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- di Marco Scalas

Il pagellone della stagione della Roma


Una stagione, nel bene e nel male, sotto il segno di José Mourinho.


La stagione della Roma si è conclusa nel migliore dei modi, grazie alla vittoria della Conference League e alla conquista di un trofeo che mancava da troppi anni in casa giallorossa. Un successo che fa lievitare il voto della stagione romanista, che rischiava altrimenti di trasformarsi nell'ennesima annata insapore, visto il sesto posto finale in campionato. L'arrivo di Mourinho in panchina ha segnato un punto di rottura con la recente storia giallorossa e con quella giovanissima dei Friedkin, che con l'ingaggio dello Special One hanno voluto dare un chiaro segnale a tutto l'ambiente.

L'arrivo del tecnico portoghese ha portato in dote una maggior tenuta mentale e maggior solidità alla truppa giallorossa. Neanche il Mago di Setubal, tuttavia, ha dimostrato di possedere la bacchetta magica e alla fine la stagione della Roma si è assestata su quelli che sono i reali valori della rosa. Troppo ampio, ancora, il divario con le prime quattro della classe. Si poteva e doveva, però, tentare di chiudere in quinta posizione, vista la qualità complessiva pari o superiore a quella della Lazio. Per il terzo anno di fila i giallorossi arrivano sotto ai biancocelesti, ma stavolta i tifosi si sono consolati con l'ottimo epilogo europeo della squadra. Proviamo ora a dare i voti ai protagonisti dell'annata romanista.

Mourinho 7: Ha cambiato totalmente la mentalità di una squadra che fino alla passata stagione mancava puntualmente negli appuntamenti chiave. Un gran lavoro quello del tecnico portoghese, che nonostante le difficoltà iniziali è riuscito progressivamente a plasmare una squadra competitiva. Chiude il suo primo anno alla Roma con un trofeo internazionale e la certezza di essere già entrato, al primo tentativo, nella storia del club;

Rui Patricio 7: Dopo anni di errori grossolani targati Olsen e Pau Lopez, la Roma ritrova un portiere degno di essere definito tale. Il portoghese è riuscito a portare serenità a tutta la retroguardia giallorossa, grazie alla sua esperienza e alla sua affidabilità. Non è mancato qualche errore, ma sono più le volte che è riuscito a mettere una pezza decisiva (come in occasione della finale di Conference League contro il Feyenoord);

Fuzato S.V.

Mancini 5.5: Tra i centrali giallorossi probabilmente il più in difficoltà in stagione. Il suo gioco iper aggressivo non lo ha aiutato e spesso l'ha portato fuori posizione regalando occasioni all'avversario di turno. Le 22 ammonizioni sono il biglietto da visita delle sue problematiche e spesso ne hanno condizionato le prestazioni. La grinta e le grandi doti fisiche gli hanno permesso però di cavarsela in più di una situazione pericolosa;

Ibanez 6: La sua annata è iniziata con le solite disattenzioni e i consueti blackout sanguinosi. Decisamente meglio nella seconda parte di stagione, dal rientro dall'infortunio in poi, dove è risultato decisamente più affidabile ed è divenuto uno dei punti di forza della difesa. Ottimo l'impatto in zona offensiva e nelle uscite palla al piede, con cui è riuscito spesso a dare respiro alla fase difensiva giallorossa;

Smalling 7,5: L'inglese ha tenuto in piedi letteralmente da solo la fase difensiva della Roma. Quest'anno è tornato su altissimi livelli e ben pochi attaccanti sono riusciti a metterlo in difficoltà nel duello fisico. Ha trascinato Mancini e Ibanez e ha spesso posto rimedio alle loro disattenzioni. Una manna dal cielo per Mourinho, bravo a rigenerarlo dopo un' ultima stagione, quella con Fonseca, decisamente al di sotto delle aspettative;

Kumbulla 6: Ad un certo punto la sua avventura con la maglia della Roma sembrava vicino a volgere al termine, come successo per i suoi giovani colleghi Villar e Borja Mayoral. L'ex Verona però non si scoraggiato e ha continuato a lavorare, limando il più possibile le sue lacune. Ha mostrato di saper essere una buona alternativa nella difesa a 3 e la sua crescita fa sperare anche per il futuro;

Karsdorp 6.5: Una stagione positiva quella della locomotiva olandese, soprattutto dal punto di vista fisico. I tantissimi infortuni dei precedenti anni, infatti, sono sembrati solo un ricordo, tanto che l'ex Feyenoord è stato uno degli uomini più utilizzati da Mourinho. Un buon upgrade anche in fase offensiva, dove è riuscito a siglare 6 assist (di cui ben 4 in Conference);

Maitland-Niles 4.5: Arrivato a gennaio per dare respiro a Karsdorp sulla destra, ma il suo apporto alla squadra è stato sostanzialmente nullo. Vede pochissimo campo e quando lo fa non ruba certamente l'occhio. Uno dei tipici acquisti del calciomercato invernale che i tifosi non avranno difficoltà a dimenticare;

Zalewski 7: Un'invenzione di Mourinho, data la scarsa affidabilità di Vina e Maitland-Niles e la poca incisività di El Shaarawy in quella posizione. L'impatto del ragazzino di Tivoli sulla stagione romanista è stato notevole e il classe 2002 ha impressionato per personalità e qualità, nonostante l'esterno a tutta fascia non sia il suo ruolo naturale. È lui la rivelazione della stagione giallorossa;

https://youtu.be/Vsw3lGKokOU

Vina 5: C'era grande interesse per l'arrivo del terzino uruguaiano a Roma, ma le attese non sono state assolutamente rispettate. Doveva essere l'erede di Spinazzola, ma perde presto il posto da titolare. Spesso disattento in fase difensiva e mai pungente in quella offensiva, può considerarsi - anche visto l'esborso economico - l'acquisto meno azzeccato di Tiago Pinto;

Spinazzola S.V.

Cristante 6.5: Il centrocampo giallorosso è stato indicato a più riprese da Mourinho come il reparto meno competitivo della squadra. Nei vari esperimenti in mezzo al campo attuati dallo Special One, il numero 4 è stato l'unica costante inamovibile. Un attestato dell'utilità del giocatore, troppo spesso criticato nei suoi anni in giallorosso. Il suo lavoro in mezzo al campo è risultato indispensabile per la squadra e lo testimonia il gran numero di palloni recuperati in stagione (primo nella Roma);

Diawara 5: Solo otto presenze in stagione per il centrocampista guineano, che ha confermato la sua parabola discendente iniziata già due stagioni fa. Mourinho non lo tiene in considerazione neanche nei momenti di massima emergenza: non il migliore per concludere la sua esperienza in maglia Roma;

Darboe S.V.

Veretout 5.5: La peggior stagione del centrocampista francese da quando veste la maglia della Roma. Il numero 17 era il perno della squadra guidata da Fonseca, mentre con Mourinho il rapporto non è mai sbocciato del tutto. Eppure era partito bene con una doppietta alla prima giornata, ma la sua annata è stato un lento calando fino alla perdita della titolarità. Nel finale si ridesta e dà il suo contributo nella cavalcata europea;

Sergio Oliveira 6: Arrivato in pompa magna nel mercato invernale per raddrizzare un centrocampo povero tecnicamente. Il suo impatto è stato buono, con qualche rete segnata, ma l'ex Porto si è rapidamente assestato sui livelli non eccelsi dei suoi compagni di reparto. Tra i più sostituiti da Mourinho, si è ripreso sul finale di stagione grazie ad un lavoro prezioso in fase di non possesso;

Bove S.V.

Mkhitaryan 7: Inizia la stagione da esterno sinistro, decisamente un ruolo non su misura per lui. Ha fatto fatica ad entrare nei meccanismi di gioco di Mourinho, finché lo Special One non ha deciso di arretrarne il raggio di azione. Lì la svolta, con l'armeno che è diventato l'ago della bilancia della squadra, insolitamente a proprio agio in posizione arretrata e nel lavoro di contenimento. Proprio in concomitanza con la sua assenza, la Roma ha avuto i problemi maggiori a sviluppare gioco;

Pellegrini 7.5: Eccola la stagione del salto di qualità definitivo per il capitano della Roma. Mourinho lo ha responsabilizzato e gli ha affidato le chiavi della squadra. Pellegrini ha risposto da giocatore superiore, fornendo 13 gol e 6 assist. Un upgrade totale, confermato anche dal feeling coi calci di punizione, specialità che fino alla passata stagione aveva faticato a manifestarsi;

Perez 5.5: Fumoso, come in tutta la sua esperienza romanista. Mourinho lo ha usato prevalentemente nelle partite in cui il risultato non sorrideva ai suoi, e lo spagnolo ha risposto con qualche guizzo utile. Uno su tutti lo splendido gol contro la Salernitana. Troppo poco per meritare la sufficienza e probabilmente per meritare la conferma in giallorosso anche il prossimo anno;

El Shaarawy 6: Nonostante il minutaggio non elevato ha dato il suo contributo in zona offensiva, grazie a 7 gol messi a segno. Si è disimpegnato bene come quinto di centrocampo, soprattutto a inizio stagione dove ha rappresentato una valida alternativa. Nella seconda parte di stagione, complici i consueti infortuni, si è visto molto meno, ma non ha mai fatto mancare l'impegno quando chiamato in causa;

Afena-Gyan 5.5: La doppietta contro il Genoa aveva illuso tutti su una possibile e immediata esplosione del ghanese. Così non è stato, e la stagione del classe 2003 si è praticamente fermata nella partita del Marassi. Mourinho gli ha dato comunque fiducia in più di un occasione e la sensazione e che, con molto lavoro, il ragazzo possa diventare un'arma importante per la Roma nei prossimi anni;

Zaniolo 6.5: Non facile la sua stagione dopo l'infortunio ai legamenti che l'ha tenuto ai box per quasi un anno. Ha dovuto gradualmente riprendere confidenza col campo e abituarsi a un fisico decisamente più robusto rispetto al passato. Più funzionale in tandem con Abraham che posizionato sulla corsia offensiva di destra. Dai suoi strappi sono nati molti gol della Roma, ma a livello personale ha faticato in ottica realizzativa. Mezzo punto in più per il gol pesantissimo in finale di Conference;

Shomurodov 5: Insufficiente la prima stagione in giallorosso dell'attaccante uzbeko. Le qualità tecniche sono fuori discussione, ma non è quasi mai riuscito a sfoderarle quando buttato nella mischia. In verità, Mourinho gli concede poco spazio, soprattutto da titolare. Ha pagato la scarsa fiducia dello Special One, ma non è riuscito a far cambiare idea al tecnico. Probabilmente, con 18 milioni di euro la società avrebbe potuto trovare un profilo più utile alla causa giallorossa, che alla lunga ha pagato l'assenza di un vice Abraham affidabile;

Abraham 8: Eccolo il miglior giocatore della stagione romanista. Impatto devastante quello dell'ex Chelsea sulla Roma. Sono 27 gol e 5 assist a fine anno, un bottino fondamentale per i traguardi raggiunti. Oltre ai gol, anche tanto lavoro per la squadra e un carattere da leader. Questi i suoi traguardi stagionali: miglior esordio per numero di gol in una stagione nella storia della Roma dopo Volk (1929-30); miglior inglese per numero di gol in una singola stagione in Serie A; miglior marcatore inglese in Europa al pari di Harry Kane. Un'annata davvero da incorniciare per Tammy.

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Nato sotto il sole della Sardegna nell'ormai lontano 1993, dopo un' infanzia all'insegna del basket, abbandona la palla a spicchi per dedicarsi anima e corpo a quella da calcio. Un amore tuttavia mal corrisposto. Tifoso romanista da sempre e in quanto tale incline alla sofferenza e all' auto-sabotaggio. Amante dello sport in tutte le sue forme, ma ancor più di tutte le storie, piccole e grandi, di cui esso si nutre.

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