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3 min

- di Luca Barbara

Considerazioni sparse post GP d’Austria


In mezzo alla marea orange, vince Charles Leclerc dopo una gara eroica! Il motore di Sainz si rompe sul più bello e sul podio vanno Verstappen ed Hamilton.


- Sono serviti 3 sorpassi a Verstappen, 2 pit stop e una rottura al pedale dell’acceleratore a Charles Leclerc per trionfare al Gran Premio d’Austria, in casa Red Bull. Una gara da parte del monegasco che abbiamo definito epica senza avere paura di essere smentiti. Inizio di gestione, riconquista del DRS su Max, primo sorpasso e poi gara in discesa, se non fosse per gli ulteriori due sorpassi che è stato costretto ad effettuare per avere la meglio sul rivale olandese. Fino agli ultimi 5 giri di pura passione, con quel throttle che non ne voleva sapere di scendere, mettendo alla prova tutte le skill del fenomeno rosso. Adesso i punti di svantaggio sono 38, senza voler entrare nella stucchevole polemica sulla gerarchia, crediamo che, con Sainz a 75 punti dal leader (Ánimo Carlos), ci siano davvero pochi dubbi su chi dovrebbe essere il pilota su cui la Ferrari dovrebbe puntare per provare a contendere il titolo a Verstappen;

- E’ stata una gara bellissima. Le nuove monoposto sono fatte per il corpo a corpo e, al di là dei circuiti cittadini, ogni fine settimana sembra che ci sia il potenziale per assistere alla gara dell’anno. Avevamo etichettato Silverstone quale gara più bella degli ultimi anni ma il Red Bull ring non è di certo stato da meno. Abbiamo vissuto momenti di hype massimo, al di là del “solito” duello Leclerc-Verstappen, in cui la massima espressione è stata il bellissimo duello a quattro tra Norris, Zhou, Alonso e Magnussen. Attacchi, difese, strategie completamente ribaltate e la solita Virtual Safety Car. Possiamo andar via dall’Austria decisamente soddisfatti;

- Mick Schumacher ha svoltato. Dopo i suoi primi due punti ottenuti a Silverstone, in cui probabilmente avrebbe meritato spazio anche nelle nostre considerazioni, se solo non fosse stato per l’enorme mole di argomenti che il Gran Premio d’Inghilterra ci ha lasciato, il tedesco si è lasciato scivolare via ansie e paure. Fantastico il duello nientepopodimeno con Sir Lewis Hamilton (oggi masterclass di tyre saving da parte sua e ulteriore paga data a Georgino), bellissimo il sesto posto ottenuto alla fine, davanti anche al suo compagno di squadra, questo weekend letteralmente surclassato. Si dice che la Haas in Austria avesse introdotto novità sulla parte ibrida ma questo fantastico piazzamento porta al 100% la firma del nostro Junior;

- L’affidabilità della monoposto rossa si conferma un serissimo problema per il prosieguo del campionato. Anche oggi un ritiro dovuto alla Power Unit di Sainz andata a farsi benedire sul più bello (avrebbe conteso a Verstappen la seconda piazza), oltre a un grosso problema all’acceleratore a Leclerc (rimaneva sempre aperto), costretto a 5-6 giri in cui ha dovuto tirar fuori tutto il suo sconfinato talento per vincere la gara. Nella giornata in cui Red Bull sembrava essere clamorosamente in difficoltà, con Verstappen non particolarmente in forma e Perez ritirato quasi subito, i potenziali 18 punti di Sainz sarebbero stati ossigeno pensando alla classifica costruttori, ormai definitivamente compromessa. Ha vinto Charles ma la Ferrari quest’anno ha il magico potere di riuscire a lasciarci sempre e comunque con un pizzico di amaro in bocca;

- Il circo della Formula 1 mette in mostra l’ennesima “quasi” tragedia dopo il pauroso incidente di Zhou a Silverstone. Durante la sprint del Red Bull ring stava per succedere la stessa cosa al buon Gasly. Vediamo quando si vorrà porre rimedio a quello che, a oggi, è un pericolosissimo inconveniente. Oggi la vittima sacrificale sarebbe stata Sainz, che si è trovato nel bel mezzo di un incendio alla sua monoposto senza riuscire ad uscire dall’abitacolo, da regolamento con il cambio in folle. In campo aeronautico si parla di blood priority che, purtroppo o per fortuna, è stato efficace con l’introduzione dell’halo dopo l’ncidente a Bianchi. Un po’ di safety predittiva non farebbe male, altro che track limits...

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34 anni, pugliese di nascita, siciliano, ciociaro e ligure d'adozione. Ex pallanuotista, da sempre appassionato di sport in generale ma con una fissazione per il futbòl. Ho visto giocare Ronaldinho contro Romario al Maracanà di Rio de Janeiro nel 1999. Trasmissione sportiva preferita: Tutto il calcio minuto per minuto.

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