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3 min

- di Federico Castiglioni

Considerazioni sparse post Italia-Islanda (1-1)


Pari in agrodolce per le azzurre, che rimontano lo svantaggio e rimangono in corsa per il passaggio del turno. Decisiva la partita contro il Belgio di lunedì prossimo.


- Dopo la debacle contro la Francia, la CT Bertolini fa una mezza rivoluzione nell'undici titolare: fuori la capitana della Roma Bartoli per Di Guglielmo in difesa, fuori Giugliano e Galli in mediana per Simonetti e Rosucci (che non avevano sfigurato nella ripresa contro le blues), fuori il tandem offensivo della Juventus Bonansea-Girelli e dentro dall'inizio Giacinti e Piemonte, autrice del gol alla Francia. Eppure l'avvio è delle azzurre è ancora negativo. Dopo appena due minuti, una rimessa lunga dell'Islanda è mal gestita dall'Italia, palla che rimane in area e Vilhjálmsdóttir è la più lesta di tutte a colpire a rete. Per la seconda volta di fila impatto con la gara traumatico delle azzurre, che ci metteranno non poco tempo per ritrovare testa e ordine in campo;

- L'Islanda è una nazionale estremamente fisica e votata al gioco di ripartenza, con un tasso tecnico non eccellente ma alcune individualità importanti. Nell'isola, su 350mila abitanti, 70mila praticano il calcio come tesserati della federazione islandese. Di questi, 10mila sono donne (in Italia sono 30mila su oltre un milione di iscritti FIGC). Tra queste sicuramente spicca la capitana Gunnarsdóttir, fresca neo-acquisto della Juventus. Nonostante un'ultima stagione passata in gran parte fuori dal campo causa maternità, è bi-campionessa d'Europa con il Lione, con tanto di rete nella finale Champions del 2021;

- La difficoltà dell'Italia nel macinare gioco dura tutto il primo tempo, dove gli squilli estemporanei sono una conclusione da fuori di Caruso (ancora male la trequartista bianconera, fuori all'intervallo) e una ghiotta occasione per Piemonte, che si smarca bene in area ma da 7 metri ciabatta a lato. Le azzurre, pur in un crescendo di pressione portata all'area dell'Islanda, mostrano poca lucidità e poca qualità nell'ultimo quarto di campo. Nella ripresa Bertolini prova a cambiare musica e ripesca subito Bonansea per un tridente con più ampiezza e qualità nell'1vs1, seguita poco dopo da Girelli per Piemonte. I 45 minuti sedute dopo la brutta prestazione contro la Francia sembrano aver fatto bene alla coppia juventina, che finalmente offre all'Italia quella tecnica negli sviluppi in avanti che stava mancando. Al resto ci pensano le vecchie regole del calcio, "gol sbagliato=gol subito": su una punizione laterale Jóhannsdóttir si divora lo 0-2, ripartenza Italia con verticale immediata per Bonansea, rimpallo vinto, palla bassa dentro e gol di Bergamaschi. Ed è ancora Bonansea, dieci minuti dopo, a sfiorare il raddoppio trovando però Sigurðardóttir attenta, con la benevola collaborazione del palo;

- Il forcing finale non basta all'Italia, che scoperta rischia anche qualcosa di troppo ma viene graziata negli ultimi minuti dalle imprecisioni ancora di Vilhjálmsdóttir e Jónsdóttir. Nel complesso, la prova delle azzurre è positiva, ma non abbastanza da dire che i 3 punti sarebbero stati meritati: troppa modesta la produzione offensiva nonostante il dominio in termini di possesso, a fronte di un avversario che portatosi subito avanti ha poi avuto poche velleità anche solo di gestire il pallone, limitandosi a difendere. E forse su questo le islandesi avranno qualcosa su cui rammaricarsi, alla seconda rimonta subita in due partite. Con la Francia (già qualificata) in vista, potrebbero aver sprecato l'ultimo match-ball a disposizione per i quarti di finale. Per le azzurre tutto rimandato alla gara proprio contro le belghe: 1 punto strappato all'Islanda come l'Italia, ma un passivo ben più contenuto contro la Francia, limitato al 2-1;

- Prestazioni individuali: seppur poco sollecitata, dietro balbetta ancora l'Italia (Gama male sul gol) dove la nota più positiva, specie in termini di sicurezza recuperata, è la portiera Giuliani. Rosucci e soprattutto Simonetti in mezzo si confermano con prestazioni di livello, tanto di spada che di fioretto. Annaspa Piemonte, male davanti e forse peggio dietro (sua la deviazione di testa che di fatto favorisce l'1-0 dell'Islanda): scelta forse troppo radicale quella di Bertolini di schierarla dal primo minuto. Bergamaschi vede premiata con il gol un'altra prova di quantità. Giacinti gara di sportellate e sacrificio, ma non trova mai il guizzo in più: nel finale, forse al suo posto la capocannoniera della Serie A Sabatino avrebbe meritato un maggior minutaggio.

(foto in copertina DANIEL MIHAILESCU/AFP)

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Scribacchino schierato sull'ala sinistra. Fiorentina o barbarie dal 1990. Evidenzio le complessità di un gioco molto semplice.

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