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- di Gabriele Moretti

Il calcio canadese contro il gender pay gap


La squadra maschile canadese ha annullato una partita con Panama poche ore prima del calcio d'inizio, dopo aver scioperato per un nuovo accordo di lavoro proposto. Tra le richieste della squadra c'è una «struttura equa con la nostra squadra nazionale femminile».


A pochi mesi dalla prima apparizione in una Coppa del Mondo FIFA dopo 36 anni di assenza (l’ultima partecipazione risale a Messico ‘86, quando chiuse all’ultimo posto del girone C con zero punti e zero gol segnati), la nazionale maschile del Canada si trova impelagata in una disputa sindacale tra i calciatori e la loro stessa federazione che prosegue, intensificandosi settimana dopo settimana, dallo scorso marzo.

Con uno stringato comunicato pubblicato su Twitter, la squadra canadese ha dichiarato che si sarebbe rifiutata di giocare la partita di preparazione per il mondiale, che si sarebbe dovuta giocare lo scorso 6 giugno a Vancouver contro Panama: «La Canadian Soccer Association ha atteso fino alla sera del 2 giugno per presentare un'offerta che si è rivelata arcaica e il segretario generale e il presidente dell'associazione si sono resi disponibili a discutere i giocatori soltanto solo il 4 giugno alle 16:00. Per questi motivi, abbiamo deciso con riluttanza di non giocare la nostra partita di oggi contro Panama. È tempo di prendere posizione per il futuro del calcio in Canada».

All’interno del comunicato non è stata fornita alcuna motivazione ufficiale, ma, secondo dichiarazioni non ufficiali rilasciate nei giorni precedenti, la decisione di scioperare è arrivata dopo che i giocatori avevano già rifiutato la nuova offerta di contratto presentata dalla Canadian Soccer Association (CSA) giovedì 2 giugno.

Una parte rilevante della disputa ruota attorno alla questione della parità salariale tra la nazionale maschile e quella femminile. In diverse occasioni i giocatori hanno chiesto alla federazione un trattamento equo tra la loro squadra e quella femminile, ovvero che garantisca gli stessi premi partita, la stessa fetta di premi in denaro per la partecipazione alle Coppe del Mondo FIFA e, soprattutto, lo sviluppo di un campionato nazionale femminile, dal momento che per ora esistono soltanto tre leghe amatoriali a livello statale in Quebec, Ontario e Colombia Britannica. 

Per quanto riguarda i gettoni presenza – o premi partita – per i match internazionali, non bisogna immaginarsi chissà quali cifre. Le paghe, considerato che in Canada il calcio è uno sport minore che sta attirando un certo successo soltanto nell’ultimo decennio, sono tradizionalmente basse, ma costituiscono una percentuale molto più alta dei guadagni per le donne rispetto a che per gli uomini, dal momento che questi ultimi ricevono stipendi decine, se non centinaia, di volte maggiori. Al contrario, i montepremi per la partecipazione alla Coppa del Mondo maschile e a quella femminile sono tutt'altro che equi. Il bonus totale, da spartire tra tutta la rosa, per giocare il prossimo mondiale maschile in Qatar sarà di circa 440 milioni di dollari (411 milioni di euro), mentre quello riservato alle donne per il torneo che si giocherà in Australia nel 2023 è di soli 60 milioni.

Se da un lato semplici leggi di mercato – tralasciando per un momento la discussione sul fatto che la CSA sia un organismo pubblico e potrebbe/dovrebbe ragionare secondo schemi differenti – possono far capire la differenza tra gli emolumenti, va però anche tenuto bene a mente che mentre i calciatori canadesi finora hanno avuto ben poco appeal e ancor meno successi sportivi,le donne canadesi sono tra le squadre migliori al mondo: sette partecipazioni ai mondiali, campionesse olimpiche a Tokyo battendo la favoritissima Svezia e e attualmente al sesto posto nel ranking FIFA, mentre gli uomini sono appena arrivati al proprio record storico, il 33° posto (un anno fa erano 70°!).

REUTERS / Henry Romero

Calciatori e calciatrici hanno voluto chiarire la loro posizione con una lettera aperta indirizzata alla CSA: «Speravamo che qualificarsi al Mondiale avrebbe potuto cambiare la traiettoria del calcio canadese e portato un rispetto diverso per le opportunità finanziarie. Nonostante il successo senza precedenti registrato dalle nazionali maschili e femminili nel 2021/2022, tutto è rimasto immutato. Dove sono i progressi? E i soldi? Vogliamo anche che siano resi pubblici i termini dell'accordo con la Canadian Soccer Business, che ha compromesso la crescita del movimento. Le prime trattative sono state avviate a marzo. Canada Soccer ha atteso sino a giugno per presentare un'offerta che consideriamo arcaica. E il segretario e il presidente si sono resi disponibili a connettersi con i calciatori solo il 4 giugno. Per questi motivi, seppur a malincuore, la squadra ha deciso di non giocare l'amichevole contro Panama, perché è il momento di prendere una decisione per il futuro del calcio nel nostro paese. Chiediamo un team di dirigenti capace di ottimizzare il movimento generando entrate necessarie per lo sviluppo del movimento. Pari opportunità per la squadra femminile. Il 40% dei premi in denaro e il pacchetto completo per amici e familiari, nonché la presenza di ex elementi della squadra maschile, femminile e paralimpica i in posizioni di leadership all’interno del Canada Soccer Board & Organization».

Le richieste fatte dalla squadra alla federazione, per altro, non sono isolate e cominciano lentamente a trovare spazio specialmente nei paesi in cui i temi della parità di genere e del cosiddetto gender gap sono più sentiti e riescono a riflettersi anche nel mondo dello sport e nel mondo di uno degli sport più “maschilisti” sulla faccia della terra, il calcio. Infatti, è giusto di un mesetto fa la notizia che le nazionali statunitensi hanno raggiunto un accordo con la propria federazione in tutto e per tutto simile a quello proposto dai giocatori canadesi. 

Non stupirebbe - e certamente non dispiacerebbe - se a breve movimenti del genere iniziassero ad affermarsi con maggiore vigore anche in Europa, dove il calcio femminile - come abbiamo scritto poche settimane fa - sta trovando sempre maggiore spazio mediatico e interesse da parte del pubblico.


Questo articolo è uscito in anteprima su Catenaccio, la newsletter di Sportellate.it.

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Genovese e sampdoriano dal 1992, nasce con tempismo perfetto per perdersi lo scudetto del 1991 e godersi la sconfitta in finale di Coppa dei Campioni. Comincia a seguire il calcio ossessivamente nel 1998, coronando la prima stagione da tifoso con la retrocessione della propria squadra del cuore. Testardo, continua a seguire il calcio e cresce tra Marassi e trasferte. Diplomato al liceo classico, si laurea in Storia e intraprende la via del nomadismo, spostandosi tra Cadice, Francoforte, Barcellona e l’Aia. Per coerenza, decide di specializzarsi in storia globale e migrazioni e, nel frattempo, co-dirige il blog SPI – Storia, Politica e Informazione. Crede fortemente nel valore del giornalismo indipendente, sportivo e non, come argine al declino deontologico dei colleghi professionisti.

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