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3 min

- di Luca Barbara

Considerazioni sparse post GP di Francia


Erroraccio di Leclerc, vince Verstappen che ipoteca il titolo. Sainz, partito penultimo, finisce quinto. Completano il podio Hamilton e Russell.


- Difficile in questo momento trovare un difetto a Max Verstappen. Pilota talentuoso, furbo, calcolatore, ottimo tyre saver, diventato bravo anche nelle interviste di pre e post gara. Sa quando spingere, sa quando mettere pressione all’avversario (vedi su Sainz a Silverstone) e sa quando è meglio effettuare il sorpasso. Si sta (scusate) hamiltonizzado, insomma. I punti di vantaggio sul secondo in classifica provvisoria sono un’infinità in proporzione ai punti che ci sono ancora a disposizione. Lui, in ogni caso, sta dimostrando domenica dopo domenica quanto stia meritando di ”indossare” quel numero 1;

- Era da un po’ di tempo che non si vedevano due Mercedes sul podio (Arabia Saudita della stagione scorsa). Sinceramente, a vedere le prestazioni di inizio anno, era quasi impronosticabile pensare che potesse succedere quest’anno. Invece Hamilton, secondo, e Russell hanno riportato la casa tedesca ai vecchi fasti, seppur in maniera diversa. Hamilton, dopo una gran partenza, ha gestito la gara in maniera quasi perfetta (solo una sbavatura per lui), rischiando niente nella sua trecentesima gara, non fosse stato per il problemino del drinking rotto con 57 gradi di temperatura di asfalto. Non male per un ragazzo di 37 anni. Feeling opposto per Russell, che questo podio l’ha dovuto sudare fino all’ultimo a causa di un’accesissima lotta con Sergio Perez;

Uno sfinito Hamilton si accascia nel retro podio.

- Buonissimo weekend anche per Fernando Alonso, altro vecchio leone. Partenza straordinaria anche per il pilota Alpine, uno degli idoli di casa per forza di cose, poi gestione della gomma e arrivo in carrozza al sesto posto. Ottimi punti per lui e per la casa francese, che ha portato Ocon all’ottavo posto finale. Team ambizioso, quello dell’Alpine, che se si farà ispirare dallo spirito del suo capo pilota saprà togliersi grandi soddisfazioni in futuro;

L’errore a Signes che ha condannato Leclerc.

- Charles, così non va. Errare è umano, fino ad oggi era successo (purtroppo) solo ad Imola, quindi l’errore del Paul Ricard glielo perdoniamo tutti, nonostante metta una definitiva croce sulla lotta al titolo. La strenua difesa con cui era riuscito a tener dietro per 16 giri un Verstappen più in palla potevano far presagire la solita gara epica da parte del monegasco. E invece l’errore alla Courbe de Signes, quello che inibisce ogni desiderio. Niente da recriminare, non fosse per quel team radio accusatorio nei confronti di un presunto problema all’acceleratore (nel post gara ha ammesso di aver sbagliato con lo sfogo, bravo!). L’errore purtroppo è evidente, macchina sovrasterzante, linea persa, pilota che fa di tutto per non subire l’undercut da parte dell’avversario. Tutto lecito, tutto comprensibile. Abbiamo tutto il tempo per tornare a volerci bene come dopo l’Austria;

- Dall’altra parte del box Ferrari, allo stesso tempo, c’è un pilota che vuole e deve assolutamente cavalcare il momento di straordinaria empatia con i tifosi della rossa. La vittoria storica di Silverstone, la sfortuna dell’Austria e soprattutto la generosissima scia che ha offerto al compagno di squadra durante le Q3 di Le Castellet, hanno consentito uno spool nell’indice di gradimento verso Carlos Sainz. Oggi gara ottima da parte dello spagnolo, partito alla casella 19 per la sostituzione della PU ed arrivato in quinta posizione, guadagnandosi il riconoscimento simbolico per il miglior sorpasso del fine settimana (quello a Signes su Russel, all’esterno).

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34 anni, pugliese di nascita, siciliano, ciociaro e ligure d'adozione. Ex pallanuotista, da sempre appassionato di sport in generale ma con una fissazione per il futbòl. Ho visto giocare Ronaldinho contro Romario al Maracanà di Rio de Janeiro nel 1999. Trasmissione sportiva preferita: Tutto il calcio minuto per minuto.

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