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3 min

- di Andrea Ebana

Considerazioni sparse sull’arrivo di Bremer alla Juventus


Il difensore brasiliano cambia sponda del Po e si veste di bianconero per la bellezza di 41 milioni più 9 di bonus: l'Inter, dopo Dybala, per la seconda volta in due giorni resta una sposa solo promessa.


- Gleison Bremer è ufficialmente un giocatore della Juventus. I bianconeri hanno sorpassato all’ultima curva l’Inter, che dopo Dybala perde un altro “promesso sposo”: l’offerta cash a 41 milioni più 9 di bonus ha ingolosito il club granata più di ogni altra contropartita tecnica, e infine l’operazione si è fatta tutta all’ombra della Mole Antonelliana. Il difensore brasiliano non dovrà preoccuparsi più di tanto del trasloco, dal momento che cambierà solo sponda del Po, passando dal lato granata a quello bianconero. Gli ultimi farlo sono stati gli “odiatissimi” Angelo Ogbonna e Federico Balzaretti, addirittura cresciuti nel vivaio granata e poi passati agli storici rivali cittadini: due precedenti non certamente memorabili per quanto fecero vedere dopo il loro passaggio alla Juventus, da cui Bremer dovrà prontamente discostarsi;

- I bianconeri avevano l’esigenza assoluta di sostituire Matthijs De Ligt, volato al Bayern poche ore prima: l’a.d. Arrivabene non ha esitato più di tanto e si è buttato nella trattativa con i dobloni nella valigetta, concludendo l’affare in mezza giornata e consegnando a Max Allegri quello premiato come miglior difensore dell'ultima Serie A. Dopo Pogba e Di Maria, il 25enne brasiliano è il terzo grande colpo dell’estate, ma forse, per esigenze tattiche e futuribilità, potrebbe essere il più importante. Per caratteristiche però, più che all’olandese, Bremer potrebbe somigliare più a Chiellini, sebbene meno esperto e dotato di maggiore atletismo e velocità dell’ultima versione di Re Giorgio: a vederla così, sembra quasi scontata una difesa a 3 con Bonucci e Danilo, ma solo il tempo ci dirà la soluzione che Allegri ha in mente;

- Gleison Bremer nell’ultima stagione è stato interprete di prestazioni, semplicemente, mostruose: chi sostiene che sia per merito della fase difensiva di Juric, a parer dello scrivente, si sbaglia non di poco, perché il brasiliano in realtà esplose con Walter Mazzarri, che applicava un credo tattico completamente differente ed ebbe il merito di lanciarlo da titolare. Da sempre dotato di grande stacco, anticipo e senso del gol, a dirla tutta Bremer nell’ultima stagione ha mostrato di possedere anche una grande velocità nel rincorrere gli avversari (data la fase difensiva altissima applicata dal Torino), ma per il resto il suo repertorio era già in evidenza: inoltre, arrivato molto acerbo dall’Atletico Mineiro, negli anni ha messo in luce una grande capacità di miglioramento ed adattamento, che a forza di giocare ad alto livello potrebbero tornare utilissime. Una "boutade": e se, visto l’ultimo De Ligt alla Juve, facesse addirittura meglio?;

- E dalla parte del Torino? Se da una parte è vero che Cairo ancora una volta ha mostrato pochissima sensibilità verso la tifoseria, scegliendo per la cessione la squadra meno amata, dall’altra ha per l’ennesima volta dimostrato di esser un abilissimo venditore. Se alcuni affari fatti in passato (Maksimovic a 25 milioni, Darmian a 18, Cerci a 14, Ogbonna a 13) avevano già evidenziato questa capacità, questi 41 (+9) milioni rappresentano l’incasso più alto nella storia del Torino: Bremer, a differenza di Belotti in passato, è stato venduto proprio nel momento giusto per incassare di più. Ora il punto sta in come il presidente granata vorrà spender l’incasso: dopo un’estate in cui ha già perso Belotti, Mandragora, Pobega e Brekalo, la tifoseria esige che quella cifra venga spesa per migliorare il roster a disposizione di Juric. Il timore, forte, è però che come spesso accaduto in passato, Cairo si limiterà a piccoli ritocchi, tenendo fede al suo proverbiale braccino e di fatto mantenendo lo status del Torino a quel che è da quando è arrivato: una squadra di medio bassa classifica costruita su prestiti, senza progetti né velleità;

- Quanti equilibri sposta questo movimento di mercato? Tantissimi. Per la Juventus, che si è assicurata con Bremer un centrale relativamente giovane ed integro fisicamente (salta pochissime gare tra infortuni e squalifiche) di fatto realizzando un piccolo delta favorevole (manco tanto, circa 20 milioni) tra la cessione di De Ligt e il suo acquisto: con quel tesoretto, magari potrà metter a segno ancora un colpo. Per il Torino, ora costretto a reinvestire in tutti i reparti perché ha di fatto perso la sua spina dorsale nel mercato estivo (Bremer-Mandragora-Belotti, si diceva). Ma non solo, perché anche chi non è coinvolto direttamente lo sarà indirettamente: l’Inter, uscita dai giochi in extremis, a questo punto dovrà provare a difendersi dagli attacchi parigini e tenersi Skriniar, ed il PSG dovrà cercare sul mercato un centrale di pari caratura (ammesso che ci sia). Insomma, un battito d’ali sotto la Mole potrebbe generare un ciclone tra la Madonnina e la Tour Eiffel…

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Torinese e granata dal 1984, dopo una laurea in Filosofia, opto per diventare allenatore professionista di pallavolo, giusto per assicurarmi una condizione di permanente precarietà emotiva e sociale. Questa scelta, influenzata non poco dalla Generazione di Fenomeni che vinse tutto a cavallo degli anni 90', mi porta da anni a girovagare per l'Europa inseguendo sogni e palloni, ma anche a rinunciare spesso a tutto il resto di cose che amo fare nella vita: nei momenti di sconforto per fortuna esistono i libri, il mare, il cioccolato fondente e le storie di sport in cui la classe operaia va in paradiso.

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