso di un testacoda, primo errore dell’anno. Non ha influito, ha addrizzato la macchina ed è tornato a prendere tutti. Fenomeno devastante;

- La gara l’ha vinta il muretto RedBull. E’ vero, in Ferrari non ne fanno una giusta ma non facciamoci prendere dall’esasperazione del tifoso deluso che ha solo voglia di gridare e di divertirsi con la bambolina woodoo di Binotto (io mi sono già sfogato, ecco questa inconsueta lucidità). Il masochismo nel voler esprimere grande superiorità al sabato per poi finire alla domenica come se si fosse andati in giro in carriola sarebbe da far analizzare da uno molto bravo. Però. La mossa del pit stop RedBull al giro 39, con i rossi COMODAMENTE in controllo ha sparigliato le carte dei partecipanti, mandando, ovviamente, la Ferrari in confusione. Mai come quest’anno gli strateghi stanno decidendo il mondiale, e gli 80 punti di differenza tra Verstappen e Leclerc sono la fotografia perfetta della differenza di qualità;

- Il motivo principale del disastro è la mancanza delle stesse mescole a disposizione del box RedBull. La Ferrari aveva un set di gialle nuove in meno, cosa che ha impedito di ”copiare” la strategia nel momento del bisogno. Però... far entrare Leclerc, al comando ed ancora in controllo con le gomme gialle e soprattutto farlo uscire con le gomme dure, che, montate sulle Alpine, di certo non stavano facendo luccicare gli occhi, ha il sapore di vero e proprio suicidio. Era abbastanza chiaro a tutti che se c’era uno che sarebbe dovuto rimanere fuori, quello era Leclerc. Non per gerarchia, non per scelta strategica, semplicemente perchè aveva 6 giri fatti su gomma gialla in meno rispetto a Sainz. Quindi, se proprio vuoi montare queste benedette bianche, fai entrare Sainz, lasci fuori Leclerc e provi a fargli giocare la vittoria con le rosse a 18-20 giri dalla fine. In più, la Ferrari ha peccato di presunzione al primo stint. Si poteva stare fuori diversi giri in più, entrare così presto (quasi come se fossero delle gomme soft) alla fine è risultato evidentemente deleterio. Anche i ragazzi dei box, concludendo, sembrano stiano soffrendo questa ”pressione” del non poter sbagliare più. Il risultato sono dei pit-stop di almeno 2 secondi più lenti rispetto a quelli da record di inizio anno. Ora arriva la pausa, speriamo possa portare tutti a ritrovare un po’ di serenità in più;

- Fatto sta che le Ferrari, partite seconda e terza e che fino a metà gara avevano come unico problema quello di decidere se finire sotto la bandiera a scacchi in parade o no, sono finite giù dal podio. Giù dal podio. Incredibile, paradossale, frustrante. Probabilmente, come ha sostenuto Binotto a fine gara, la Ferrari oggi, soprattutto nella seconda metà di gara, non aveva il miglior passo possibile o per lo meno non al livello di RedBull, nonostante a fare la differenza sia stato Verstappen a vedere la performance di Perez. E’ vero, sull’asfalto caldo del venerdì era un’altra musica, è vero, oggi poteva piovere, è vero, in RedBull sono dei diavoli a tirare sempre fuori la strategia giusta dal cilindro. Vero tutto, ma basta farsi ridere dietro da tutto il paddock, please. Fatelo per Enzo, fatelo per quel cavallino preso in dote dall’asso Baracca. Tifare Ferrari, l’abbiamo già detto, nuoce gravemente alla salute;

Uno dei tanti meme presenti sui social.

- God save the King. Come dice spesso un amico ”questi qui han rivoltato un barattolo in macchina competitiva in 10 gare”. Mercedes ha fatto il solito gran lavoro. Ma le ultime gare di Lewis Hamilton sono letteralmente da masterclass. In particolare oggi, dopo una qualifica in sofferenza per un problema al DRS, oltre al solito master di tyre saving ha aggiunto la classe del campione del mondo, portando a termine due sorpassi magnifici su Sainz e sul compagno di squadra Russell. Dopo il clamoroso furto dello scorso titolo iridato (si può dire adesso?) continuare a pestare in questo modo, con questa voglia e soprattutto con questo ritmo, è roba da fuoriclasse autentici. Probabilmente da GOAT.

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34 anni, pugliese di nascita, siciliano, ciociaro e ligure d'adozione. Ex pallanuotista, da sempre appassionato di sport in generale ma con una fissazione per il futbòl. Ho visto giocare Ronaldinho contro Romario al Maracanà di Rio de Janeiro nel 1999. Trasmissione sportiva preferita: Tutto il calcio minuto per minuto.

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