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3 min

- di Khaled Gueddim

Considerazioni sparse post Nadal-Van de Zandschulp (6-4 6-2 7-6)


Tra i vari video su youtube ieri mattina mi sono imbattuto in una serie di grandi punti giocati da Nadal nel corso degli ultimi anni, e su un passante lungolinea allo US Open del 2019 mi è capitato di pensare “questo sì che era un grande Nadal!”, per poi realizzare che la sera stessa Nadal avrebbe quasi sicuramente vinto la diciottesima partita a livello slam su 18 giocate nel 2022. Giunta la sera possiamo togliere il quasi, dato che in meno di due ore e mezza lo spagnolo sconfigge Botic Van de Zandschulp approdando così per l’ottava volta in carriera ai quarti di finale dei Championships dove non ha mai perso.


- Il primo set si apre con un Nadal che impone subito un ritmo elevato, raggiungendo due palle break nel primo game di risposta (anche grazie ad un punto sul 30-15 in cui compie dei recuperi che mostrano una condizione fisica per nulla problematica), ma Van de Zandschulp è bravo a raffreddare gli animi grazie a un buon rendimento con la prima. A proposito di servizio il maiorchino non lascia nemmeno le briciole all’avversario, fino ad arrivare al turno di servizio più pesante per quest’ultimo, quello sul 5-4, in cui, sfruttando un paio di errori dell’olandese, raggiunge un set point, che come suo solito gioca alla perfezione, indirizzando dopo 42 minuti la partita sui suoi binari;

- L’inizio di secondo set comincia come il primo con l’aggressività del due volte campione di Wimbledon, che questa volta però, dato probabilmente lo sconforto del set appena perso, non trova nell’avversario la resistenza trovata nel primo parziale. Così, in pochi minuti lo spagnolo si porta sul 3 a 0 e da lì in avanti, anche grazie al grande rendimento del servizio, chiude con grande facilità sul 6-2;

- Nel terzo set, lo schema che aveva governato i due parziali precedenti, ovvero partenza forte nei primi game e infine break a chiudere il set, si inverte: infatti, a sorpresa, è Van de Zandschulp che brekka. A riportare le cose nell’ordine generale ci pensa la legge del controbreak, che come suo solito si abbatte ferocemente su chi compie l’oltraggio di togliere il servizio allo spagnolo. Inoltre, per punire ulteriormente lo sfrontato ribelle ecco inflitto il secondo break consecutivo che porta Nadal sul 4-2 e poi ancora un altro per chiudere definitivamente la questione. O forse no…;

- Incredibilmente dal 5-2 40 pari il 22 volte campione slam perde tre game di fila, subendo tra l’altro un parziale di 10 punti a 2 da quando ha servito per il match. Si arriva così al tiebreak. Nadal ottiene subito un minibreak con un bellissimo lungolinea di rovescio, ma due punti dopo lo ha già perso; allora sul 3-2, dopo uno scambio di oltre 30 colpi, terminato da una palla corta sbagliata dell’avversario, si riporta avanti. Poi prima si porta sul 6-3, dopo si vede annullare i primi due match point dal servizio avversario e infine anche quello col suo servizio. Alla quarta occasione, grazie a uno smash sbagliato dal n. 25 al mondo, riesce a chiudere, tirando un sospiro di sollievo che fino a pochi minuti prima era impronosticabile;

- Tutto sommato prestazione solida e positiva da parte del n. 4 al mondo, che dopo aver perso un set sia nel primo che nel secondo turno, riesce a chiudere la seconda partita consecutiva con un 3-0. Ora ai quarti di finale se la vedrà con Taylor Fritz e i cali di tensione di questo quarto turno potrebbero essere letali, dato che l’americano è l’unico giocatore a non aver perso nemmeno un set nel tabellone (agevolato ad onor del vero da un tabellone da sogno). Il servizio-dritto devastante dell’americano creerà indubbiamente qualche grattacapo al maiorchino, che però, se continuerà a crescere nel rendimento come sta facendo, dovrebbe riuscire a trovare le giuste contromisure e avvicinarsi alle fasi finali di un titolo che manca da non poco tempo in quella bacheca in costante aggiornamento. Per Botic Van de Zandschulp un match da montagne russe, in cui ha alternato cose ottime come alcuni passanti in corsa che data la physique du rôle erano difficilmente immaginabili, ad altre migliorabili, come un dritto non sempre incisivo ed in grande difficoltà sulle palle basse di Rafa.

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Sono nato a Saronno il 16 Agosto 2001 (a poche ore di distanza da Jannik Sinner), ma vivo a Varedo, un' oasi di tranquillità e vecchiume nella provincia brianzola. Ho speso gran parte del mio tempo in dritti, rovesci e articoli sul tennis, il resto l'ho sperperato.

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