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4 min

- di Luca Barbara

Da 10 a 1: diamo i voti al GP di Monaco


Dal Checo perfetto al suicidio del muretto Ferrari. Diamo i voti al Gran Premio storicamente più affascinante dell’anno.


Voto 10: Sergio, il messicano più vincente di sempre

Se vinci a Montecarlo meriti sempre 10. Se poi vinci partendo dalla terza posizione strameriti 10, indipendentemente da come sia arrivata questa manna dal cielo. In più, con la vittoria monegasca, Perez diventa il pilota messicano più vincente della storia della Formula 1, scavalcando Pedro Rodriguez. E’ vero che a Montecarlo non riesci a farti sorpassare nemmeno col motore spento (chiedere a Ricciardo) ma il buon Sergio non commette sbavature e porta a casa la vittoria;

Voto 9: all’incazzatissimo Carletto Leclerc

Non sa più come fare per vincere questo stramaledetto Gran Premio di casa. L’anno scorso c’era poco da recriminare, visto l’errore in qualifica che, pur facendogli guadagnare la pole, lo aveva costretto al ritiro già al giro di ricognizione. Quest’anno sembrava essere “tutto perfecto” [Marc Genè] fino a quando dal muretto non hanno deciso di fargli provare l’ebrezza di tirare giù tutti i santi del paradiso. Almeno ha visto la bandiera a scacchi, qui per la prima volta da quando corre in F1.

A fine gara è nero e ne ha ben donde. Le pacche sulla spalla a fine gara di Seb sanno di ”benvenuto al circo!”;

Seb consola Charles nel post gara

Voto 8: George Russell, piccoli hammers crescono

Settima gara di fila in Top 5 per il talento inglese. Parte quinto, finisce quinto, nel migliore degli standard-Montecarlo. La gara , però, quest’anno nascondeva più di qualche insidia e aver finito ancora una volta ”primo degli altri” non è stata cosa da poco. Mantiene saldamente anche la quarta piazza in classifica generale, aspettando tempi e circuiti migliori per la sua Mercedes;

Voto 7: l’insopportabile cinismo di Max Verstappen

Dopo 3 gare il buon Max aveva già organizzato il funerale alla lotta mondiale. “Troppi punti di distacco e troppo forti le Ferrari”. Ecco qua, dopo Montecarlo, primo crocevia dell’anno, Verstappen ha 9 punti di vantaggio su Leclerc che vede avvicinarsi anche Perez, adesso lontano appena 6 punti. Tutto meraviglioso per la Red Bull e per l’olandese, che, infatti, a fine gara gongola. Sta filando tutto liscio ma la fortuna bisogna sapersela costruire;

[© AUTOSPRINT] Verstappen si congratula con il compagno Perez all’arrivo del Gran Premio di Monaco

Voto 6: Carlitos il disertore

La gara di Sainz meriterebbe 7,5, anche 8. Il suo aver disubbidito agli ordini di scuderia, mandando in pappa il cervello degli strateghi, compromettendo la gara sua e del compagno di squadra, è da 4 con matita blu. Il risultato è una sufficienza da secondo quadrimestre, di quelle un po’ più generose per non farti portare il debito a settembre. La faccia da funerale del post gara, anche meno;

[@scuderiaferrari]

Voto 5: Lewis Hamilton, neanche il cambio d’abito aiuta

Ci ha provato in tutti i modi il 7 volte campione del Mondo. Prima la danza della pioggia (riuscita a metà), poi il cambio casco dopo la bandiera rossa... ma niente, anche questa volta gli tocca finire dietro al compagno di squadra, fino ad oggi inesorabilmente più continuo. Passa buona parte di gara a provare il sorpasso impossibile su Ocon a sfavore di gomma ed a tallonare Alonso che sembrava guidasse una Forumla 2. Adesso i punti di differenza in classifica generale con Russell sono 34, difficilmente recuperabili anche per il più vincente di sempre. Così è avvilente, meglio abituarsi in fretta;

Voto 4: safety first ma che palle!

Il riferimento è ovviamente alla direzione gara, quest’anno estremamente prudente in tutte le sue decisioni. Non sindachiamo la scelta di rendere obbligatorie le mutande ignifughe (ormai ”mutande di Seb”) nè quella di proibire la bigiotteria mentre si gareggia (entrambe scelte sacrosante) ma l’estrema cautela con cui si prendono le decisioni in pista sta rendendo il tutto davvero poco affascinante. Capiamo la scelta di partire con partenza lanciata all’inizio con pista zuppa, davvero. Ma perchè non ripartire in modalità standing dopo la bandiera rossa causata dal botto di Mick? La pista era asciutta e non c’era motivo per non provarci. Dopotutto, fino a qualche anno fa la Formula 1 era ”partenza, pennica, arrivo” quindi privandoci anche del brio dei semafori ci viene solo da dire ”Che palle!”;

Voto 3: la linea bianca (che poi è gialla) di Vanzini

Siamo tutti tifosi ma chi è al commento dovrebbe ricordarsi di essere un filo più neutrale di chi guarda il Gran Premio dal divano e paga un abbonamento per poterselo permettere. D’accordo, eravamo tutti piuttosto scossi (non vorremmo imprecare, vediamo se ci riusciamo fino al termine del pezzo) dal fatto che Leclerc improvvisamente sia passato da dominatore assoluto a quarto e giù dal podio ma continuare ad attaccarsi ad una riga calpestata da Verstaeppen in una pista in cui a stento entrano due macchine per largo ci pare un filo esagerato. La filastrocca, oltretutto, è andata avanti per circa un’ora, esattamente dal momento in cui la direzione aveva ”notato” il fattaccio, commesso però da Perez. Verstappen mai notato e, dal nostro punto di vista, giusto così. “Let them race!” urla spesso il Vanz in telecronaca nei corpo a corpo, attaccarsi ad una riga ci è parso stucchevole;

Voto 2: a quel paraculo di Nico Rosberg

Il suo commento non toglie nè aggiunge niente. Dopotutto se uno nasce tondo non può morire quadrato, per fare un’alta citazione, quindi il buon Nico persegue la linea che ha sempre tenuto anche da pilota. Passa dall’arruffianarsi il tifoso Ferrari, chiamando la penalità per entrambe le Red Bull per il ”linea bianca gate”, all’umorismo becero, in coppia con Vanzini, quando si parla del “suo migliore amico” Lewis Hamilton. NEXT!;

Voto 1: Thunderstorm improvviso, neanche fossimo a New Orleans

Che jella, Carletto. Ci mancava il temporale estivo a scombussolarti i piani. Pioggia a secchiate giusto prima della partenza, a rovinare quanto di buono avevi fatto durante tutto il weekend. Tutti sotto ai tendalini degli yacht per 15 minuti, giusto il tempo di consentire al muretto Ferrari di sbagliare tutto quello che si può sbagliare;

Voto 0: muretto Ferrari

I peggiori del fine settimana, non crediamo ci siano dubbi. Sembrava che tra muretto e squadra di meccanici quest’anno la Ferrari avesse svoltato e invece rieccoci qua, a parlare dei soliti, grossolani, errori del muretto. Lo ”S T A Y O U T! S-S-S T A Y O U T” balbettato da Padros in cuffia è a tratti imbarazzante, sicuramente non degno della casa automobilistica più gloriosa di sempre.

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34 anni, pugliese di nascita, siciliano, ciociaro e ligure d'adozione. Ex pallanuotista, da sempre appassionato di sport in generale ma con una fissazione per il futbòl. Ho visto giocare Ronaldinho contro Romario al Maracanà di Rio de Janeiro nel 1999. Trasmissione sportiva preferita: Tutto il calcio minuto per minuto.

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