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2 min

- di Matteo Orlandi

Considerazioni sparse sull’arrivo di Di Maria alla Juventus


È arrivato il Fideo.


- Dopo un certo numero di sessioni di calciomercato seguite, le immagini, i nomi, i volti e gli episodi si accavallano in testa senza un ordine preciso. Una immagine in particolare mi è tornata in mente in questi giorni: era il 2014 o forse il 2015, chissà. Io seduto sul divano appiccicoso nel mezzo dell'estate, un ventilatore sparato dritto in faccia e Maurizio Compagnoni seduto e abbronzatissimo nello studio di Sky Sport 24 in tv. Gli viene posta una domanda secca “Maurizio, un nome per il salto di qualità della Juventus”. Compagnoni risponde al volo, senza nemmeno pensarci “Di Maria”. Magari, pensai;

- Di Maria invece arriva a Torino nel 2022, a 35 anni, a parametro zero. Ha giocato una stagione tutto sommato sufficiente a Parigi e a Wembley contro l'Italia ha fatto vedere che un campione in fondo è un campione per sempre. La trattativa è stata lunga ed estenuante e si è mossa dentro le voci di un Di Maria nemmeno troppo frettoloso di chiuderla presto, con l'orecchio teso verso il Camp Nou;

- Può essere un problema acquistare un campione? Tendenzialmente, mai. Di Maria è uno dei giocatori migliori della sua generazione e arriva a Torino a cifre sostenibili, con un contratto di un solo anno, come un’automobile in leasing. Tecnicamente copre un buco in rosa molto evidente (serve anche un'altra ala ad ogni modo) e si dovrebbe sposare molto bene con il 4-3-3 nella testa di mister Allegri (anche se nella testa di Mister Minnesota c'è probabilmente ora solo una bella mangiata di pesce e un sonnellino in barca in mare aperto);

- Eppure non siamo nel 2014. Di Maria non è quel top player mondiale che la Juve poteva ambire ad acquistare. E' piuttosto un jolly in grado di portare la famosa esperienza richiesta da Allegri, con l'obiettivo di provare a tuonare con autorità sul campionato italiano, un campionato pur sempre deciso da un attaccante trentacinquenne che faceva mobilio al Chelsea. Funzionerà?;

- Non si sa se funzionerà ed è sbagliato fare oracoli così presto. Molto dipenderà dalla serietà e dall'attitudine al lavoro del giocatore e soprattutto alla sua condizione post-Mondiale, l'ultimo obiettivo dichiarato della carriera del Fideo, al netto del contratto bianconero. Un Di Maria in palla, fisicamente pronto e mentalmente sul pezzo può spaccare ancora in due questa Serie A. Tuttavia, c'è un uomo che ha scommesso contro Di Maria e più in generale contro questa ennesima campagna acquisti juventina pigra, senza vere idee e sempre a girare intorno i soliti nomi. E' De Ligt. La richiesta di cessione della stella del futuro bianconero certifica, al netto dei risultati che vedremo quest'anno, un fallimento progettuale che non può certo essere nascosto dall'acquisto di un fortissimo trentacinquenne a parametro zero. Bisogna guardare più la luna e meno il dito per tornare grandi.

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È nato pochi giorni dopo l’ultima Champions League vinta dalla Juventus. Ama gli sportivi fragili, gli 1-0 e i trequartisti con i calzettini abbassati. Sembra sia laureato in Giurisprudenza.

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