Article image
, ,
2 min

- di Nicola Balossi

Considerazioni sparse post Sinner-Alcaraz (6-1 6-4 6-7 6-3)


Un Sinner stellare elimina un buon Alcaraz al termine di un match spettacolare, senza perdere mai il servizio. Il futuro del tennis è in buone mani.


- Il centrale di Wimbledon festeggia cent’anni accogliendo una nuova e promettente rivalità. Razionalmente ci saremmo aspettati una gara sbilanciata a favore dello spagnolo, che sul cemento e sul rosso ha fatto vedere cose incredibili. Invece Jannik ha dimostrato a tutti che con lui si può giocare e vincere una partita alla sua stessa maniera, con tante sportellate e qualche ricamo. Forse sarà davvero il dominatore del prossimo decennio abbondante, ma c’è chi è pronto a dargli battaglia;

- Risposta. Il grimaldello con cui Jannik scassa la partita è la palla profonda con cui spazzola le stringhe del suo avversario in uscita dal servizio e che gli frutta tre break consecutivi a fra primo e secondo set. Alcaraz ci mette un bel po’ a trovare le contromisure e a quel punto è già molto indietro nel punteggio. Dal canto suo, Jannik sembra aver migliorato il proprio rapporto con il servizio, soprattutto con una seconda che tiene botta nei momenti di magra (al prezzo di qualche doppio fallo di troppo);

- Mentalità. Quando si recupera un game da zero quaranta di solito vuol dire qualcosa. Oggi l’hanno fatto entrambi: Alcaraz nel primo game del terzo, rifiutando il ruolo di vittima sacrificale e avviando l’onda lunga della rimonta. Sinner invece l’ha fatto nel quarto set sul 3-1, sbarrando la strada al rientro del suo scalpitante avversario. Non è un caso se questi due ragazzi sono gli stessi che hanno dato vita a un tiebreak clamoroso, con numeri d’alta scuola set point e match point salvati a ripetizione e scelte coraggiose nei punti decisivi. Abbiamo l’impressione che ci faranno divertire parecchio;

- La partita di Sinner ci è piaciuta davvero tanto ed è senz’altro una delle migliori che ha giocato in carriera, tenendo anche conto dello spessore del suo muscolosissimo avversario. Che lo spagnolo abbia più colpi e che non si tiri indietro davanti a nulla si è visto a occhio nudo. Però di Jannik ci hanno colpito l’approccio perfetto, le idee tattiche molto chiare e l’incredibile capacità di leggere (e reggere) i momenti diversi del match. Quando c’era da sveltire la pratica per monetizzare il vantaggio l’ha fatto senza esitare, ma di fronte al risveglio inesorabile di Carlos non si è lasciato intimorire: semplicemente si è rimboccato le maniche ed è tornato in trincea. Capacità preziose che si riveleranno molto utili nella strada verso la terra promessa, cioè lo Slam che prima o poi ci aspettiamo da lui;

- Ora lo sappiamo: l’avversario ai quarti di finale sarà Djokovic, che ha regolato con qualche (relativa) fatica uno spigliato Van Rjithoven. La naturalezza con cui affronta ogni tipo di difficoltà finendo per polverizzarla fa spavento, guardando il tabellone ci sono anche avversari più facili in giro ma d’altra parte se ci si vuole sedere a tavola con i grandi, bisognerà pur affrontarli. Come sempre sarà un buon test del livello sinneriano e in fondo non ci sarà troppa pressione, visto che nessuno si aspetta una vittoria contro l’uomo che a queste latitudini non perde dal 2017 (ritiro ai quarti contro Berdych).

TI POTREBBE INTERESSARE ANCHE...

Nicola Balossi Restelli, annata 1979, vive a Milano con una moglie e tre figli e si divide tra scrittura e giardinaggio. La sua insana passione per lo sport ha radici pallonare e rossonere, anche se la relazione più profonda e duratura è stata quella con la palla a spicchi, vissuta sui parquet (si fa per dire) delle minors milanesi dagli otto ai quarant’anni, quando ha appeso le scarpe al chiodo. Gravemente malato anche di tennis e di Roger Federer, ne scrive talvolta su https://rftennisblog.com/.

Cos’è sportellate.it

Dal 2012 Sportellate interviene a gamba tesa senza mai tirarsi indietro. Sport e cultura pop raccontati come piace a noi e come piace anche a te.

Newsletter
Canale YouTube
clockcrossmenu