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2 min

- di Francesco Grippa

Considerazioni sparse post Djokovic-Norrie (2-6 6-3 6-2 6-4)


Un generoso Norrie non può nulla contro Djokovic. Il serbo centra la sua 8a finale ai Championships dove ha già trionfato in 6 occasioni.


- Novak Djokovic è di nuovo in finale a Wimbledon, confermando i favori della vigilia e trovandosi a soli 3 set dall’ennesimo record. Un Djokovic attento quando conta e cinico quanto basta centra il suo obiettivo in 4 set, nessuno dei quali davvero combattuto. Nella finale di domenica il serbo andrà a caccia del suo 7° titolo a Londra e il 21° Slam totale. Un suo eventuale successo lo porterebbe rispettivamente ad una sola lunghezza dal record di Federer a Church Road e di Nadal nel computo complessivo dei Major;

- Anche oggi il serbo parte contratto, regalando praticamente un intero set a Cameron Norrie. Se nel precedente turno con Sinner c’erano voluti un paio di parziali di rodaggio, questa volta ne è sufficiente uno solo per infrangere i sogni dell’inglese padrone di casa. L’impressione è che, pur senza la continuità degli anni d’oro, il serbo sia ancora il migliore su questa superficie e possa innalzare praticamente a piacimento il livello del proprio tennis. Non a caso, nonostante lo svantaggio, tutti si aspettano la rimonta del numero 3 al mondo, che non tarda ad arrivare;

- Cameron Norrie approccia al meglio la sua prima semifinale slam, approfittando dell’inizio orrendo del suo avversario. L’inglese, pur con qualche colpa soprattutto nel secondo parziale che a conti fatti è quello della svolta, si mantiene su un livello abbastanza costante per tutta la partita, ma non ha, suo malgrado, le armi per reggere il ritorno del serbo. Un plauso comunque al suo torneo, il migliore della carriera, che anche oggi ha onorato fino alla fine;

- Magro venerdì di semifinali maschili per gli appassionati che hanno assistito ad un'unica partita obiettivamente brutta, in cui gli errori hanno prevalso sui vincenti e nella quale è mancato il pathos che era invece lecito attendersi. Pochi spunti anche dal punto di vista tecnico-tattico, con Norrie che ha subito su entrambe le diagonali ed è spesso andato fuori giri nel tentativo di sostenere il pressing da fondo dell’avversario;

- Sulla strada tra Djokovic e l’ennesimo record si troverà domenica pomeriggio Nick Kyrgios, che ha beneficiato del forfait di Nadal e si è ritrovato anzitempo in finale senza giocare. La componente di genio e sregolatezza dell’australiano potrebbe davvero essere l’unico modo per abbattere il muro serbo. Registriamo comunque che in un Wimbledon orfano dei russi, Berrettini, con Zverev e Federer ai box e con Nadal menomato, si avrà comunque la possibilità di assistere alla migliore finale possibile.


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Classe ‘97, genuinamente salernitano. Sta per completare il proprio percorso di studi e cerca di conciliare la passione per la fisica con quella per lo sport. Prestato prima al basket e poi al calcio, ma da sempre innamorato del tennis. Adora la musica rap, il cinema thriller e soprattutto leggere e raccontare.

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