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3 min

- di Luca Barbara

Considerazioni sparse post GP d’Inghilterra


Vince Carlos Sainz, prima volta per lui, ma il muretto Ferrari è un disastro! Penalizzato dalla strategia Leclerc, in testa fino all’ingresso della safety car. Gara intensissima con continui colpi di scena.


- Si comincia, doverosamente, con il vincitore di giornata. Carlos Sainz su Ferrari, al suo gran premio numero 150, diventa finalmente un racewinner! Dopo la pole sul bagnato, il pilota spagnolo riesce a tagliare il traguardo per primo dopo aver vissuto una gara da almeno 3/4 facce. Inizialmente bravo a tenere dietro Verstappen (alla seconda partenza), poi in difficoltà sia con l’olandese, sia nei confronti del compagno di squadra, poi bravo a sfruttare la safety, con il conseguente cambio gomme. Grandi sorrisi, bravo Carlos, la prima volta non si scorda mai;

- Paradossale come per la Ferrari sia una domenica quasi drammatica nonostante l’evento storico. Vedere Leclerc sorpassare Hamilton all’esterno, alla Copse, dopo 49 giri, senza un pezzo di ala anteriore e con DUE mescole di differenza non fa altro che aumentare il rimpianto di tutti i tifosi del cavallino, che, dopo la foratura di Verstappen e l’incidente che aveva coinvolto Perez al primo giro, speravano di poter rivedere un minimo di luce nella lotta mondiale. La solita strategia ritardataria della Ferrari, invece, è stata in grado di inibire qualsiasi libido, compresa quella per la vittoria di un proprio pilota. Quello che ci si chiede è come mai, nel mondo glitterato e pieno di dollari della Formula 1, la Scuderia Ferrari, la più gloriosa del circus, non abbia dei tattici che si occupino esclusivamente dei momenti della gara, in particolare delle Safety Car (virtual e real). E’ evidente come la linea della giuria di gara sia quella di innalzare il livello di safety (e come non essere d’accordo) ed è altrettanto evidente come sia sempre più frequente il ricorso a questi due sistemi di “prevenzione” che modificano radicalmente l’andamento della corsa. Bisogna darsi una svegliate ed essere più assertivi anche negli ordini di scuderia (a nostro modo di vedere sbagliate tutte le richieste fatte ai piloti, dal “free to fight” al “metti spazio tra Charles ed Hamilton”). Oggi Carlos (giusamente) sorride, Binotto esulta, sul podio si fa festa ma per i tifosi della Ferrari il feeling è decisamente diverso;

- Silverstone rigenera Hamilton e la Mercedes. Le tribune crowded del circuito inglese evidentemente stimolano l’idolo di casa che già alla prima partenza dimostra una confidenza ritrovata con la sua monoposto, bruciando Perez e Leclerc. La ripartenza non va altrettanto bene ma il sette volte campione del Mondo rimane aggressivo per tutta la gara, tornando a mostrare il ritmo da hammer che lo ha glorificato. Chiuderà terzo, ancora davanti al suo compagno di squadra (costretto al ritiro già dal primo giro), soddisfatto per l’andamento della gara e per aver, in parte, ritrovato la sua freccia d’argento;

- E’ stata indubbiamente la gara più bella dell’anno. Caratterizzata dal terribile incidente di inizio gara, che ha portato la direzione gara e mostrare la bandiera rossa, la domenica di Silverstone è stata praticamente impronosticabile dal primo all’ultimo giro. Subito il colpo di scena che ha riguardato Verstappen, autore di una foratura che ha compromesso l’intera gara, poi i due ferraristi a braccetto in testa braccati da Hamilton. Fino agli ultimi 13 giri di pura follia con gomma rossa quasi per tutti, nei quali abbiamo visto grandi sorpassi e grandi difese, compresa la clamorosa rimonta di Perez dall’ultima posizione fino alla seconda. Sicuramente un ottimo spot per l’intera intustria;

- E così l’halo ha salvato un altro pilota. Oggi il miracolato si chiama Zhou Guanyu ed è il primo pilota cinese che corre in F1. Dicono sia abbastanza resistente da poter sostenere il peso di due elefanti africani. Autosport Germania, uno tra i tre produttori scelti dalla FIA come fornitore ufficiale del nuovo dispositivo di sicurezza, rivela che hanno “dovuto comprare circa 10 tonnellate di titanio ad alta resistenza”. A guardare le immagini, di elefanti forse sarebbe capace di sorreggerne anche tre...

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34 anni, pugliese di nascita, siciliano, ciociaro e ligure d'adozione. Ex pallanuotista, da sempre appassionato di sport in generale ma con una fissazione per il futbòl. Ho visto giocare Ronaldinho contro Romario al Maracanà di Rio de Janeiro nel 1999. Trasmissione sportiva preferita: Tutto il calcio minuto per minuto.

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