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2 min

- di Luigi Vincenzo Repola

Considerazioni sparse post Italia-Argentina (0-3)


La coppa tra i campioni finisce in Sud America, meritatamente ed inevitabilmente, con un’Italia tristemente umiliata dall'Albiceleste.


- Abbiamo passato l'estate scorsa ad incensare il reparto difensivo e il regista di centrocampo che ci avevano portato al trionfo europeo. Il primo gol di Lautaro si crea da una palla persa nell'impostazione di gioco da parte di Jorginho. Per il 2-0, invece, si possono dividere le responsabilità Bonucci, mollo, se non flaccido, sul controllo di Lautaro; Chiellini, finito mestamente in mezzo tra il passaggio filtrante di El Toro e Di Maria; e Donnarumma, in ritardo nell'uscita per contrastare l'esterno argentino. I tempi dell'Europeo sono evidentemente lontani, ma anche questa partita ci lascia l'impressione che quanto fatto l'anno scorso da Mancini sia stato un mezzo miracolo;

- Mancini, beh. Mettersi a parlare di ripescaggio, dichiarando che "nel caso, siamo pronti", nonostante non ci sia una possibilità che sia una di andare ai Mondiali, dimostra che il mister è ancora abbastanza lontano dall'accettare la realtà dei fatti. Un qualcosa che mette un po' di tristezza. Oggi la sua Italia dura 28 minuti per poi sciogliersi come neve al sole;

- Se nel primo tempo gli azzurri dimostrano quale possa essere quantomeno il piano gara - un possesso palla attento, in attesa dello spazio giusto per la verticalizzazione - dal 45esimo in poi l'Italia scompare dal campo. Mancini ci mette del suo, decidendo di sperimentare contro quella che è una delle favorite per la vittoria del mondiale. Ad esempio, per diversi minuti la linea difensiva è a tre, composta da Di Lorenzo, Bonucci ed Emerson Palmieri. E gli argentini passano la seconda metà del match a trovare il modo di non segnare il terzo gol (obiettivo poi rovinato da Dybala nel recupero), umiliando coloro che un anno fa alzavano il trofeo dei campioni d'Europa. E giustamente la hincha albiceleste fa anche la ola;

- Di Maria, Angel. Nel senso proprio di "angelico". Al minuto 76 fa la foca con il pallone incollato alla fronte. Stasera è stata la versione calcistica di un Harlem Globetrotter. Prestazione pazzesca: i tifosi juventini che dubitano del suo valore stasera dovrebbero rivedere la loro posizione. Nell’Argentina sontuose anche le prestazioni di Messi, Lautaro e De Paul;

- Ce lo siamo detti spesso: l’assenza forzata di Federico Chiesa ha spezzato le trame offensive di questa Nazionale. L'Italia ha un problema enorme nel creare la superiorità numerica e di conseguenza danni agli avversari. Il CT - che non ha chiaramente responsabilità sull'infortunio del 22 della Juventus - dopo sei mesi non ha individuato un piano B, un metodo con cui la sua squadra possa sembrare minimamente pericolosa contro qualsiasi nazionale. In questo momento poi rinunciare a due giocatori come Lorenzo Pellegrini e Sandro Tonali è delittuoso. La speranza è che il Mancio ritrovi presto la rotta. Rotta che al momento sembra davvero smarrita.

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