Article image
,
5 min

- di Gabriele Moretti

Cosa cambierà con il nuovo FFP?


Negli ultimi due mesi la UEFA ha rilasciato sempre maggiori dettagli sul Financial Stability and Club Licensing Regulations (FSCLR), l'insieme di regole stipulate per sostituire il criticatissimo Financial Fair Play, accantonato nel 2020 a causa della crisi economica causata dalla pandemia. In questo articolo daremo un'occhiata al contenuto e al potenziale impatto delle nuove regole, ma soltanto dopo una breve analisi e valutazione dello scopo e dell'efficacia delle ormai defunte regole FFP.


Per capire cosa sta cercando di fare la UEFA con il Financial Stability and Club Licesing Regulations (FSCLR) dobbiamo necessariamente capire che cosa si sia cercato di fare e cosa abbia funzionato (o non abbia funzionato) del Fair Play Finanziario. È importante, innanzitutto, ricordare i motivi per cui il FFP è stato introdotto ormai tredici anni fa. Nonostante i tifosi, comprensibilmente, si siano concentrati sull'impatto del FFP sulla competitività delle squadre, bisogna mettere in chiaro che non era stato implementato per affrontare tale problema, ma per evitare che i club spendessero più di ciò che le loro casse potevano sostenere. Quando è stato varato, infatti, un gran numero di squadre in tutta Europa, pur di restare o diventare competitive ad alto livello, spendeva cifre enormi caricando le società con debiti insostenibili, avvicinandosi rischiosamente alla bancarotta. Così, la UEFA aveva approvato un insieme di regole volte a proteggere i proprietari più imprudenti da se stessi (o meglio, per proteggere le società e i loro tifosi da proprietari imprudenti) e rendere sostenibili le finanze dei club. Su questo fronte, il piano ha funzionato: pochissime squadre di livello europeo ad oggi, appena un decennio dopo l'introduzione del FFP, rischiano di finire soffocate dai debiti.

Tuttavia, è chiaro a tutti che il FFP ha avuto un impatto sulla competitività, un rischio che era chiaro fin dall'inizio e che partendo dal presupposto (difficile da credere, ma crediamoci) della buona fede della UEFA possiamo considerare un'involontaria esternalità negativa. Mentre alcune società si sono trovate costrette a trovare nuove fonti di finanziamento che esulassero dal mero indebitamento, altre hanno cercato e trovato modi per usare le nuove regole a proprio vantaggio o addirittura per aggirarle del tutto. Nonostante la questione sia ancora dibattuta, molti analisti sostengono che il Fair Play Finanziario abbia avvantaggiato i club più ricchi in una sorta di circolo vizioso: più entrate ho, più spendo, più sono forte, più vinco, più le mie entrate aumentano e posso spendere, eccetera. Al contempo, altri club sono riusciti a costruire sistemi di finanziamento borderline, attraverso sponsor fittizi o molto vicini alle proprietà, che la UEFA ha puntualmente perdonato. In teoria, il nuovo FSCLR cerca di affrontare entrambi i problemi, tentando di ridurre il vantaggio competitivo sleale e costringendo le squadre a maggiore prudenza.

In un recente incontro a Vienna la UEFA ha spiegato che il nuovo programma sarà basato su tre pilastri principali: 1) solvibilità; 2) stabilità e 3) controllo dei costi:

  1. Il concetto di solvibilità è piuttosto semplice: significa che ai club non sarà permesso di avere debiti scaduti nei confronti di determinati soggetti, come ad esempio alle autorità fiscali, i propri dipendenti o altri club. Questo aspetto verrà monitorato attentamente attraverso controlli trimestrali e saranno assegnate automaticamente sanzioni a coloro che non rispettano le regole. Questa norma esisteva già, ma questa nuova versione è nettamente più rigorosa rispetto a quanto visto in precedenza.
  2. Le linee guida sulla stabilità si riferiscono alla "deviazione accettabile" o, in altre parole, alla quantità di denaro che un club può permettersi di perdere in un anno. Attualmente, le regole consentono ai club di incorrere in perdite maggiori rispetto a quelle concesse in precedenza: sotto regime di FFP, un club solvente era stato autorizzato a perdite per un ammontare di 30 milioni in tre anni. Con il FSCLR, le perdite potranno arrivare al doppio, 60 milioni in tre anni, mentre ai club considerati "finanziariamente solidi" saranno concessi ulteriori 10 milioni nello stesso arco di tempo. Secondo la UEFA, questa regola è stata resa più lasca a causa dell'aumento generalizzato delle perdite finanziarie a livello europeo causato dalla pandemia di Covid-19.
  3. Il controllo dei costi è forse la parte più interessante della riforma. Il nuovo regolamento richiederà alle società di limitare i propri "costi di squadra" (trasferimenti, stipendi dei giocatori e commissioni) al 70% delle proprie entrate. Se il 70% suona familiare è perché da oltre un decennio gli esperti suggeriscono che il range ottimale di spesa è compreso tra il 60-70% delle entrate. Tuttavia, questa regola verrà introdotta gradualmente: nella stagione 2023/24, i club dovranno scendere sotto il 90% delle loro entrate, per calare all'80% nel 2024/25 e infine sotto al 70% entro il 2025/26.

L'insieme completo delle norme non è stato ancora approvato, ma sono state già approvate misure “punitive” tra cui multe, detrazioni di punti e squalifiche in caso di inadempienza. Si vocifera persino di possibili "retrocessioni" da una competizione europea a una inferiore. Inoltre, la UEFA vuole anche munirsi di un sistema giudiziario interno molto più rapido ed efficace di quello attuale. Si stanno aumentando le risorse per le sezioni investigative e giudicanti con l'obiettivo di ridurre il tempo tra il rilevamento di un'irregolarità e la sentenza a un massimo di 90 giorni.

L'ultimo punto veramente rilevante è quello dei controlli sul fair value sulle transazioni. Con il FFP solo e soltanto le operazioni con parti correlate venivano esaminate per controllare che corrispondessero a un equo valore di mercato o Fair Market Value (FMV). Con l'introduzione del FSCLR potranno essere esaminate tutte le transazioni per assicurarsi di eliminare due tipi di operazioni molto diffuse. La prima sono le plusvalenze "esagerate" attraverso lo scambio di calciatori, trick che conosciamo bene e cui uno degli esempi più palesi fu l'operazione Pjanic-Arthur tra Juventus e Barcellona. 

Tuttavia, data la difficoltà nello stabilire il FMV del cartellino di un calciatore, la possibile applicazione di questa misura è ancora dubbia. Il secondo è un po' più complesso. Immaginiamo che un club di proprietà statale, il cui stato-proprietario possiede anche una compagnia aerea. Dal momento che lo stato possedeva la compagnia aerea e il club, questi con il FFP erano considerati parti correlate e di conseguenza lo stato non poteva utilizzare la compagnia aerea per pompare denaro nel club attraverso sponsorizzazioni a prezzi maggiori da quelli del FMV. 

Ciò che si poteva fare, tuttavia, era contattare altre parti a cui non si era formalmente correlati e convincerli o fare pressione o corromperli per pagare un prezzo ben maggiore del FMV. Eliminando il requisito delle parti correlate per l'analisi del FMV, il FSCLR dovrebbe aiutare a eliminare questo abuso.

Il nuovo regolamento entrerà in vigore il 30 giugno 2022 ed è difficile prevedere che impatto avrà sia nel lungo che nel breve termine. Teoricamente dovrebbe aiutare a risolvere almeno parzialmente alcuni dei problemi del FFP, anche quelli di competitività, ma se – come accaduto nell'ultimo decennio – le sanzioni saranno applicate a piacimento consentendo disparità di trattamento, è molto probabile che i club più ricchi o con rapporti migliori con l'attuale dirigenza UEFA continueranno semplicemente a violare le regole pagando multe che non avranno un reale impatto sulla loro situazione finanziaria, mentre per i club meno solidi o meno ammanicati, le punizioni avranno un'incidenza significativa e questi i più poveri, sfortunati o invisi a un certo mondo, saranno costretti a rispettare ogni virgola.


Questo articolo è uscito in anteprima su Catenaccio, la newsletter di Sportellate.it.

Per ricevere Catenaccio gratuitamente, ci si iscrive qua. Se invece vuoi leggere i numeri arretrati di Catenaccio, visita il nostro archivio.


TI POTREBBE INTERESSARE ANCHE...

Genovese e sampdoriano dal 1992, nasce con tempismo perfetto per perdersi lo scudetto del 1991 e godersi la sconfitta in finale di Coppa dei Campioni. Comincia a seguire il calcio ossessivamente nel 1998, coronando la prima stagione da tifoso con la retrocessione della propria squadra del cuore. Testardo, continua a seguire il calcio e cresce tra Marassi e trasferte. Diplomato al liceo classico, si laurea in Storia e intraprende la via del nomadismo, spostandosi tra Cadice, Francoforte, Barcellona e l’Aia. Per coerenza, decide di specializzarsi in storia globale e migrazioni e, nel frattempo, co-dirige il blog SPI – Storia, Politica e Informazione. Crede fortemente nel valore del giornalismo indipendente, sportivo e non, come argine al declino deontologico dei colleghi professionisti.

Cos’è sportellate.it

Dal 2012 Sportellate interviene a gamba tesa senza mai tirarsi indietro. Sport e cultura pop raccontati come piace a noi e come piace anche a te.

Newsletter
Canale YouTube
clockcrossmenu