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6 min

- di Simone Renza

Criptovalute e Fùtbol: quale futuro?


Un fantasma si aggira per i verdi prati europei. Un qualcosa di cui ancora si sa poco come fenomeno economico, ma al quale le traballanti e instabili finanze calcistiche si aggrappano per avere liquidità. Proprio loro, le criptovalute.


Ma cosa sono esattamente? La Consob, l'ente di controllo della borsa italiana, spiega che le nuove tecnologie, favorite dai progressi della crittografia - ovvero dell'applicazione di metodi che servono per rendere un messaggio comprensibile/intelligibile solo a persone autorizzate a leggerlo - e dalle evoluzioni della rete internet, hanno determinato un cambiamento radicale nell'economia globale, con particolare riferimento al settore finanziario, sotto il profilo delle modalità di scambio di beni, servizi e ogni attività finanziaria. Tra le più significative applicazioni della tecnologia digitale al settore finanziario spicca la nascita e la diffusione delle "criptovalute" (o "valute virtuali"), la più nota delle quali è il bitcoin.

Cos'è una criptovaluta

Il termine si compone di due parole: cripto e valuta. 

Si tratta quindi di valuta ‘nascosta', nel senso che è visibile/utilizzabile solo conoscendo un determinato codice informatico (le c.d. ‘chiavi di accesso' pubblica e privata, in linguaggio ancora più tecnico).

La criptovaluta non esiste in forma fisica (anche per questo viene definita ‘virtuale'), ma si genera e si scambia esclusivamente per via telematica. Non è pertanto possibile trovare in circolazione dei bitcoin in formato cartaceo o metallico.
Alcuni concetti tradizionalmente utilizzati per le monete a corso legale, come ad esempio quello di ‘portafoglio', sono stati adattati anche al contesto delle monete virtuali, dove si parla di ‘portafoglio digitale/elettronico' (o wallet digitale/elettronico o semplicemente e-wallet).

La criptovaluta, ove ci sia consenso tra i partecipanti alla relativa transazione, può essere scambiata in modalità peer-to-peer (ovvero tra due dispositivi direttamente, senza necessità di intermediari) per acquistare beni e servizi (come fosse moneta a corso legale a tutti gli effetti).

Un'altra classificazione in uso prevede la suddivisione tra moneta virtuale ‘chiusa', ‘unidirezionale' e ‘bidirezionale'. La differenza tra le tre fattispecie risiede nella possibilità o meno di poter scambiare la criptovaluta con moneta a corso legale (o valuta ‘ufficiale' o ‘moneta fiat', secondo altre comuni denominazioni) e nella tipologia di beni/servizi acquistabili. Il bitcoin, ad esempio, è una moneta virtuale biridezionale in quanto può essere facilmente convertita con le principali valute ufficiali e viceversa.

Per meglio comprendere la portata del fenomeno basti sapere che:
• le monete virtuali non hanno corso legale in quasi nessun angolo del pianeta e dunque l'accettazione come mezzo di pagamento è su base volontaria;
• le monete virtuali non sono regolate da enti centrali governativi, ma sono generalmente emesse e controllate dall'ente emittente secondo regole proprie, a cui i membri della comunità di riferimento accettano di aderire;
• ci sono Stati che hanno deciso di sperimentare, sotto il proprio controllo, l'utilizzo di moneta virtuale nei propri Paesi (es. l'Uruguay con l'e-peso) o ne hanno annunciato il loro utilizzo senza che però si abbiano maggiori informazioni al riguardo (es. il Venezuela con il Petro) o, ancora, che abbiano in cantiere iniziative al riguardo (es. Estonia e Svezia).

Ad inizio novembre 2021 l'industria delle criptovalute annoverava oltre 10mila progetti. La capitalizzazione complessiva raggiungeva la soglia record di 2.700 miliardi. Da quel picco il mercato ha subito un ridimensionamento. Il numero dei progetti è aumentato, superando la soglia dei 19.000, ma la capitalizzazione totale dell'industria è scesa a 1.700 miliardi. Di questi il 41% è appannaggio del Bitcoin (che vale circa 750 miliardi).

Il settore è in forte espansione, semplicemente perchè l'universo delle criptovalute sta cercando di offrire al sistema economico un valore aggiunto in termini di decentralizzazione della finanza e dei sistemi di pagamento e di digitalizzazione di asset reali (la cosiddetta tokenizzazione).

Essendo un settore tipicamente finanziario, specialmente dopo il 2008, è di facile comprensione che numerosi operatori mirano a speculazioni di breve periodo puntando sulla forte volatilità delle quotazioni, alimentata dal fatto che si tratta di un mercato non regolamentato. Il rischio che questa bolla possa esplodere è alto.

Il fenomeno è ormai ovunque. Basta girare i canali televisivi, per le strade delle città o, più semplicemente, guardare una partita di calcio. E' cosa nota che il calcio sia uno dei principali e più efficaci veicoli di pubblicità per via della sua diffusione planetaria e della sua popolarità, nel senso più stretto del termine. Dunque, quale migliore piattaforma di advertising se non una maglia ufficiale per invogliare il pubblico ad acquistare criptovalute?

Diversi campionati, tra cui il nostro, si è ormai fatto ingolosire dai capitali provenienti da questi nuovi strumenti finanziari ed ha aperto completamente i cordoni d'accesso.

La Juventus nel 2019 ha deciso di avviare un’iniziativa con la quale i vari tifosi potevano, per mezzo di Socios.com, raccogliere vari token per poi votare su alcune questioni societarie e acquistare prodotti marchiati dalla squadra. Ha anche un accordo economico con Sorare, assieme a Roma e Napoli, per cui è possibile collezionare delle carte digitali chiamate NFT (non fungible token) che mostrano la foto di vari giocatori, in modo da permettere ai tifosi di poterle collezionare come le amate figurine.

Milan, Inter, Lazio e la Serie A tutta stanno seguendo a ruota gli investimenti nel mondo delle criptovalute e il fatto che molti nomi del settore come Chiliz, DigitalBits, Binance e BitMEx fra i tanti siano i nuovi sponsor di alcune squadre di Serie A è riprova di tutto ciò.

L'esempio, però, più significativo riguarda una squadra neo promossa: Il Rimini Calcio. Nel suo CdA uno dei soci è entrato acquistando le quote tramite Bitcoin.

Alcuni dati sull'impatto economico: le criptovalute valgono oltre 180 milioni per i club di Serie A come incasso stimabile solo attraverso gli accordi di sponsorizzazione. Se si pensa anche alle altre forme di partnership si superano i 250 milioni.

Inutile dire che ciò rappresenti una mano santa calata sull'economia del calcio che, oltre ad essere "malata" di suo - basti ricordare il quantitativo di indebitamento della nostra Serie A e delle singole squadre - aveva anche subito l'effetto pandemico.

Una delle società che ha beneficiato maggiormente di questo impatto è l’Inter. La compagine meneghina, infatti, ha siglato in estate due accordi: il main jersey partner, dopo la conclusione del rapporto con Pirelli, con Socios.com, sulla base di 16 milioni per la stagione 2021/22 con bonus che possono portare il totale a 20 milioni, fino alla stagione 2024/25. Sulle maniche, invece, campeggia il logo di DigitalBits, la criptovaluta sviluppata da Zytara Labs, che è global digital banking partner. Questa operazione fa arrivare nelle casse nerazzurre 85 milioni per quattro stagioni.

DigitalBits e la AsRoma. Contratto triennale cper circa 35 milioni, oltre eventuali incrementi variabili.

Nella Capitale, sponda Lazio, è sbarcata anche la crypto-exchange Binance: un’intesa da oltre 30 milioni per diventare main sponsor.

Il Milan porta il logo di BitMex. I dettagli dell’accordo, però, non sono completamente noti ma, si stima, dovrebbe però aggirarsi fra i 3 e i 5 milioni a stagione. Infine, anche De Laurentiis, con il suo Napoli, a novembre 2021 ha definito un'intesa con Floki, marchio di meme token, per la sponsorizzazione del retro della maglia da gioco.

Non solo sponsorizzazioni. In Serie A esiste anche il fenomeno del «fan token»: gettoni tramite cui i tifosi possono accedere a contenuti esclusivi o partecipare a sondaggi. Secondo la Bbc, questi prodotti avrebbero già generato investimenti da parte dei sostenitori per oltre 300 milioni nel calcio europeo.

In Serie A domina Socios.com (che ha recentemente arruolato quale volto Alex Del Piero). Ben sei i club a fornire fan token: Bologna, Inter, Juventus, Milan, Napoli e Roma.

Giusto ieri, però, il mondo delle criptovalute è stato scosso. Il Bitcoin perde il 5,77% a 29.586 dollari, Ethereum scende del 7,67% a 1.763 dollari e Bnb, la crypto di Binance, precipita dell'8,3% a 280,30 dollari, mentre rimangono intorno alla parità Tether e Usd Coin. Pesano l'indagine della Sec sul token di Binance e il report di Reuters sui presunti fondi illeciti nascosti dall'exchange tra il 2017 e 2021.

Come si accennava, lo schock finanziario del 2008 è ancora sotto gli occhi di molti. Gli strumenti finanziari slegati dall'economia reale possono condurre a incassi stratosferici ma basta che il noto contadino dell'Ohio non saldi una rata del mutuo (si fa riferimento alle leve finanziarie) che l'intero castello cada rovinosamente. Visto che il pianeta delle criptovalute non è regolato ancora in maniera dettagliata in larga parte del mondo, considerato che queste società hanno sede in paesi dove la legislazione fiscale non è propriamente ferrea e che i loro capitali si fondano su capitali volatili e non, appunto, legati a solidità ecnonomiche e industriali il rischio è altissimo. La ricaduta, viste le cifre sopra elencate, potrebbe impattare pesantemente sul mondo del calcio, già non propriamente sanissimo.

Non sarebbe forse il caso di non affidarsi in maniera così importante a questi strumenti cercando una maggiore sostenibilità di bilancio lasciando, quindi, solo marginalmente questi intrioiti?

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Impuro, bordellatore insaziabile, beffeggiatore, crapulone, lesto de lengua e di spada, facile al gozzoviglio. Fuggo la verità e inseguo il vizio. Ma anche difensore centrale.

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